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Post di Fabio Privitera

Consulente informatico, nato lunedì 24 aprile 1978 a CATANIA
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Poesie, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritto da: Fabio Privitera
Quante volte un amore non vissuto rimane un'immagine astratta, l'invenzione che è divenuta preponderante di uno spazio che non s'è mai riempito di quotidianità. Quante volte, così, ho finto intere poesie, battute e dialoghi tra noi due, quanti amplessi ho espresso alla solitudine mentre stavi in un altro abbraccio. Ho dipinto figli e secchielli sulla spiaggia, inesorabilmente cancellati dall'onda più alta della realtà, che ha trascinato pure con sé l'intera tela e così ogni altra illusione. Non posso vivere il non vissuto, se non posso vivere con te quello che già c'è, posso solo vivere con la speranza che davvero possa finalmente amare senza te, perché credo che ciò che mi manchi non sia solo tu, ma quell'amore che eravamo, quell'amore che so di avere ma che non posso.
Fabio Privitera
Composto martedì 9 agosto 2016
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    Scritto da: Fabio Privitera
    Quando inizi una storia, le emozioni possono attecchire e diventare sentimento e forse amore, oppure evaporare. Questo soprattutto quando è l'infatuazione, e non l'innamoramento, a muoverci verso qualcuno. Questo però non possiamo saperlo che solo dopo aver fatto i primi passi, aver visto le fiamme diventare fiammelle per poi spegnersi. L'amore non è fiamma che una volta chetata fa avanzare il gelo fino a una nuova fiammata, ma una tiepida brezza che non ci fa mai patire il freddo.
    Fabio Privitera
    Composto giovedì 14 luglio 2016
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      Scritto da: Fabio Privitera
      Ogni qual volta assimiliamo un'esperienza o superiamo un'avversità, noi ci diversifichiamo da chiunque altro. Si nasce già con caratteristiche diverse ma ciò che forma il carattere, che ci permette di rispondere in modo diverso e originale in confronto ai nostri simili, è il modo in cui agiamo nei contesti in cui si sviluppa ogni giorno la nostra vita e nel modo in cui reagiamo a ciò che non avevamo previsto. In fondo siamo come un fluido che defluisce sui canali costituenti le esperienze, siamo ciò che non resta attaccato ad esse come residuo incapace di scorrere.
      Fabio Privitera
      Composto venerdì 5 febbraio 2016
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        Scritto da: Fabio Privitera
        Ad oggi molti non credono più alle favole eppure, studiando la storia e mi riferisco a quella delle persone comuni del passato, si scopre che le favole un tempo erano l'ordinario e che siamo noi oggi ad attribuirgli quel termine. Chissà, forse, se quelle stesse persone potessero leggere la nostra di storia, chiamerebbero queste fantasie o, peggio ancora, incubi. Noi non abbiamo perso la capacità di credere alle favole ma la volontà di rendere la nostra vita d'ogni giorno un'autentica favola, presi come siamo da altri interessi che, però, ci relegano al margine della vita privata nascondendoci all'altro, oltre che a noi stessi, senza dare modo a nessuno di conoscerci davvero. In realtà, così facendo, non diamo la possibilità neanche a noi stessi così che perpetriamo la strada del bisogno presto appagato, di un surrogato della felicità che lascia ancora una volta un vuoto e quell'alienazione che, per vizio, chiamiamo realtà, verità, ma che è solo l'incubo dalla quale non sappiamo, in molti non vogliamo, svegliarci.
        Fabio Privitera
        Composto lunedì 8 febbraio 2016
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          Scritto da: Fabio Privitera
          Si dice che il passato non si cancella. In realtà il passato si può cancellare, eccome! La gomma esiste, ed è sentire pienamente quello che stai vivendo... se non c'è questo sentire non c'è neanche la penna per scrivere il futuro poiché finiresti per riscriverlo al passato, non come qualcosa di nuovo. È vero, la storia resta ma sarà sempre proprio quel desiderio che non sia esistita, o che gli eventi fossero andati diversamente, a riproporcela e a farci tentennare stentando quindi anche nelle cose migliori che ci vengono incontro. Sentire il presente, vivere ogni giorno come fosse il primo giorno della nostra vita, senza passato, senza pretendere nulla dal futuro. Non è difficile, è difficilissimo ma una volta che ci riesci sei davvero tu. Questa è la vera libertà: non essere schiavi del tempo in quanto storia o promessa rende il nostro tempo utile per realizzare ciò che ci fa stare bene ora.
          Fabio Privitera
          Composto venerdì 22 gennaio 2016
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            Scritto da: Fabio Privitera
            L'esistenza è una lunga ruota di vite che si intrecciano e di esperienze di cui assorbire gli umori che bagnano il panno dell'anima. Inevitabile che tali esperienze ci accomunino ed è proprio nel raccontarle o nel leggerle ed ascoltarle che possiamo capire che non siamo singolarità, che la nostra storia è sì unica e particolare nel suo insieme, ma nel dettaglio è prossima a quella di un altro che può darci una nuova chiave di lettura, un diverso punto di vista o semplicemente una mano a comprendere cosa davvero quel momento, quell'esperienza, quel ricordo significhino per noi e per la nostra stessa esistenza.
