Poesie di Klara Erzsebet Bujtor

Nato a Keszthely (Ungheria)
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Quanto è grave la povertà

Quanto è grave la povertà
quando hanno finito anche i sogni
e ci resta solo piangere nella miseria,
sentire un terribile vuoto nello stomaco,
stringendo sopra le mani tremule
per far tacere i gorgogli animaleschi,
e il desiderio è immenso di far sentire
i palpiti di cuore,
che ancor si crede nell'amore,
e di poter sognarlo,
un giorno incontrarlo.

È ci è proibito di piangere se non nel dolore,
che la poesia è morta nel cuore,
ed anche se un giorno le tasche si riempiono di soldi,
resta la solitudine e il vuoto nel cuore,
e il disgusto
dell'umanità allo stato malvagio,
e solo gli animali lo hanno saputo dimostrare
di sapere d'amare,
senza pretese, senza calpestare sentimenti,
solo di poter restare vicino
e di cuore sincero
amare.
Klara Erzsebet Bujtor
Composta martedì 20 febbraio 2018
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    Sospiro

    Io non dovevo nascere,
    non ero desiderata,
    ma è accaduto,
    e io sono un accaduto.
    È tutta la vita cerco la ragione
    del mio essere,
    vivere tra sofferenze, delusioni.
    Tutto ciò che faccio si versa in lacrime,
    perché tutta questa amarezza?
    Perché sono solo un accaduto,
    nient'altro.

    Passa la tempesta,
    e splende il sole su di me,
    soltanto su di me,
    è bello vivere,
    è dolce perdersi nella passione,
    che la vita è una poesia.
    Klara Erzsebet Bujtor
    Composta giovedì 1 febbraio 2018
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      I brontolii del mio cuore vecchio

      Un sordo brontolio di un tuono
      lontano, la su nel cielo,
      un breve brillio,
      un tremolio nell'aria,
      passa rapidamente un aereo.
      Un ingegno dell'uomo
      di poter volare
      nel profondo sconosciuto
      scoprire altre terre.
      Inquieta continuo il mio cammino
      i grilli han smesso di cantare
      e i passeri di volare,
      ed io di sognare
      ma non han smesso i brontolii
      del mio cuore vecchio.

      (L'eco di passi...)
      Klara Erzsebet Bujtor
      Composta domenica 14 gennaio 2018
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