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Post di Fabio Privitera

Consulente informatico, nato lunedì 24 aprile 1978 a CATANIA
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Poesie, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritto da: Fabio Privitera
La base dell'intelligenza umana non è nella ragione, nel pensiero, bensì nella sensibilità, nella capacità di percepire il cambiamento e la diversità nei vari istanti e nelle situazioni con le quali si entra in contatto attraverso i diversi sensi di cui disponiamo e dell'intuizione. Quest'ultima trascende e precede il pensiero, ma accede alla memoria semantica per dare forma a un concetto in modo da divenire trasmissibile, sempre però secondo le attuali conoscenze stipate nella memoria stessa. Per questo un'intuizione, per quanto rivoluzionaria, non è mai conclusiva, è solo una sbirciatina all'interno di uno spazio più profondo. Tuttavia, tale sbirciatina non sarebbe possibile senza la sensibilità, questa capacità di cogliere una disconnesione tra ciò che è noto e ciò che invece si palesa ai nostri sensi come qualcosa di diverso e inaspettato.
Fabio Privitera
Composto giovedì 12 novembre 2015
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    Scritto da: Fabio Privitera
    Tu pensi che sia la mente ad essere attratta e conquistata. La mente è l'ultima parte del tuo organismo che si rende conto di ciò che ti sta accadendo. L'innamoramento è l'incontro di due "placche tettoniche", due anime che infrangono i reciproci margini per fondersi in una, e questo avvenne già quando il tempo non aveva senso per gli esseri umani, quando ancora non vi era alcun umano a domandarsi cosa fosse il tempo. Poi appaiono i corpi e con essi i sensi, gli organi, il cuore e in questo il centro della percezione più profonda, che risveglia il resto dell'organismo, lo agita, lo fa esplodere e improvvisamente uno sguardo non è più indifferente, diventa differente da ogni altro come diverso è il contatto della pelle, dal primo contatto, e il gusto che si impossessa del nostro palato dopo il primo bacio. Solo da questo momento in poi la mente prende coscienza di quello che sta provando, e si domanda se sia amore ignorando che l'amore è un'altra cosa, che l'amore è quanto dovrà, se vorrà, costruire per e con l'altro. Inutile spiegargli che sta vivendo un evento molto più importante e fondamentale per la propria crescita, vale a dire la possibilità di conoscersi confrontandosi con un altro essere vivente, attraverso le sensazioni e le reazioni che questo gli provoca. Potrebbe saperlo se fosse consapevole di quanto sia marginale il suo ruolo in tutto quello che sta accadendo ma, nel maggior parte dei casi, la mente vuole dominare e superare le sensazioni stesse che prova l'intero organismo, dando loro dei significati molto diversi da quelli reali. Forse è proprio questo a provocare la via discendente dell'innamoramento, la sua stabilizzazione in una strana quiete che spinge a mettere in dubbio quel sentimento per cui qualche tempo prima avremmo saltato nel vuoto convinti che, qualunque cosa sarebbe accaduta, l'amore ci avrebbe sorretto.
    Fabio Privitera
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      Scritto da: Fabio Privitera
      È bello trovare persone con cui sapersi misurare. Non sempre parlare la stessa lingua è indice di comprensione ma, talvolta per fortuna, si incontrano quelle persone con cui non hai bisogno di spiegare un tuo pensiero, perché lo hanno vissuto, così come tu hai vissuto i loro. Le storie sono sempre diverse, cambiano i personaggi, cambiano i paesaggi, ma le emozioni che ci avvolgono sono sempre quelle, come anche i sentimenti che legano. Così, nel guardarsi attraverso un altro, ci si riconosce e ci si apre, cadono le inibizioni perché è come stare di fronte al proprio specchio. Ecco, penso che chi si imbarazza davanti alla propria immagine, sia il problema di se stesso perché non sarà mai davvero in grado di farsi guardare dagli altri per quello che è, e potrà ripetere quante volte vorrà che il problema sono gli altri. Ognuno alla fine è quello che è quando davvero riesce a reggere il confronto col proprio specchio.