            Fabio Privitera
            Composto venerdì 22 gennaio 2016
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              Scritto da: Fabio Privitera
              La verità è che ci innamoriamo quando siamo pronti al cambiamento. Quando in realtà il cambiamento è già in corso e l'incontro con una nuova persona, che sviluppa in noi interesse, emozioni e sentimenti, non è altro che lo sblocco del cambiamento stesso. D'altra parte è anche abbastanza intuitivo che occorra un cambiamento affinché ci si possa allontanare da un vecchio amore, per sganciarsi di netto dal ricordo o riuscire a viverci senza che esso intacchi il presente. La domanda che sorge allora, spesso sempre, è "Quando?".
              Non c'è domanda più banale, e nel contempo dannosa, che potremmo porci, le cui conseguenze possono essere devastanti al punto da bloccare persino il cambiamento già in atto, poiché le nostre risorse fisiche e mentali sono tutte risucchiate dalla gestione di ansia e impazienza che impazzano nell'attesa. L'impazienza non è altro che ciò che allunga il percorso e rallenta, che ci spinge a bruciare i tempi magari provando a riscaldare una minestra fredda o, cosa forse assai peggiore, a buttarci tra le braccia di emozioni repentine e frivole che ci lasciano senza neanche darci un attimo per comprendere pienamente cosa stia accadendo, e ci lasciano con l'amarezza dell'occasione mancata e il rancore verso qualcuno che s'era avvicinato e ora fugge nuovamente, che in realtà non centra nulla con noi. Non era pronto come non lo eravamo noi, che altrimenti non ci saremmo avvicinati né avremmo lanciato segnali d'attrazione.
              La domanda su cui concentrarsi non è quando ma come. L'impazienza si supera dedicandosi a se stessi, alle proprie passioni e ai propri talenti quelle che ci permettono di conoscerci e prendere consapevolezza di cosa vogliamo e di cosa realmente accaduto che è andato storto. Perché non siamo né abbiamo un corpo alcun demone che ci porta verso persone, malauguratamente, dette sbagliate ma che in realtà sono solo frutto di una nostra immaturità emozionale. Volendoci bene, apprezzandoci, siamo in grado di superare il tempo, qualunque esso sia, di maturare le emozioni, intendendo la capacità di riconoscerle nel senso e nella specie, e soprattutto riconoscere tra le altre persone quegli altrettanto maturi emozionali che sono in grado di essere per noi quel luogo sicuro in cui dimorare e altrettanto noi per loro.
              Fabio Privitera
              Composto mercoledì 20 gennaio 2016
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                Scritto da: Fabio Privitera
                L'azione è propria del sognatore. L'umano razionale attenderà sempre il momento più confacente alle sue attese, la giusta congiunzione astrale, che potrebbe non capitare. Egli sta in attesa, mentre il sognatore è curioso, è trepidante, di scoprire se ciò che ha sognato è illusione o realtà e per farlo non può che spingersi avanti. Ma forse è proprio per questo che molti prediligono i sogni più irraggiungibili, poiché a loro non importa davvero quello, a loro importa il movimento, la scintilla perpetua della loro anima resa manifesta alla dimensione materiale.
                Fabio Privitera
                Composto lunedì 19 gennaio 2015
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                  Scritto da: Fabio Privitera
                  Vivere il "qui e ora" è possibile, credo solo quando comprendi quanto le tue reazioni dipendano relativamente e in minima parte dagli altri, anche loro coinvolti dalle proprie reazioni, e siano invece in massima parte figlia degli schemi che nel tempo hai introiettato e delle aspettative con cui hai allestito gli scaffali del tuo futuro.
                  Gli uni e le altre non sono altro che dei fili e sei tu, con la tua consapevolezza della loro esistenza e di ciò che vuoi, a stabilirne l'elasticità. Potrebbero non smettere di esistere, ma sarai in grado di non divenire la marionetta di qualcosa che non ha nulla a che fare con ciò che esiste nel qui ed ora.
                  Fabio Privitera
                  Composto martedì 19 gennaio 2016
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                    Scritto da: Fabio Privitera
                    Uno dei mali di oggi è il troppo orgoglio che diventa presunzione. Quella voce che, per darti una sterile soddisfazione, ti dice "tu sei meglio, tu sei l'invidia degli altri e puoi ridere di loro". Invece la realtà imbarazzante è che quella voce è l'unica consolazione che puoi concederti. L'umiltà viene dimenticata da chi ne fa vezzo e non la più silenziosa delle virtù.
                    Fabio Privitera
                    Composto domenica 18 gennaio 2015
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