Scritta da: Anna R. Di Lollo
in Frasi & Aforismi (Emozioni)
Se fossimo straordinari per tutti, non potremmo più essere speciali per nessuno.
Composta lunedì 13 marzo 2017
Se fossimo straordinari per tutti, non potremmo più essere speciali per nessuno.
Si può apparir alquanto disarmanti, una volta abbassate le difese e deposte le armi.
Se si potesse compiere un viaggio dal primo battito dell'universo sino all'ultimo, attraversando tutte le ere, scoprendo tutti gli aspetti dell'umanità (e con essi i suoi profondi abissi), assorbendo tutta la conoscenza possibile, un'unica conclusione sarebbe trovata. Una risposta spiazzante, insostituibile, inarrestabile, assolutamente incontrollabile e, pertanto, a volte capace di spaventare: l'amore.
L'umanità somiglia a un branco di iene riverso su di una carcassa e preoccupato solo di soddisfare il proprio insaziabile appetito. Lupo fiero, nobile e solitario, invece, l'uomo giusto guarda da lontano il misfatto e, nonostante i morsi della fame, sceglierà di non cibarsi mai di ciò che non ha cacciato.
Togliere strati, alleggerire strutture, eliminare parole, abolire il superfluo, tagliare l'eccesso. La vita è fatta di veli da cui liberarsi, da strappare pian piano, per renderla leggera e facile. La semplicità è la chiave di volta, la soluzione: non ha bisogno di aggiunte la meravigliosa perfezione della realtà.
Ha del prodigioso il continuare a raccontarsi favole sempre, anche e soprattutto da adulti. Tutto diviene sopportabile guardando il mondo non per quello che è, ma per come lo si vorrebbe.
Le note, i pennelli, una modesta penna, martello e scalpello... Tutti strumenti donati agli uomini dagli angeli per affrontare le avventure più belle dell'esistenza: l'incessante viaggio tra le correnti emotive della propria sensibilità, la ricerca d'armonia e bellezza, la propensione alla "perfetta imperfezione", il racconto del mondo esterno e del proprio tempo attraverso gli occhi d'artista e le affannose scalate verso l'eternità.
Mantenere l'equilibrio su di un esile peduncolo fluttuante nel vento... richiede grazia, infinita grazia, tenersi in asse sullo stelo ondeggiante mosso dalla precarietà della vita.
Anche lo spazio di un apostrofo, la pausa di una minuta virgola, l'istintività di una semplice parola, possono contenere la vastità e l'irruenza di una rivoluzione.
La felicità è una scoperta interiore, a tratti una conquista, un delicato punto di equilibrio tra inscindibili compagni di viaggio: la ragione e l'istintivo sentire. L'uso sfrenato e solitario della prima cancella l'elemento "umano". Ma anche il cuore da solo incespica, ruzzola, cade rovinosamente senza l'appoggio dell'altra. Inseguirne alla cieca il dardo significherebbe vivere delle sue imposizioni. Ascoltarne i suggerimenti, invece, è puro inno alla gioia e alla libertà.