Scritta da: Michelangelo (Milo) Da Pisa
Non lasciarle nude alla mercé dell'oblio, vestile di gesti. Abbi l'imprudente coraggio delle tue parole.
Composta mercoledì 22 gennaio 2014
Non lasciarle nude alla mercé dell'oblio, vestile di gesti. Abbi l'imprudente coraggio delle tue parole.
Non m'importa di ieri se oggi e tutti i domani che respireremo ci coglieranno storditi d'incanto, mano nella mano, immuni al tempo. Credimi, la burrasca diviene un sorriso quando approdi tra due braccia sicure, lì scopri che il sole cova calore anche alle spalle di nubi scure.
L'ossessione è una belva impaurita rintanata nella mente, terrorizzata dal divenire preda della ragione. Più proverai a stanarla, più scaverà nell'irrazionale, nel buio del nonsenso. Solo la quiete degli eventi la indurrà a mettere il muso alla luce del senno, tornando a correre, libera, selvatica, non addomesticabile.
Come la sosta non programmata d'un viaggio vissuto a folle velocità, dove realizzi di quanta bellezza gli occhi siano stati privati sino ad allora, in cui il respiro indugia sulla meraviglia del panorama e la pelle reclama brividi. Questo sei per me.
Ogni volta che ti vedo non so cosa ti farei. Anzi, lo so. Ti farei sorridere.
Il lato oscuro dell'amore ti rende miope dinanzi all'evidenza, trova improbabili alibi per chi sta uccidendo le tue speranze.
Né scoperta né invenzione, la musica è la risposta divina alle umane miserie, è il contrappeso che riequilibra l'anima.
Ciò di cui non mi persuado è che esseri capaci di cotanta bellezza, genio, inventiva, appartengano alla stessa specie di altri, artefici delle più atroci ignominie.
Sono una lingua straniera in terra natia, costantemente altrove, come se la pelle ignorasse il quando e la mente il dove.
Ovunque io sia non cercarmi, non sono lì.
Io sono in parte ciò che scrivo, ma sono soprattutto le parole che cancello.