Scritta da: Manuela Camporaso
Quello in cui credo non cambierà il mondo, ma non per questo smetterò di esprimerlo.
Commenta
Quello in cui credo non cambierà il mondo, ma non per questo smetterò di esprimerlo.
Essere donna significa ancora, e senza alcun dubbio, rientrare in una categoria fortemente discriminata. Ma lo sappiamo tutti, si tratta di una discriminazione tanto possente e profonda, quanto nascosta. Si tratta una violenza invisibile le cui radici, eccessivamente nodose e accartocciate, sono ormai incastrate dentro tutti i livelli dello spazio e del tempo. Si tratta di un vero e proprio inferno a parte, la discriminazione femminile, una pandemia di ignoranza che infetta tutte le culture e le comunità del mondo. Essere donna ti espone ad una discriminazione che è addirittura più forte di quella del colore della pelle. Perché in fondo si tratta di razzismo dell'anima. È come se lo spirito fosse violentato in un angolo buio del cuore, un luogo freddo che tutti sanno che esiste ma di cui nessuno parla, una violenza che tutti osservano ma ad "occhi chiusi". Perché se il nemico delle donne si nasconde nel maschilismo, vi è un nemico ancora più forte: le donne stesse. Ci sono donne che scelgono di competere ogni giorno contro le altre su cose effimere e assurde, o, ancora peggio, ci sono quelle pericolose, quelle donne che accettano relazioni per convenienza, sapendo che un uomo le amerà solo se si mostrano "incapaci, indifese e sciocchine". Lo sappiamo tutti che le donne non sono incapaci, ne indifese, e soprattutto non sono in alcun modo sciocchine. Perché "tutte" le donne nascono forti per natura, non solo portando nel mondo una forza creatrice rinnovata e avanzata ma sapienza, determinazione, coraggio e compassione. Chi si finge sciocca o incapace, in fondo lo fa solo in cambio di un po' di comodità, ma senza rendersene conto, sta facendo vincere secoli di storia in nome di una violenza spietata che continua a colpire, ogni giorno, nei piccoli e grandi episodi di vita quotidiana.
Non siate furbe, amiche mie, siate oneste. Accettate i dolori della nascita, individuate la missione per cui siete nate, prendetevene la responsabilità, lottate contro tutto ciò che non è amore e guidate il mondo, com'è giusto che sia.
Ci sono persone che, anche senza far nulla, ti stanno insegnando qualcosa.
Disperazione che stagna, come un treno che non partirà mai.
Lascerò il tuo ricordo nell'ombra per far sì che mi segua sempre.
Corpi di luce infestati da anime spente. Ci trasciniamo nel nostro cammino aspettando di incriminare qualcuno o qualcosa per i nostri disagi, ma il mondo davvero non ha colpa, è solo un contenitore passivo di quello che viene materializzato dalla luce e il buio che ci portiamo dentro. La serenità è una scelta.
Lo sviluppo e l'evoluzione, di un individuo o di una società, sono spesso raggiungibili soltanto tramite il controllo delle emozioni. Poi ci sono gli artisti e le anime libere: coloro che eccedono nelle emozioni ma che sono capaci anche di evolversi allo stesso tempo.
Nel buio della notte costruiamo un sentiero dove non ha prigione il nostro pensiero e dove le voci non hanno parole, ma come i sogni hanno solo colore.
Non bisogna sprecare la propria vita cercando di distinguersi dagli altri. È la nostra anima l'unico segno distintivo che ci portiamo dietro, in ogni occasione.
Sembrano fatti con la fotocopiatrice.
Arrivano nella tua vita.
Ti raccontano del loro dolore.
Hanno bisogno di supporto.
Gli doni quello che puoi con l'anima.
Non vuoi niente in cambio.
Si emozionano.
Ti ringraziano.
Vogliono di più.
Non puoi dargli di più.
Iniziano a giudicarti.
Iniziano ad odiarti.
Li ignorerai.
Ti ignoreranno.
Continueranno la loro vita ricordando soltanto che non hai voluto dargli quando hanno chiesto di più.