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Poesie di Francesco Cavallari

Libero autore di aforismi e poesie, nato venerdì 29 novembre 1963 a Corinaldo (AN) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Francesco Cavallari

Idee per canzoni

Tutto è chiaro, limpido,
le migliaia di scariche elettriche
che attraversano migliaia di cervelli,
nello stesso momento in cui non capisco
gli sforzi della tua lingua che
si muove come vuoi tu.

Tutto è chiaro, limpido,
la notte entra dalla finestra,
fruscii di foglie morte irti di buio
sciolgono i legami tra me e le pagine scritte,
è il pensiero puro che conta,
non cercare di dominare quelle lettere.

Stanco, muto, confuso,
come volo di rondine nel nero dell'eclissi.
Francesco Cavallari
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    Scritta da: Francesco Cavallari

    La pioggia della mia ansia

    La pioggia ha steso all'improvviso
    le sue mani di fata
    su questa sera magica
    che segna il cadere di barriere
    e apre un fiume di libertà,
    un volto di giovane donna
    e poi ancora la pioggia,
    coi suoi luccichii alla luce
    dei lumini ad olio
    o contro i fari dell'auto.
    E sempre mi manca il finale,
    perché qualcosa s'agita,
    o si rompe o si sporca,
    come le scarpe di Alessia,
    la prima a morire
    della pioggia della mia ansia.
    In campagna, in città,
    altre albe mi aspettano.
    Francesco Cavallari
    Composta martedì 24 agosto 2004
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      Scritta da: Francesco Cavallari

      Un amore (Follia ferragostana)

      Nulla cambia in questa follia
      ferragostana, ora più fresca.
      Un cielo di blu alabastro
      rigato di bianco con le tue unghie
      di smalto candido.
      Come ieri e poi ieri l'altro
      ed il giorno prima,
      le perle della notte dei tuoi occhi
      non mi danno pace.
      Forse sei inconsapevole
      della tua bellezza altèra,
      del tuo incarnato d'avorio nero,
      ebano vivo,
      delle tue parole che si agitano,
      come i tuoi capelli,
      nel nero corvino della scrittura.
      Francesco Cavallari
      Composta lunedì 15 agosto 2005
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        Scritta da: Francesco Cavallari

        Ecce Eros

        Febbre che assale
        come sasso che cade,
        come pietra di mulino
        che struscia e bagna,
        nella pudica profondità del bacio
        solo immaginato:
        ecco questo amore.

        Ora forno abissale, rovente
        eterno tormento infernale,
        ora delicata, tiepida brezza
        che abbraccia il corpo, lo carezza.
        E se, a tratti, gelido, l'oblìo
        reca sollievo, subito torna
        il pensiero dell'abbraccio,
        il tocco che sfiora i tuoi capelli,
        che si fa tatto.
        Francesco Cavallari
        Composta venerdì 23 settembre 1994
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