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Una pausa prima di domani

Metto gli occhiali neri,
ma non per non vedere,
i miei occhi sono chiusi.
Li metto perché tu non veda
lacrime a pelle
per il tuo andare via.
Metto un cappotto al cuore
perché non senta il freddo del tuo abbandono.
Fra un po'
con un fazzoletto asciugherò le lacrime
ed un bicchiere di vin scappato riscalderà il mio cuore
e toglierò il cappotto.
E da domani nuove compagnie.
Alexandre Cuissardes
Composta sabato 21 luglio 2012
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    Tutti in piedi fuorché uno

    Presenti e pronti,
    soldati con le pezze al culo
    e spade di latta
    a combattere non per un ideale
    ma per un generale
    che sta seduto al bar
    con un bicchiere in mano
    ed una cameriera dal gran seno
    sulle sue ginocchia.
    Se poi vinciamo la battaglia d'oggi
    noi abbiamo portato a casa la pellaccia,
    almeno per un giorno,
    lui invece si farà l'ennesima bottiglia
    per festeggiare l'ennesima medaglia,
    non di latta.
    Alexandre Cuissardes
    Composta sabato 21 luglio 2012
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      Il kamikaze pentito in parte

      Io ero con voi
      quando applaudivamo a parole
      che si sono rivelate bugie.
      Io ero con voi
      quando parlavamo
      con un plurale imposto da estranei.
      Io ero con voi
      quando credevamo
      che un simbolo avesse un valore.
      Io ero con voi
      quando soffrivamo
      per i compagni che si erano armati,
      e persi,
      e morti.
      Io ero con voi
      quando credevamo nel secondo plurale,
      nel noi.
      Adesso dove sono,
      mentre voi continuate ad applaudire,
      ad urlare
      a pensare di essere insieme,
      non per crescere
      ma per non sentirvi soli,
      per condividere un fallimento
      senza rendervene conto,
      ad ubriacarvi delle parole al plurale
      dette dai terzi di allora,
      imbonitori da piazza.
      Io sono qui,
      vicino a voi,
      con un giaccone imbottito,
      certo del mio far male
      del mio sbagliare mira.
      Tanti morti perché alla fine
      forse voglio morire in compagnia.
      Sono vicino a noi,
      come allora,
      stavolta per sempre.
      Alexandre Cuissardes
      Composta martedì 17 luglio 2012
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        la(s)salita

        Allungo il calvario
        per allontanare il momento della croce
        e nel frattempo penso
        che prima sarò in cima
        prima mi toglierò il pensiero.
        Ma siccome non sono ne puro,
        ne bravo come il mio antico predecessore,
        mentre salgo penso a quanti ne vorrei vedere,
        a buon diritto,
        al posto mio,
        ed a quanti di quelli che mi urlano
        e sputano addosso
        vorrei rispondere con qualche bomba a mano,
        ma mi è andata male
        non come meritavo
        ma come hanno deciso quelli peggiori di me, mondo a rovescio.
        Alexandre Cuissardes
        Composta martedì 17 luglio 2012
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          destrasinistra

          Guardiamoci il viso,
          l'uno dell'altro,
          la differenza da ieri,
          ma non nello stesso momento,
          non incrociamo gli sguardi,
          non intrecciamo i ricordi.
          Evitiamo le rabbie.
          Cancelliamo tutto,
          ognuno il suo,
          voltiamoci le spalle,
          è solo un semplice addio,
          l'addio di una coppia finita,
          o mancata.
          Alexandre Cuissardes
          Composta martedì 17 luglio 2012
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            Il primo e l'ultimo

            La magistratura tiene sotto scacco i politici.
            La burocrazia,
            che è serbatoio di voti
            tiene sotto scacco i partiti.
            I partiti tengono sotto scacco il paese,
            il paese va per conto proprio,
            anzi vorrebbe,
            ma ha le ganasce fiscali
            a ruote,
            palle
            e seni,
            non può più muoversi.
            E così tengono in ostaggio ciò che resta del paese,
            il quasi niente.
            Alexandre Cuissardes
            Composta martedì 17 luglio 2012
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              Fessonelfosso

              Al tuo dire corrisponde il mio dare.
              Tu dici facciamo
              ed io solo faccio,
              dici cambiamo
              ed io cambio
              mi adeguo.
              Tu chiedi di fare sacrifici
              perché domani andrà meglio,
              ma me lo dici
              dall'alto del tuo star bene.
              Lo dici a me,
              che cerco una panchina per stanotte,
              e "per fortuna" non ho più famiglia.
              Ed alla fine pretendi anche il mio voto?
              Io voterei,
              ma non con una penna,
              con una pistola
              e non un simbolo
              ma una persona,
              un "te"
              davanti alla mia rabbia.
              Alexandre Cuissardes
              Composta martedì 17 luglio 2012
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