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Scritta da: A. Cora

L'ultimo sole

Quel tempo
dei giovani anni
Fatto di giorni allungati
d'orizzonti azzurrati, d'orme di
corpi lasciati, su spiagge di sabbia
bagnata
D'abbracci, di baci rubati, da notti
di stelle cadute, da un cerchio bugiardo di luna
che un cielo dal volto gentile, fino al'alba vagava
Dal cigolar di lampare, da quel discosto lumino, che
poi nel buio spariva, nei flutti più scuri del mare, dove
l'occhio perduto, mancava
Oggi lo scorgo fuggire, come un ladro braccato, come
d'un vento folata, che passa e scuote le siepi, tra
queste foglie ingiallite, di questi sentieri oscurati
Fra qualche confuso ricordo rimasto a colorare
pensieri, nelle mattine già sera, che la mente
insonne divora
Senza badare al cuore, senza badare le
ore, senza badare un solo pensiero
Tra questi giorni già mesi
fino al calare, del'ultimo
raggio di sole.
Angelo Cora
Composta giovedì 2 maggio 2013
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    Scritta da: A. Cora

    Il mio meriggio

    Non
    lede tanto
    il rimpianto, quanto
    l'averne ignorato la ragione
    A nulla è valso il pensare, a nulla i
    tanti esperimenti, a nulla sono valse
    le nozioni
    In amicizia, affari, amore e alcune ardite passioni
    Come la gioia insegue il peccato così il
    tormento uccide la vita
    Annego in un mare di odio e di livore
    mentre brividi mi lacerano
    il cuore
    Assilli oscurano la mente, continuo
    e vivo i miei giorni
    corrotti
    Solo perché, nel mio
    meriggio, s'attarda
    la notte.
    Angelo Cora
    Composta mercoledì 5 giugno 2013
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      Scritta da: A. Cora

      Di te, di me, di noi

      Dalla
      troppa distanza
      dal sole, che sorgeva
      dentro ai miei occhi
      Quando il tuo viso guardavo
      ho imparato a parlare
      col cuore
      Di te, di me, di noi e di quel
      nostro, stupido amore
      Che detesto far sapere
      alla mente, cosa mi
      ha rivelato
      In tutto quel'immenso
      rumore, nel breve
      del tempo
      ascoltato.
      Angelo Cora
      Composta mercoledì 5 giugno 2013
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        Scritta da: A. Cora

        Senza frontiere

        Non amo
        tracciare confini
        o frontiere che fanno
        soltanto, aspettare
        Non sono figlio d'un cielo
        che disegna diversi colori, o parole al'udito
        incomprese, che al nulla rimango appese
        Riuscendo nel tempo, a far male
        Che sempre fanno pensare, se quel dire, è nel bene
        nel male, perché dai potenti
        pesato
        Se il sole è per tutti uguale, il vento ha lo stesso
        sapore, il mare lo stesso rumore
        Il sangue ha lo stesso colore, l'amore
        nasce dal cuore e i giorni seguono
        il tempo
        Mi sento figlio del mondo
        e tale, voglio
        restare.
        Angelo Cora
        Composta martedì 4 giugno 2013
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          Scritta da: A. Cora

          Cime scolpite

          Mi smarrii
          nelle strade dal vento
          soffiate, nelle cime da pioggia
          scolpite, che mostra scorrendo la vita
          Tra vuoti al'alba buttati e qualche emozione
          tradita, dentro un caffè un po' macchiato, al
          bar dove vanno gli amici
          Lasciai un bianco sorriso, negl'occhi d'una donna
          dannata, dal rimpianto inseguita, braccata
          Seguii un raggio di sole, negl'occhi improvviso rinato
          Abbagliato dai tanti colori, cercai riparo altrove
          dietro pareti murate, dove medita il cuore
          In una luce leggera, dietro un incerto andare
          seguii nella notte lampare, fino al
          fuggir del'aurora
          Là, tra nembi dal sole schiariti
          tra salti e canti di gioia
          tra note di musica vera
          Scorsi la strada
          sincera.
          Angelo Cora
          Composta mercoledì 22 ottobre 2008
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            Scritta da: A. Cora

