Scritto da: Vera Santoro
in Diario (Esperienze)
La mia vita è fatta di momenti: momenti che valgono una vita e momenti che sarebbe stato meglio non fossero esistiti, ma che mi hanno resa più forte.
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La mia vita è fatta di momenti: momenti che valgono una vita e momenti che sarebbe stato meglio non fossero esistiti, ma che mi hanno resa più forte.
Ho fatto molti errori quest'anno: ho pianto per chi non dovevo e ho riso con amicizie che si sono rivelate false; ho detto "mai più", ma poi l'ho fatto di nuovo; ho perdonato e sono stata zitta quando invece avrei dovuto parlare; ho abbracciato persone che lo non meritavano; ho visto sparire chi invece pensavo non sarebbe sparito mai... molte cose sono cambiate e successe! Tutto quello che ho vissuto mi ha reso più forte e coraggiosa e pronta per affrontare alla grande il nuovo anno che verrà. Buon anno.
Troppe volte taciamo per quieto vivere, per rispetto, per paura. Arriva poi un momento in cui quelle stesse parole che abbiamo per troppo tempo ingoiato non permettono più neanche di respirare, ed è allora che escono fuori come un fiume in piena, senza riuscire più a fermarle.
Certe persone creano guai, poi si lamentano o si stupiscono se succedono casini.
Possa tutto quello che di bello vi sfiora rimanere nel cuore. Tutto il resto è solo apparenza.
Il tempo non cura dai ricordi, gli deposita sopra giusto un po' di polvere, cosicché il cuore ne percepisce sempre meno i contorni e il significato mentre il peso invece cresce. È l'amore che cura, scioglie il cuore dai ricordi così che essi, diventati liberi, possono prendere il volo alleggerendo anche noi.
L'arroganza è di chi si pronuncia in giudizi e opinioni nonostante non abbia né le conoscenze né abbia saputo trarre dalle proprie esperienze una comprensione più profonda di se stesso e del mondo. Rimanendo sulla superficie di ciò che gli accade, generalizzando e associando a cause esterne e quindi agli altri le proprie intolleranze, imponendo agli altri il proprio punto di vista e non accettando l'altrui, resta in balia della propria ignoranza, di un mondo piccolo che solo per lui ha l'apparenza di un castello.
Il mondo è dei furbi, si dice, ma la felicità no. La felicità è di chi sopporta senza abbattersi, di chi gioca bene le proprie carte, senza imbrogliare, ottenendo quanto desidera e sperando di avere presto un'altra mano vincente per proseguire verso nuovi propositi.
La felicità è un bagliore ed esiste per ricordarci che esiste altro oltre l'oscurità e la si può incontrare anche nel quotidiano, in un gesto d'altruismo inaspettato o in un tramonto che chiude una giornata tormentata in casa o in ufficio. La felicità è così, non va cercata, accade come tante altre cose se l'animo è predisposto a gustarne l'effimerità.
Non essere triste, il peggio spesso passa altre volte ci vuole un po' di più. Stringi i denti più che puoi, coltiva i tuoi sogni, sì anche quelli più segreti, e qualcosa di miracoloso avverrà. Sta già avvenendo e semplicemente ci stiamo muovendo per vederne presto la luce.
Se corrisponde al vero il detto "Dio li fa e poi li accoppia" dovremmo inoltrare qualche reclamo all'Altissimo. Da troppo tempo ci sono in giro accoppiate che sembrano create apposta per far scoppiare il prossimo.
La mia ignoranza è così piena di curiosità che mi chiedo perché continuo a chiamarla ignoranza. Forse è perché sono così ignorante da non capire perché sono curioso.