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Di te

Ancora
lo ricordo,
il tuo ridere chiaro
della prima mattina,
ancora umida di notte,
la tua veste leggera,
appiccicata alla pelle.
Ancora ricordo
la neve nelle tue mani,
in inverno.
Mani allargate a coppa,
ed all'improvviso vuote,
aperte,
la neve per aria,
percorso all'inverso,
la tua meraviglia giocosa,
come se avessi gli anni di bimba delle prime scoperte.
Me lo sono tenuto addosso
il sudore del tuo corpo,
il tuo sudore del tempo assolato,
il sudore che mi hai appiccicato ieri,
giorno d'estate,
il tuo sudore d'amore.
Alexandre Cuissardes
Composta martedì 17 aprile 2012
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    di te

    Ancora
    lo ricordo,
    il tuo ridere chiaro
    della prima mattina,
    ancora umida di notte,
    la tua veste leggera,
    appiccicata alla pelle.
    Ancora ricordo
    la neve nelle tue mani,
    in inverno.
    Mani allargate a coppa,
    ed all'improvviso vuote,
    aperte,
    la neve per aria,
    percorso all'inverso,
    la tua meraviglia giocosa,
    come se avessi gli anni di bimba delle prime scoperte.
    Me lo sono tenuto addosso
    il sudore del tuo corpo,
    il tuo sudore del tempo assolato,
    il sudore che mi hai appiccicato ieri,
    giorno d'estate,
    il tuo sudore d'amore.
    Alexandre Cuissardes
    Composta mercoledì 11 aprile 2012
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      Loro e lei

      Ha quell'aria snob e un po' svampita,
      sorride a tutti e non risponde mai.
      La chiamano con ironia la princiFessa sul pisello,
      ma è lei ad avere l'attributo,
      ed al momento giusto saprà farne buon uso,
      con buona pace di tutti i detrattori.
      Li lascia dire e fare,
      dando loro corda,
      intelligenza nascosta agli ignoranti,
      progetti chiari nella mente,
      da non dover spiegare,
      ma solo da portare a compimento.
      Io sto qui seduto con lo sguardo fisso
      a far da spettatore alla commedia,
      son l'unico ad aver capito quale sarà il finale
      ma non posso entrare dentro a questa storia.
      Alexandre Cuissardes
      Composta martedì 20 marzo 2012
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        La solita cena da solo

        Acciughe,
        sale a portare sapore,
        acciughe cadute nell'acquaio,
        riprese,
        lavate e mangiate.
        Fuori clackson mossi da fretta idiota chiedono attenzione.
        Urla,
        l'inter ha vinto,
        forse,
        credo,
        la cosa non mi interessa.
        Sono qui,
        il vino in brik non è buono,
        è bibita alcolica,
        anzi è uno schifo.
        Non sono ubriaco,
        ho bevuto in base al bisogno.
        In tv Barnaby ha risolto il suo ultimo caso,
        aspetto la pubblicità.
        Alexandre Cuissardes
        Composta martedì 20 marzo 2012
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          Chiesachiusa

          Non appena finita la funzione,
          allontanato l'ultimo fedele,
          chiusa la porta della chiesa,
          cadono a terra paramenti poco sacri,
          e volano per aria tanti stracci.
          Il prete,
          la vocazione
          ed il demonio,
          tutti a far lotta fra di loro.
          Nessuno vince mai,
          nessuno perde,
          non può finire.
          Ma la campana riporta tutti al quotidiano,
          il diavolo va via di corsa per dovere,
          la vocazione torna in cuore al vecchio prete,
          che prepara l'ultima messa della sera.
          Indossa i paramenti ritornati sacri
          e nasconde bene i tanti stracci sporchi,
          da far volare in aria
          di nuovo
          alla prossima bufera.
          Alexandre Cuissardes
          Composta martedì 20 marzo 2012
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            15 novembre 2009, dalla finestra al primo piano, il bar sotto casa

            Il sogno,
            ... il sogno
            è un attimo,
            appare il sogno che non si avvera,
            il pensiero inutile e breve.
            Giù in strada grasse sguaiate risate
            interrompono il tuo pensare al sogno.
            Eccola la realtà,
            il nuovo che avanza,
            calpesta.
            I vincitori,
            col forte rumore della loro vittoria,
            le loro grasse sguaiate risate.
            Alexandre Cuissardes
            Composta martedì 20 marzo 2012
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              Rob-uomo

              Hai imparato a dire solo si
              tenendo dentro i sempre meno no,
              forse per comodità,
              per non lottare.
              Ti muovi a testa bassa,
              senti e basta,
              non reagisci,
              conosci solo l'ubbidienza.
              Ti sei talmente abituato da non essere più
              capace di fare nulla senza un comando.
              Resti fermo,
              in attesa di nuovi ordini.
              Alexandre Cuissardes
              Composta martedì 20 marzo 2012
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                Le scuole di partito

                E quando han smesso di far danni nella categoria di appartenenza,
                forti del fatto che gli è andata sempre bene
                invece che andare con le orecchie d'asino dietro la lavagna passano a fare danni altrove, riciclati e ben pagati.
                E dietro la lavagna con le orecchie d'asino ci finiscono spesso i migliori.
                Le orecchie d'asino usate come tappi
                affinché non sentano,
                la lavagna usata come muro
                per impedirgli di vedere ciò che succede.
                Alexandre Cuissardes
                Composta mercoledì 22 febbraio 2012
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