      Fabio Privitera
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        Scritto da: Fabio Privitera
        Chi non appartiene al mio cammino prima o poi andrà a pascolare altrove e brucherà altra erba, magari amara o velenosa, magari più buona, ciò che conta è che ognuno resti nel proprio cammino o lo scopra, che non significa rigidità. Non è che stai seguendo un percorso che esiste già, il cammino te lo crei di passo in passo, adattando questo al terreno e modellano di conseguenza il terreno secondo la disposizione del tuo animo, e questo equivale a costruire il proprio mondo interiore, una "cultura dell'anima" la vorrei definire. È pur vero che, degli infiniti percorsi possibili, ne esistono alcuni ideali che nessuno riesce a percorrere sin dall'inizio ma che col tempo, pazienza e con la piena consapevolezza dei propri talenti, dei mezzi e dei fini per cui viviamo, è in grado di recuperare e riprendere. Ed è qui la differenza tra libero arbitrio e destino. Finché non hai consapevolezza dei tuoi talenti, dei fini e dei mezzi, sei in balia del libero arbitrio, delle pulzioni, delle emozioni asincrone, e, di conseguenza, non accettando che tutto è dipeso da te ribatti contro la vita, il destino, le persone che hai incrociato e che ti hanno ferito. Tutto è rivolto all'esterno, l'effetto si confonde alla causa. Dal momento in cui invece recuperi il cammino e diventi consapevole sai che il destino, la vita e le persone che hai incontrato, erano loro le unica forze di cui avevi bisogno e che cercavano di riportarti verso di te, dentro di te, in quel luogo intimo del cuore in cui tutta la verità è custodita e non hai bisogno di altro. Da lì, dal cuore, puoi ripartire tutte le volte che la mente ti fa perdere, persino quando ti convinci che sia il cuore la causa delle tue sofferenze. C'è qualcosa di misterioso, una frase sussurrata nel silenzio dei vuoti di coscienza, che ridesta in te il segreto: "tu sei il tuo cuore, i tuoi sentimenti, il tuo sentire, non un pensiero, un nome o un corpo che vaga senza scopo per il mondo". Siamo anime che viaggiano attraverso l'unità dell'universo, che lo hanno già visto nascere e scomparire, che ne vivono il respiro senza tempo dall'eternità e in tale respiro siamo tutte immerse insieme. Solo i corpi sono confinati, lontani anche a pochi centimetri o a contatto di pelle, isole nell'immenso oceano della notte, mentre le anime si annidano l'una nell'altra senza che ve ne sia davvero alcuna che sia contenitore o contenuta, colori sfumati di luci che non si perdono nella luce più pura. Per cui, chiunque ci sarà al mio fianco in ogni momento del viaggio sarà comunque sempre e solo l'anima giusta che in quel momento avrà emesso lo stesso anelito nella stessa zolla di un universo, e non sarà chiunque.
        Fabio Privitera
        Composto lunedì 19 ottobre 2015
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          Scritto da: Fabio Privitera
          Se hai ancora dubbi non è amore. Puoi essere insicuro, ma insicuro di te stesso, di essere pronto e di riuscire a dare tanto quanto l'amore che senti ma, appunto, lo senti l'amore scorrerti dentro, irrorarti di energia ogni organo e arrivare alla pelle. Puoi non essere sicuro di essere ricambiato, ma non puoi avere dubbi sul fatto di amare o meno altrimenti la risposta è già nel dubbio e puoi smettere di prendere tempo e in giro te stesso e l'altra.
          Fabio Privitera
          Composto giovedì 29 ottobre 2015
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            Scritto da: Fabio Privitera
            Il benessere ci ha reso più deboli, incapaci di reagire alle minime sofferenze o lasciarle scorrere, preservando le energie per quelle davvero difficili. Ed ecco perché, il più delle volte, la minima responsabilità ci rende ridicolmente maldestri e ignoranti della migliore azione da compiere, specie se si tratta anche della vita degli altri. Quanto più noi umani diventiamo indipendenti tanto più non riusciamo a prenderci cura del prossimo, ci si atrofizza nel senso di sopravvivenza individuale e irrigidisce verso il vivere quotidiano. Ma la vita non è meramente il provare a prolungare la propria vita almeno al giorno successivo. La vita è produrre un retaggio, qualcosa da lasciare a chi ci sarà dopo di noi o si intratterrà per una tratta della nostra vita. La vita quindi non è quello che ci accade ma quello che accade e facciamo accadere all'interno della sfera indefinita all'interno del quale giacciono la nostra vita, che non è il centro ma un punto diffuso intorno al centro, e la vita degli altri a noi vicini in ogni tempo vissuto, vivente e da vivere. E per vivere occorre vincere il timore dei sentimenti e della responsabilità verso gli altri.
