l' ultima visita

La cucina è ordinata,
come sempre,
l'abitudine a vivere da sola,
le spezie al loro posto.
È pronto il piatto più piccante,
quello che mi devi dire.
È chiusa la porta della camera da letto,
quella porta che non potrò più aprire.
Chissà se qualcuno c'è già stato,
per darti modo,
nudo,
di farti capire
che è giusta la tua scelta di cambiare.
Certo non ci ha fatto caso il letto,
al cambio di peso e di rumore.
Mentre pensavo a questo,
senza voglia
ho già finito il piatto di veleno,
non so cos'ho ingoiato,
ma erano certo parole amare.
Adesso sono in piedi,
volto le spalle alla cucina
ed alla camera da letto,
mi è presa
un'improvvisa fretta di scappare.
Scendo le scale
senza salutare,
un poco in pena,
ci dormo sopra
e poi riparto,
domattina,
se non trovo un bar aperto
che mi faccia dire
-no, ci bevo sopra,
e poi riparto domattina-.
Alexandre Cuissardes
Composta venerdì 1 febbraio 2013
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    Bon voyage prèsident

    Esce il politico
    dal palazzo del potere
    L'auto blu trasporta una faccia bianca
    con un vestito di finto tricolore,
    una vita grigia,
    una carriera passata dal nero all'azzurro
    attraversando il marrone della merda.
    Poi il bianco dell'astinenza di voti
    il color sabbia
    del deserto di consenso intorno.
    L'unico colore che gli manca
    è il rosso della vergogna.
    Alexandre Cuissardes
    Composta lunedì 28 gennaio 2013
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      Per oggi s^

      Mi sono fatto un regalo,
      non perché fosse un giorno speciale,
      mi sono fatto un regalo
      perché così mi andava.
      Sono arrivato a stasera,
      mi sono regalato un altro giorno
      regalo non gradito
      e neppure scontato,
      che già mi sono pentito di essermi fatto
      ma forse è stato
      soltanto perché neppure oggi ci sono riuscito.
      Alexandre Cuissardes
      Composta domenica 27 gennaio 2013
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        Un funerale col vivo in bara

        Mi sono steso
        per potermi finalmente riposare.
        Mi sono fatto vestire dell'abito migliore
        per onorare un evento importante,
        mi sono fatto coprire
        per potermi riparare,
        mi sono fatto portare
        per farmi finalmente servire.
        Mi sono fatto sotterrare
        per essere al sicuro dai troppi scocciatori.
        Mi sono fatto morire
        per darvi un dispiacere,
        per farvela pagare
        per farvi condannare.
        O non è così?
        Venite a raccontarmelo
        quando lo saprete.
        Alexandre Cuissardes
        Composta domenica 27 gennaio 2013
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