Ascolto con l'anima la voce del mare
che svela il mistero dell'infinito
ne guardo un gabbiano che vola
fra l'infinito e l'azzurro del cielo
ed io resto incantata dalla bellezza che
mi lascia
sospesa tra l'infinito e
e la voce del mare!
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Ascolto con l'anima la voce del mare
che svela il mistero dell'infinito
ne guardo un gabbiano che vola
fra l'infinito e l'azzurro del cielo
ed io resto incantata dalla bellezza che
mi lascia
sospesa tra l'infinito e
e la voce del mare!
Quanta vita dentro una stazione,
andirivieni di bagagli e cuori.
Salgo, scelgo il sedile
accanto al finestrino,
mi piace guardare il mondo
che scorre a sua insaputa.
Un bimbo piange assonnato,
un uomo legge il giornale,
una ragazza sbatte le ciglia
pensando a quel bacio
salato di lacrime
lasciato sui lucidi binari.
Ora il treno muove lento.
Stralci di figure
si spezzettano tra la folla.
Prende ritmo e corre.
Gli occhi non fanno in tempo
a fermare gli scorci di mare,
le terre coltivate a viti,
alti palazzi di periferia,
piccole stazioni dove
un uomo abbraccia
quella figura vestita di rosso.
Mentre il treno nella notte
tenace macina le rotaie,
teste si appoggiano al mento,
altre reclinano su spalle dolenti.
Ma il mio mento è fermo,
lo sguardo è fisso,
cullami treno, cantami quella
canzone dei tempi andati,
fammi sentire bambina
in un giorno di festa,
dimmi che mi porterai
dove voglio andare,
che sarà un viaggio
di partenza e non di ritorno.
Fa che questa notte
sia lunga quanto basti
perché questo viaggio
possa non finire mai.
Non servono parole tra di noi
e neanche la distanza impedisce noi.
basta ascoltarsi nell'anima
e tutto il resto è
silenzio!
È solo un sogno,
è tutto nella mia testa
e forse solo nella fantasia resta.
Il mio sogno è un bisogno,
solo un sogno,
uno come tanti
ma terribilmente splendido
fatto di armoniosi canti,
uno di quello che ritieni importanti,
di quello che faresti i salti mortali,
per vederli reali,
che vorresti fossero realizzati,
di quelle ambizioni che non ti stancherai mai,
di quelle che non abbandonerai mai,
impregnate di salite
quasi infinite,
da molte fatiche patite,
quasi come se fossero partite
di vita con se stessi,
uno di quei sogni che nella mente sono impressi,
di quelli che sembrano impossibili,
che al cuore sono visibili e possibili,
anche contro lo scetticismo della gente
che sembra non aiutarti per niente,
anche con tutto il mondo controcorrente.
Un sogno fatto di speranze,
che a volte tieni rinchiuso nelle tue stanze
tra quelle mura
perché ad esprimerti a volte provi paura.
Un mondo costituito da occasioni,
condito dalle soddisfazioni,
a volte ostacolato dalle delusioni,
da porte sbattute in faccia,
tra l'imbarazzo della figuraccia,
dove la resa ti minaccia,
a lasciar il tuo sogno senza seguire una traccia.
Un mondo che deve essere costruito con la perseveranza
dove sembra che non si lotta abbastanza,
per quello in cui si crede,
perché alla resa si cede,
di quello che almeno mettersi alla prova
perché alla fine addosso non ci piova,
un sogno che se anche non è facile,
non voglio sentirmi fragile,
perché è già una sconfitta abbattersi
e vedere i miei sogni infrangersi.
Quello che per me conta
è almeno provarci,
per lasciare anche la mia impronta.
In questa stanza
il prigioniero sono io,
ma il carceriere sono altrettanto io!
Quante volte ci ho pensato,
ma non ci ho mai creduto,
che sono io nella mia stanza
con finestre inferriate,
porte bloccate,
e gambe incatenate
al pavimento del mio passato.
Così, incarcerato nella mia stanza,
non riesco a scappare da questa opprimente stanza
io sono prigioniero di me stesso,
dellle mie paure,
delle mie aspettative,
della mia mente
e quindi di me stesso
e solo io stesso
posso liberare me stesso!
Solo io posso lasciare questa prigione, quando voglio,
anche se non sempre lo voglio,
mi manca l'aria,
non sopporto più il dolore,
sono stanco della tristezza,
e del mio predestinato menù,
voglio il mio desiderato menù
dalla vita!
Non ce la faccio più!
Voglio solo uscire,
da queste mura troppo chiuse
alla ricerca di una vita meno stretta,
un po' più aperta
a non osteggiarmi
ma accettarmi...
Finalmente
m'accorgo che ogni tipo di sbarramento
è apparentemente
scomparso
mentre intravedo un spiraglio di luce,
un barlume di speranza,
un faro nelle tenebre dello mio spirito
che sta illuminando il mio cammino
verso il mio vero destino!
Spesso mi chiedo
cosa mi serve imparare la lezione
quando ormai non mi serve più?
ma la risposta è proprio lì
davanti ai miei occhi
e dentro la mia anima.
serve eccome se mi serve!
mi serve da lezione
per non sbagliare ancora
la prossima volta!
Non aspettare,
e poi anche se aspetti
cosa aspetti? o chi aspetti?
chieditelo e l'unica risposta è
mai aspettare
un passato che non torna e
se torna
solo per causarti più lacrime.
Esiste qualcosa di speciale
in questo Universo
pieno d'amore
ma anche pieno di odio
pieno di sorrisi ma
anche pieno di lacrime
eppure so che
qualcosa di speciale è in arrivo
e che prima o poi
passerà di qui!
La voce di una donna è
la piuma di un angelo che
sfiora il cuore,
è una fata che ci parla
d'amore, è
qualcuno che ci
parla ma che a volte non
ascoltiamo perché la
voce di una donna è il
linguaggio del cielo.
La Poesia,
la disarmonia
ch'essa portò via.
Si prendono sentimenti e turbamenti
emozioni e tentazioni,
ben si mescola e si amalgama,
con un brodo di fantasia
ci si fan su una poesia,
che si mastica e si sublima.
Con la penna si continò
l'ultima stesura fin ch'essa segnò,
per mandarla giù,
un bicchier d'erbe naturali d'amaro
aiutò a digerir ciò che non è chiaro,
per poi non pensarci più.
Questa Poesia,
con la rima tentò,
la malinconia portar via,
se ci riuscì proprio non sò,
ma almeno essa ci provò!
11 dicembre 2011
Firmato un romantico perso nei tempi
(ispirtata da altri scritti)