Poesie personali


Scritta da: margherita1
in Poesie (Poesie personali)

Un treno qualunque

Quanta vita dentro una stazione,
andirivieni di bagagli e cuori.
Salgo, scelgo il sedile
accanto al finestrino,
mi piace guardare il mondo
che scorre a sua insaputa.
Un bimbo piange assonnato,
un uomo legge il giornale,
una ragazza sbatte le ciglia
pensando a quel bacio
salato di lacrime
lasciato sui lucidi binari.
Ora il treno muove lento.
Stralci di figure
si spezzettano tra la folla.
Prende ritmo e corre.
Gli occhi non fanno in tempo
a fermare gli scorci di mare,
le terre coltivate a viti,
alti palazzi di periferia,
piccole stazioni dove
un uomo abbraccia
quella figura vestita di rosso.
Mentre il treno nella notte
tenace macina le rotaie,
teste si appoggiano al mento,
altre reclinano su spalle dolenti.
Ma il mio mento è fermo,
lo sguardo è fisso,
cullami treno, cantami quella
canzone dei tempi andati,
fammi sentire bambina
in un giorno di festa,
dimmi che mi porterai
dove voglio andare,
che sarà un viaggio
di partenza e non di ritorno.
Fa che questa notte
sia lunga quanto basti
perché questo viaggio
possa non finire mai.
Composta mercoledì 25 luglio 2012
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    Scritta da: Rosa Coddura
    in Poesie (Poesie personali)
    È solo un sogno,
    è tutto nella mia testa
    e forse solo nella fantasia resta.

    Il mio sogno è un bisogno,
    solo un sogno,
    uno come tanti
    ma terribilmente splendido
    fatto di armoniosi canti,
    uno di quello che ritieni importanti,
    di quello che faresti i salti mortali,
    per vederli reali,
    che vorresti fossero realizzati,
    di quelle ambizioni che non ti stancherai mai,
    di quelle che non abbandonerai mai,
    impregnate di salite
    quasi infinite,
    da molte fatiche patite,
    quasi come se fossero partite
    di vita con se stessi,
    uno di quei sogni che nella mente sono impressi,
    di quelli che sembrano impossibili,
    che al cuore sono visibili e possibili,
    anche contro lo scetticismo della gente
    che sembra non aiutarti per niente,
    anche con tutto il mondo controcorrente.

    Un sogno fatto di speranze,
    che a volte tieni rinchiuso nelle tue stanze
    tra quelle mura
    perché ad esprimerti a volte provi paura.

    Un mondo costituito da occasioni,
    condito dalle soddisfazioni,
    a volte ostacolato dalle delusioni,
    da porte sbattute in faccia,
    tra l'imbarazzo della figuraccia,
    dove la resa ti minaccia,
    a lasciar il tuo sogno senza seguire una traccia.

    Un mondo che deve essere costruito con la perseveranza
    dove sembra che non si lotta abbastanza,
    per quello in cui si crede,
    perché alla resa si cede,
    di quello che almeno mettersi alla prova
    perché alla fine addosso non ci piova,
    un sogno che se anche non è facile,
    non voglio sentirmi fragile,
    perché è già una sconfitta abbattersi
    e vedere i miei sogni infrangersi.

    Quello che per me conta
    è almeno provarci,
    per lasciare anche la mia impronta.
    Composta mercoledì 27 giugno 2012
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      Scritta da: ROBERTO POZZI
      in Poesie (Poesie personali)

      Il prigioniero

      In questa stanza
      il prigioniero sono io,
      ma il carceriere sono altrettanto io!
      Quante volte ci ho pensato,
      ma non ci ho mai creduto,
      che sono io nella mia stanza
      con finestre inferriate,
      porte bloccate,
      e gambe incatenate
      al pavimento del mio passato.
      Così, incarcerato nella mia stanza,
      non riesco a scappare da questa opprimente stanza
      io sono prigioniero di me stesso,
      dellle mie paure,
      delle mie aspettative,
      della mia mente
      e quindi di me stesso
      e solo io stesso
      posso liberare me stesso!
      Solo io posso lasciare questa prigione, quando voglio,
      anche se non sempre lo voglio,
      mi manca l'aria,
      non sopporto più il dolore,
      sono stanco della tristezza,
      e del mio predestinato menù,
      voglio il mio desiderato menù
      dalla vita!
      Non ce la faccio più!
      Voglio solo uscire,
      da queste mura troppo chiuse
      alla ricerca di una vita meno stretta,
      un po' più aperta
      a non osteggiarmi
      ma accettarmi...
      Finalmente
      m'accorgo che ogni tipo di sbarramento
      è apparentemente
      scomparso
      mentre intravedo un spiraglio di luce,
      un barlume di speranza,
      un faro nelle tenebre dello mio spirito
      che sta illuminando il mio cammino
      verso il mio vero destino!
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        Scritta da: Zarky
        in Poesie (Poesie personali)

        La Poesia

        La Poesia,
        la disarmonia
        ch'essa portò via.

        Si prendono sentimenti e turbamenti
        emozioni e tentazioni,
        ben si mescola e si amalgama,
        con un brodo di fantasia
        ci si fan su una poesia,
        che si mastica e si sublima.

        Con la penna si continò
        l'ultima stesura fin ch'essa segnò,
        per mandarla giù,
        un bicchier d'erbe naturali d'amaro
        aiutò a digerir ciò che non è chiaro,
        per poi non pensarci più.

        Questa Poesia,
        con la rima tentò,
        la malinconia portar via,
        se ci riuscì proprio non sò,
        ma almeno essa ci provò!

        11 dicembre 2011
        Firmato un romantico perso nei tempi
        (ispirtata da altri scritti)
        Composta domenica 11 dicembre 2011
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