Scritto da: Ilaria Sansò
in Diario (Esperienze)
Invado d'amore tutte le persone senza prendere in considerazione i loro spazi.
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Invado d'amore tutte le persone senza prendere in considerazione i loro spazi.
Oramai... l'uomo è abituato a smanettare senza rendersi conto che la mano non è libera d'agire senza il corpo.
È quel quotidiano sopravvivere alla diffidenza di chi afferma d'amarti ad illuminare d'improvviso il vuoto, dentro cui ti ha trascinato l'ostinazione di quell'anima pietosa a cui tanto bene hai rivolto. Per tale ragione esiste la speranza.
C'è il solito detto che dice: fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. Purtroppo con questi assi di tempo in cui la cattiveria è arrivata alle stelle, non ci possiamo fidare più di nessuno.
Quindi diciamo che io sono un po' diffidente, e vedo la diffidenza come una tipologia di difesa che mi è stata donata per tutelarmi dagli altri.
Sono sempre stata anche ingenua a credere che la gente dicano la verità ed è un l'errore credere che gli altri siano come me, ma purtroppo ho preso tante di quelle batoste, che per questo, ma anche se prometto a me stessa di cercare di essere più attenta, ma la mia indole mi porta a credere facilmente alle persone.
Ho notato però che le persone o sono caute per le batoste subite o, vero sono persone di cui non ci si può proprio fidare, perché nella diffidenza molte volte si nasconde la malizia...
essere diffidenti però ci può tutelare nell'incappare in certi errori, ma allo stesso modo non ho la possibilità di conoscere realmente chi ho di fronte, perché non ho l'eventualità di approfondire il rapporto.
Ed è per questo che in queste circostanze mi sento inadeguata è dico: Fidarsi e bene, ma non fidarsi e meglio...
Buoni o cattivi?
A questa domanda arrivo alla conclusione che ognuno di noi ha una parte buona ed una cattiva, c'è chi la manifesta più frequentemente e chi invece riesce a controllarla o reprimerla.
Ma anche in base alle proprie esperienze sappiamo cosa è più giusto far prevalere. Per tanto non sono d'accordo quando si dice che cattivi si nasce, ci si può anche diventare per che probabilmente anche gli eventi possono cambiare la nostra vita e farci diventare amorali.
Ma se poi prevale che cattivi si nasce, direi che anche i buoni sanno esserlo e sono i peggiori cattivi quando lo diventano.
Impediamoci di diventare cattivi. Impediamo ai dolori di usare il rancore come una lama per colpire - finché c'è... tempo. Perdoniamo e perdoniamoci. Essere... buoni e riconoscere con semplicità che veramente buono è solo Dio.
I cattivi e i buoni
Il parere dei saggi (che condivido) e che i cattivi e i malvagi sono sempre stati protagonisti nella storia della letteratura. William Shakespeare non avrebbe potuto scrivere meravigliose tragedie se non si fosse servito di malvagi come Iago in "Otello" o Lady in "Macbeth".
Così come "i promessi sposi" di Manzoni non sarebbero stati tali senza la cattiveria don Rodrigo e "Cuore" di De Amicis non ci avrebbe fatto versare fiumi di lacrime se non avesse raccontato il terribile Franti.
Senza dimenticare le malvagie matrigne di Biancaneve e Cenerentola. La triste verità però è che molto del male viene compiuto da persone che non si decidono mai...
se essere buoni o cattivi.
Gli occhi sono fatti per vedere, ma non sempre ci riescono, a volte non vedono la cosa più importante, "noi stessi" ci guardiamo allo specchio e non ci riconosciamo. Non lasciare che qualcosa si spenga, apri il cuore e lascia che ogni emozione ti prenda. Ogni emozione e magica e speciale anche se non parli, stiamo sempre pronti ad ascoltare, i nostri desideri, o i nostri pensieri. Alcuni credono sia stupido pensare di volare, probabilmente sarà così, ma tu provaci, chissà che un giorno non succeda.
Amiche carissime ascoltate la voce del vostro cuore. Non subite oppressioni di nessun genere. Il vostro grido verrà raccolto. Siamo donne e senza noi il mondo non esisterebbe! Siate coraggiose!
Non aspettare che la tua candela si consumi prima di decidere di utilizzare la sua fiamma per illuminare ed ascoltare l'eco caldo del tuo sentiero.
L'esperienza di tante candele consumate e dimenticate dovrebbe servirti a non ripetere l'esempio di rimanere immobile nella tua cera d'apparenza che, consumandosi, si sintetizza nell'odore del dolore del tempo bruciato in un istante spento da quell'ultimo soffio di fumo che si dissolve, svanendo, in una gelida notte d'inverno.
Non aspettare che la tua candela si consumi, prima di far sfociare la tua antica indole naturale nel silenzioso vortice della vita.
L'anima... lei m'insegna che non devo mai cercare al di fuori di me... ma ascoltarla e scavarmi dentro, perché il segreto è nascosto in tutto quello che già mi appartiene!