- House: Non esiste nulla nell'universo che non si possa spiegare... razionalmente. Questa serata, solo noi due sapevamo che volevi giocare... io non gliel'ho detto. - Wilson: Neanch'io è chiaro ormai. - House: Non c'era motivo, no! L'unica persona con cui ha fatto amicizia e lunghe chiacchierate è la tua affezionata paziente... e lei come lo sapeva? È improbabile che i miei pokerini diventino argomento di conversazione durante una visita medica, no quella è la classica cosa che si dice alla persona a cui di solito si racconta com'è stata la giornata. - Wilson: Basta! - House: Il rabbino, il consigliere spirituale, un genitore... non è la tua mamma vero? - Wilson: House dico sul serio, basta! - House: Tu vai a letto. - Wilson: Non è il momento. - House: Con la nostra paziente miracolata.
La vita è breve e le opportunità sono rare e dobbiamo essere pronti ad afferarle. Non solo le opportunità di affermarsi, ma anche quelle di vedere le meraviglie del mondo, di ridere, di vivere, perché la vita non ci deve nulla. In realtà credo che noi dobbiamo qualcosa alla vita...
Ho imparato che non ha importanza quanto e come si ama, tutti noi, uomini e donne, viviamo le nostre vite da soli. Non ha senso volersi appropriare di qualcuno, e nonostante lo sappia, a volte me ne dimentico ancora. Purtroppo non posso fare a meno di pensarci e mi sento così sola e triste.
[Logan ha fatto molte assenze a scuola, per via della sua rottura con Veronica] - Professore: Signor Casablancas, pensa che il suo amico Logan Echolls ci farà la grazia della sua presena oggi? - Dick: Ne dubito. Quando ti tolgono un tumore come il suo ti raccomandono il riposo a letto. - Professore: Gli faccia sapere che se perde un'altra lezione non dovrà più disturbarsi nel venire, sarà bocciato automaticamente. - Dick: Gli dirò che prega per lui.
- Eva: A che pensi? - Marco: A quanto sono stato stupido. - Eva: Ma davvero non te n'eri accorto... che ero innamorata di te? - Marco: Non lo so, oddio, qualche dubbio ce l'ho avuto, poi se penso al tuo sorriso sul traghetto effettivamente... Poi però sei sparita! - Eva: Per forza, sei inciampato sulle labbra di Rachele! - Marco: Forse ti stavo cercando talmente tanto che non riuscivo più a capire il punto da cui ero partito. - Eva: Perché cercando? Scusa da quando... Insomma, da quand'è che ti piacevo? - Marco: Dal matrimonio dei nostri genitori, tu ridevi di felicità e avevi le gote rosse, metà di trucco, metà d'imbarazzo, e quando hai visto. Che ti stavo guardando, sei diventata seria in un attimo. Ed io ho sentito come una cosa qua, come se avessi bevuto un bicchiere di aceto, e lì ho capito che volevo stare con te! E tu invece? Quando l'hai capito? - Eva: Boh, non lo so! Non mi ricordo, beh non era importante evidentemente. - Marco: E dai! - Eva: Va bene. Forse al concorso, ti ricordi? - Marco: Certo che mi ricordo! - Eva: Io stavo dietro il vetro della radio e ti ascoltavo da lì e per un attimo ho sperato che la stessi cantando per me. - Marco: Eva, ma io stavo cantando per te! - Eva: Davvero? - Marco: Te lo giuro! [Si baciano]
- Susan: Qualunque cosa dica il rapporto del tribunale, non ho problemi di aggressività. Ho solo avuto una brutta giornata... - Psichiatra: Lei ha minacciato di decapitare un uomo per un posto in un parcheggio! - Susan: Una giornata molto brutta...
- Dean: È stato figo come nei film? - Sam: No, te la sei fatta addosso! - Dean: Certo che me la sono fatta addosso! Cosa vuoi che faccia un povero disgraziato investito da un'auto? Andiamo...