            Fabio Privitera
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              Scritto da: Fabio Privitera
              Rimettete la mente al suo posto, vale a dire dentro al corpo, e riavrete una chiave di lettura delle vostre sensazioni e delle vostre emozioni più prossima alla realtà, soprattutto assimilerete il senso di alcuni vostri pensieri e come essi vogliano ingannarvi, conducendovi laddove i sensi e l'anima non vogliono essere o restare ma è il corpo tramite la mente a imporvelo. E i sensi non sono anch'essi dentro il corpo? Si, ma sono la parte di noi più prossima alla realtà non filtrata dai desideri, dai preconcetti e dalla cultura assimilata che ne trasforma il senso e attribuisce loro significati ben diversi da quello reale.
              La mente è dentro il corpo, i sensi sono invece a contatto con l'anima di ognuno, e che avvolge non solo il corpo ma anche tutto ciò che ci è vicino e spesso anche ciò che è molto, molto, lontano.
              Fabio Privitera
              Composto sabato 3 ottobre 2015
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                Scritto da: Fabio Privitera
                Perché non seguiamo i segni, quei segni che emergono dal principio di ogni situazione e che ci avvisano di non perseverare in un'idea? Penso sia legato al fatto che la nostra mente necessità di coerenza per funzionare, di legittimare il predominio della situazione. Non di rado diciamo a noi stessi "non deve mica andare come l'altra volta, se non lo vivo non lo saprò." E poi va esattamente secondo copione, perché siamo noi ad aver agito secondo copione non avendo mutato assolutamente condotta. C'è distinzione tra conoscenza e consapevolezza. La conoscenza porta a dire "so che..." ma non cambia la dinamica, la consapevolezza invece tace e muta il percorso perché ha piena fiducia della sensazione che ha ricevuto dal primo momento, bypassa la coerenza necessaria alla mente e porta scoprire qualcosa di nuovo e inaspettato, qualcosa che cambia la visione. Si scopre che non sono gli altri a sbagliare nei nostri confronti ma che siamo noi a sbagliare a dar fiducia a determinati presupposti che ci derivano dalla cultura, dall'educazione, dalla storia, da tutta una serie di concetti che non abbiamo mai elaborato noi per primi ma che abbiamo trovato già appena nati, belli e impacchettati con un fiocco e carta dorata. Le esperienze sono poca cosa se non se ne acquisisce il senso e non ci si rende conto che l'intuito (non l'istinto) va seguito in qualunque direzione esso ci spinga, anche ad allontanarci dal desiderio più grande che abbiamo.
                Fabio Privitera
                Composto sabato 20 settembre 2014
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                  Scritto da: Fabio Privitera
                  Forse riuscirò a non aspettarmi nulla ma la speranza, quella, non potrò evitarla. Un'emozione, puoi solo provare a controllarla, non puoi sapere quando potrà nascere e con quanta intensità ti sconvolgerà le ossa e la pelle. Ci sono persone amabilissime, che viviamo quotidianamente eppure non ci lasciano nulla fuorché una bella sensazione di condivisione, e altre, con cui condividiamo pochi attimi, sembrano un soffio passeggero e finiscono invece per restarci addosso. Si infilano sotto la stoffa dell'anima, per ritornare poi nei nostri pensieri, non appena un episodio, apparentemente sconnesso, scuote questa per riportarli alla memoria, insieme al pulviscolo che ci fa starnutire un ricordo. Allora, ci meravigliamo e commuoviamo di quanto ci manchino e il valore del loro abbraccio rispetto a qualunque altro. Proverò a non aspettarmi nulla ma spero di ritrovarmi in quell'abbraccio quanto prima e il più a lungo possibile.
                  Fabio Privitera
                  Composto giovedì 3 settembre 2015
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                    Scritto da: Fabio Privitera
                    Uno non conosce la meta, il futuro che lo attende, le avversità e gli imprevisti che gli si porranno d'innanzi quando cercherà di far suo un desiderio, un'aspirazione. Uno può solo conoscere se stesso, la sua coscienza e la sua essenza tali da rendere possibile, non tanto desiderio e aspirazione, ma ciò che può renderlo felice e condurlo nel suo posto. Nasciamo con una determinata natura, carattere, che si modella a seconda delle esperienze ma che, tramite la coscienza, rientra in sé di continuo con introspezione e confronto. Alla fine è lei che ci permette di vedere al di là delle cose che viviamo ciò che davvero possiamo chiamare strada, al di là delle cose che ci danno piacere quelle che ci danno serenità facendoci stare bene con noi stessi. La natura richiama a sé ciò che gli è simile, e non è solo una questione di pelle o di chimica, è una questione di trascendenza che di manifesta nell'amore tra due esseri.
                    Fabio Privitera
                    Composto sabato 1 settembre 2012
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