il resoconto

Come un fumatore di fede,
confuso nel suo credere di pensare,
chiusa la porta in faccia a un incompleto ieri ancora non ho aperto quella del domani,
abito sospeso nel mio fumo.
Resta il ricordo
dell'aver fatto alle testate
per le idee degli altri,
vangeli di quarta mano
con mille correzioni,
pagati molto cari,
ferite sotto gli abiti
e sotto pelle.
Come un fumatore di fede
ho creduto
a chi mi ha fatto credere di pensare,
ed ho fumato fumo.
Alexandre Cuissardes
Composta mercoledì 26 dicembre 2012
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    Chissà come si dice merry christmas in italiano

    Dalla finestra sul retro,
    il vuoto,
    il niente,
    auto parcheggiate,
    bagnato in terra,
    gocce di pioggia senza convinzione,
    senza la voglia di far danni
    o bagnare troppo,
    insolito silenzio.
    Ed oggi passerà
    fra "pranzi meravigliosi"
    e pranzi che "pensavo meglio",
    la messa "almeno per quel giorno",
    i regali fatti col cuore o per tradizione,
    un merry christmas
    perché l'inglese fa più natale,
    foto di gruppo
    col bicchiere in mano
    e qualche mal di pancia.
    E tanta allegria a chi è già allegro
    e più tristezza a chi è già triste di suo.
    Ma forse vedere in tv
    un pranzo offerto ai bisognosi
    e l'intervista fatta ad arte
    basta a far star bene tutto l'anno,
    ed il commento "poverini"
    assolve benedice lava le coscienze.
    Ancora in piena digestione
    già si scatena l'ansia del cenone
    del botto a mezzanotte,
    delle mutande rosse e della pazza gioia,
    al capodanno.
    Eccoci qua
    pronti alla ripartenza,
    con l'occhio agli orologi
    e la bottiglia in mano,
    ridere è d'obbligo.
    E poi di nuovo ad incazzarsi tutto l'anno,
    sognando che dopo il tre gennaio
    vengano i giorni del buffo carnevale
    e subito l'agosto
    per una una vacanza
    e dopo agosto
    subito natale,
    e tutto si ripeta,
    come d'usanza.
    Alexandre Cuissardes
    Composta mercoledì 26 dicembre 2012
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      I preparativi

      Perché vi meravigliate
      se sono qui da giorni,
      e mi comporto in modo per voi strano,
      chiudo e riapro valigie vuote,
      disfo e compongo abiti da inverno,
      li lascio lì e passo ad altro,
      ma sempre lasciando valigie vuote.
      Voi se partite,
      anche per poco tempo,
      ci state un giorno intero a far preparativi,
      fare e disfare
      poi ricontrollare.
      Pensate a me,
      che parto per l'ultimo viaggio,
      quello più lungo,
      quello per sempre,
      Tenete d'occhio invece
      quella montagna di sassolini
      che ho tolto tutti dalle mie scarpe.
      Ce n'è uno per ognuno di voi,
      ognuno prenda il suo
      e se lo cacci
      dove si cacciano quelle medicine
      che non si prendono per bocca
      ma per quell'altra via.
      Alexandre Cuissardes
      Composta mercoledì 26 dicembre 2012
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