            Sarà

            Sarà
            più bello ancora, il
            tuo nudo profilo, a mente già
            conosciuto, dal'alba cosparso di luce
            Quando il mattino, inerme, riavvolto lo trova
            Saranno ancor più arricciati, i tuoi biondi
            capelli, da notte d'abbracci, storditi, sul viso
            calati, ancora dormienti
            lasciati
            Forse un poco assonnato, dalla minuta ora, sarà
            l'azzurro dei tuoi occhi, smarrito tra le mie ciglia
            Sparso tra scure pieghe, di bianche contorte lenzuola
            Saranno quei pugni chiusi, a celar chiave, di
            quella intrigata chiusura, che dentro il
            tuo cuore dimora
            Ma ciò che rimarrà nel tempo ancora discosto
            dai miei occhi scuri, gelosamente raccolto
            Sarà quel lieve sorriso, con sogni
            ancora divelti
            Dietro le ciglia socchiuse
            da mano un poco
            nascosto.
            Angelo Cora
            Composta sabato 10 settembre 2011
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              Scritta da: A. Cora

              L'acerbo gioviale

              I giorni
              che il tempo
              passando, conduce pigri
              alla sera, paiono nembi oscurati
              spinti da venti stranieri, distanti dal
              cielo, dagl'occhi dal cuore, senza colore o sapore
              Senza tramonti né aurore, senza un raggio di
              sole, né d'uno spicchio di luna rimasto la notte
              accesa, ove smorzare pensieri, ove annegare dolori, ove
              sognare ancora
              Dei visi e volti in memoria arroccati, ardenti patiti tremori
              che a notte inoltrata, spesso bussano ancora, alle porte serrate
              del cuore, rimasti poi al risveglio, riecheggiano vaghe
              parole, come richiami dispersi, nel vento
              amico d'allora
              È li che scorgo sbiaditi, quei tratti di vita
              vissuta, quelle strade dai piedi viaggiate
              quei sogni a terra caduti
              Di colline, l'acerbo gioviale, del
              mare l'azzurro d'amore
              Del'oggi, l'amaro
              sapore.
              Angelo Cora
              Composta martedì 28 maggio 2013
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                Scritta da: A. Cora

                Rossi aquiloni

                Come
                bianca farfalla
                nel primo suo allegro volare
                Confondi i colori dei fiori, confondi
                il sesso e l'amore, con quel tuo fare ribelle
                Fanciulla dai biondi cappelli, che insegui quei
                rossi aquiloni che scorgi il tuo cielo solcare, vorresti
                con loro volare, dove s'avverano i sogni, dove l'amore è
                a colori, dove il vento è gentile, e ti vuole il quel cielo mostrare
                laddove, puoi sbattere l'ali
                Vivilo oggi il tuo cielo, saggia oggi il tuo sole, con tutto l'ardore
                rendi colmo il bicchiere, che il tuo tempo ti ha dato, anche se poi
                t'ubriaca, anche se ha volte sbagliato, anche se pare peccato
                Bevilo tutto d'un'fiato, colma i tuoi sensi curiosi, e ridi
                ridi, anche nei giorni più scuri, quando non senti
                sapori, quando negl'occhi ti piove, e scorgi il
                cielo cadere, dentro i silenzi del cuore
                È troppo breve la strada, è troppo poco
                l'amore, è troppo vicino il tempo, che
                ti disegna il confine
                E quando lo scorgi
                passato, non
                ti sarà mai
                bastato.
                Angelo Cora
                Composta martedì 4 marzo 2008
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                  Scritta da: A. Cora

                  Come si ama l'amore

                  Ti amavo
                  in quel tempo
                  fuggito dagl'occhi
                  Rimasto arroccato, in memoria
                  e carezzato dal cuore, pregno
                  di nostalgia

                  Tra quegli estesi silenzi, tra quelle
                  troppe parole, colmi d'abbracci e di
                  baci, che non bastavano mai, a soddisfare
                  quei sensi golosi, che ne volevano ancora
                  Tra quei confusi pensieri che la mente
                  già colorava di rosa
                  Non so come si ama l'amore, o di
                  un tarlo il rumore, che lento
                  il cuore divora

                  Non so come si chiamano i sogni
                  senza più il suolo toccare, e
                  il tutto, par divenire poesia
                  Ma so cos'è rimasto nel
                  cuore, quando
                  ti ha vista
                  andar via.
                  Angelo Cora
                  Composta martedì 31 maggio 2011
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