Poesie anonime


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie anonime)
Hai colorato i miei pensieri e i miei sogni,
con gli ultimi riflessi della tua gloria,
amore,
trasfigurando la mia vita,
per una prossima bellezza
Come il sole,
al tramonto,
ci lascia intravvedere un angolo di cielo,
hai mutato il mio dolore in gioia immensa
per incanto,
amore e vita sono diventate per me la stessa meraviglia!
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie anonime)
    Sognando di scoprire universi sconosciuti... abbandono i miei sensi alla follia della passione... ossessionata dalla tua magnetica sensualità... arde il desiderio di possedere la tua mente... giocando con i tuoi sogni proibiti... alimenta la mia fiamma e scalda i tuoi sensi... libera i tuoi pensieri e abbandona il tuo corpo... vivi con me...
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie anonime)

      Tra il silenzio degli ulivi

      Qui, tra il silenzio degli ulivi,
      l'azzurro del cielo abbraccia la valle
      e un campanaccio da chissà dove
      spezza la monotonia del ritmo
      uguale all'incedere di quel pastore
      e a un cane che da rituale abbaia
      per dire che c'è e che ci siamo
      anche noi nel descrivere
      la saggezza della natura
      così bonaria nell'umore
      di una giornata serena
      in attesa di quel lampo
      di buio pronto a deturpare
      il paesaggio nel nuovo
      ordine delle cose.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie anonime)
        Padre Nostro che sei nei cieli
        Restaci
        E noi resteremo sulla terra
        Che qualche volta è così attraente
        Con i suoi misteri di New York
        E i suoi misteri di Parigi
        Che ben valgono i misteri della Trinità
        Con il suo minuscolo canale dell'Ourcq
        La sua grande Muraglia Cinese
        Il suo fiume di Morlaix
        Le sue caramelle alla Menta
        Con il suo Oceano Pacifico
        E le sue due vasche alle Tuileries
        Con i suoi bravi bambini e i suoi mascalzoni
        Con tutte le meraviglie del mondo
        Che sono là
        Con semplicità sulla terra

        A tutti offerte
        Sparse
        Esse stesse meravigliate d'esser tali meraviglie
        E che non osano confessarselo
        Come una bella ragazza nuda che mostrarsi non osa
        Con le spaventose sventure del mondo
        Che sono legioni
        Con i loro legionari
        Con i loro carnefici
        Con i padroni di questo mondo
        I padroni con i loro pretoni gli spioni e marmittoni
        Con le stagioni
        Con le annate
        Con le belle figliole e i vecchi coglioni
        Con la paglia della miseria che imputridisce nell'acciaio dei cannoni.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie anonime)
          Che gioia sarebbe,
          se qualcosa si rovesciasse.
          Se la lingua inaridisse
          E gli occhi parlassero;
          l'ipocrisia seppellita
          senza onore delle armi.
          Occhi puri,
          incorrotti dalla bocca.
          Palpebre immuni
          Da ogni infezione.
          Messaggi captati
          In religioso silenzio.
          Lunghi ed interminabili
          Discorsi
          Si alzerebbero trionfanti
          Sul ciarliero mormorìo.
          Occhi fissi,
          sganciati dall'imperio facciale,
          saprebbero ridere,
          senza arrestarsi.
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie anonime)
            Essere buono è dimenticare se stessi
            per pensare agli altri.
            Essere buono è perdonare
            pensando che la miseria umana
            è più grande della cattiveria.
            Essere buono è avere pietà
            della debolezza altrui
            pensando che noi non siamo
            diversi dagli altri e nelle loro condizioni
            forse saremmo peggiori.
            Essere buono è chiudere gli occhi
            davanti all'ingratitudine.
            Essere buono è dare
            anche quando non si riceve,
            sorridendo a chi non comprende
            o non apprezza la nostra generosità.
            Essere buono è sacrificarsi
            aggiungendo al peso
            delle nostre pene di ogni giorno
            quello delle pene altrui.
            Essere buono è tenere
            ben stretto il proprio cuore
            per riuscire a soffocare le sofferenze
            e sorridere costantemente.
            Essere buono è accettare
            il fatto poco simpatico che più doneremo
            più ci sarà domandato.
            Essere buono è acconsentire
            a non avere più nulla riservato a se stessi
            tranne la gioia della coscienza pura.
            Essere buono è riconoscere con semplicità
            che davvero buono è solo Iddio.
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              Scritta da: Silvana Stremiz
              in Poesie (Poesie anonime)

              La Fede

              Il mare è grande. Se vuoi scandagliarlo, verrai travolto dall'impeto delle sue onde. Un'onda sola può strapparti via e sbatterti contro uno scoglio. Ti basti, o debole uomo, poter dedicarti ai tuoi commerci su una piccola nave. Ma la fede è meglio, per te, che una nave sul mare. Questa infatti è retta dai remi, tuttavia i flutti la possono far affondare; ma la tua fede non affonda mai, se la tua volontà non lo vuole. Come sarebbe desiderabile per il marinaio regolar il mare a proprio volere! Ma in un modo egli la pensa, e in altro modo agisce l'onda. Solo nostro Signore dominò il mare, tanto che quello tacque e si placò. Ma egli ha dato anche a te il potere di dominare, come lui, un mare, e di rabbonirlo. L'investigare è più amaro del mare, e il questionare è più tempestoso delle onde. Se si abbatte sul tuo spirito il vento della cavillosità, dominala, e appiana le sue onde! Come la burrasca mette sossopra il mare, così i cavilli conturbano il tuo spirito. Nostro Signore domina, il vento cessa e la nave scivola in pace sulle onde. Domina lo spirito capzioso, raffrenalo, e la tua fede sarà in pace. A ciò dovrebbero indurti anche le creature di cui conosci l'uso. Per esempio, tu non sei in grado di chiarire le sorgenti, pur tuttavia non smetti di bere da loro. E per il fatto poi di aver da loro bevuto, tu non pensi certo di averle comprese. Anche di comprendere il sole tu non sei in grado, pur tuttavia non ti sottrai alla sua luce. E per il fatto che questa scende a te (con i suoi raggi) tu non ti cimenti certo di salire verso la sua altezza. L'aria è per te un pegno, ma quanto essa sia estesa, tu non lo sai.
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                Scritta da: Silvana Stremiz
                in Poesie (Poesie anonime)

                Visione

                Non mi muoverò da qui senza avere tue notizie.
                Non staccherò il mio sguardo
                dalle tue finestre finché
                non si chiuderanno per sempre;
                non ti lascerò andare
                ramingo per il mondo
                alla mercè
                di mercanti senza scrupoli;
                non permetterò l'ennesimo insulto
                alla tua povertà in spirito;
                ma sarò sempre al tuo fianco
                a vigilare, custodire,
                con te soffrire e gioire,
                perché vedo in te
                lo spirito di Cristo.
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