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Poesie di Guido Paolo De Felice

Chirurgo orale, nato venerdì 5 luglio 1985 a Caserta (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: G. De Felice
Ogni volta
che ti ricordo il giorno
in cui ci siamo conosciuti
Ricordi quanti colori
avesse il cielo?
Ricordi il profumo
della salsedine di quel mare blu?
E poi quel blu
Un blu così vivo, intenso
Un blu così blu
Non l’avevo mai incontrato prima
E mi resi conto che era tutto perfetto
Che era tutto quello che da una vita
Aspettavo
Tu mi guardi stupita
Mi prendi per matto ogni volta
“Ma ci siamo conosciuti a Milano”
È vero, tra cemento, smog,
in mezzo a
sconosciuti frettolosi e indifferenti
Ma poi sorridi
e abbassi gli occhi
perché hai capito.
Quei colori, quel profumo, quel mare
Quell’attesa valsa una vita

eri tu.
Guido Paolo De Felice
Composta venerdì 18 maggio 2018
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    Scritta da: G. De Felice
    Non so dove tu sia ora.
    Non so cosa stai pensando,
    a quale velocità scappi il tuo cuore.
    Non so se lungo la schiena mi senti
    se quando la luna mi guarda beffarda
    ti sudano le mani,
    se il cuore urla così forte da farsi sentire.
    Se ti pervade il dubbio
    l'angoscia
    di cosa avremmo potuto essere.
    Di quanta invidia avremmo scatenato.
    A quanti sorrisi sognati,
    e mai regalati,
    bisognerà rinunciare.
    Non so nulla di tutto ciò.
    So che ogni giorno sempre più lontano da te,
    dai tuoi sguardi e dai tuoi sorrisi,
    dal tuo modo di mascherarti come groppo in gola,
    muoio un po'.
    Perché mai nulla mi è mancato quanto te.
    Perché tu eri così sbagliata,
    da esser così perfetta per me.
    Anche il sole potrebbe essere così innamorato
    della luna
    che mai nessuno lo scoprirà mai.
    Nemmeno la luna stessa.
    Nemmeno tu.
    Guido Paolo De Felice
    Composta venerdì 9 dicembre 2011
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      Scritta da: G. De Felice

      Solo i sogni sono veri

      Non sapevo che colore avessero 
      i tuoi occhi,
      ma sapevo quanto perdermici dentro
      mi avrebbe regalato sorrisi.
      Non sapevo che odore inebriante potesse avere
      la tua pelle,
      non ne conoscevo la morbidezza,
      ma conoscevo i brividi 
      che avrebbe saputo regalarmi.
      Non conoscevo il suono della tua risata,
      ma so che avrei vissuto ogni giorno
      nella speranza di sentirlo risuonare,
      vedendo brillare le tue fossette
      e le tue lentiggini.
      Non conoscevo il tuo nome,
      né dove fossi.
      Sapevo soltanto che c'eri.
      Che c'eri sempre stata.
      Da qualche parte, qualsiasi parte.
      Ed io avevo il compito di trovarti,
      o almeno di far sì
      che tu
      mi riconoscessi.
      Guido Paolo De Felice
      Composta mercoledì 30 novembre 2011
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