Poesie di Giuseppe Bartolomeo

Professore di lingue, nato venerdì 27 agosto 1943 a Cirigliano (MT) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

Autunno

È arrivato il freddo insieme alle foglie secche
cadute a terra mentre giocano con il vento.
Il cane abbaia dietro a un mulinello d'aria,
un vecchietto s'inchina forte sul suo bastone
dirigendosi al portone che lo accoglie contento.

Siamo entrati in autunno vestito di mille sfumature
quando gli alberi si trasformano allegri da arlecchini
per entrare nel teatro umano pieni di gioia e allegria.
I boschi sono gallerie d'arte con tavolozze ardenti
di colori senza uguali che i pittori imitano a stento.

È il nostro autunno di umani dolori e umori nascosti
in foglie leggere che danzano il valzer proprio del tempo.
La musica è il fruscio della luce che penetra silenziosa
in occhi incantati su tavolozza di colori all'orizzonte.
È arrivato il tempo di meditare sulla vita e sulla morte.
Giuseppe Bartolomeo
Composta lunedì 10 ottobre 2016
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    Abbiamo forse atteso inutilmente
    la vera rivoluzione della vita.
    Le parole sono viziate da discorsi
    di politici senza futuro:
    le loro promesse sono manifesti al vento.

    Dove sono i dogmi degli uomini,
    le certezze di futuri splendori?
    Il popolo solo lavora e paga
    sognando un domani senza dolori.

    Le strade dell'uomo sono piene di desideri
    senza umane dittature né troppe chimere:
    la fame del mondo sparirà con l'amore.
    Non vedete che sta per nascere un domani
    pieno di umane speranze e senza timore?
    Giuseppe Bartolomeo
    Composta lunedì 30 novembre 2015
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      Il ricordo nasce dal cuore nel silenzio della notte
      mentre la donna cammina su arene conosciute.
      Dove andare quando le bianche colombe beccano
      l'umidità nascosta sotto tegole rotte dalla luna?

      Rincorriamo la nostalgia che s'annida negli occhi
      frugando nell'amicizia che nascondiamo da anni
      in un angolo nascosto e velato da sospiri del cuore.
      Ricerchiamo insieme le voci degli amici di ieri.

      Il tempo scorre come l'acqua di un fiume in piena
      mentre noi sogniamo di rinchiudere i nostri ricordi
      in un baule nascosto nel soffitto dei nostri nonni
      quando bambini giocavamo con le nostre ombre.

      Non ci resta che scoprire una grande luce nascosta
      contando le stelle che danzano nel buio della notte.
      Ogni tanto è meglio metterci da soli in ginocchio
      aspettando il vagito di un mondo con nuovi occhi.
      Giuseppe Bartolomeo
      Composta lunedì 30 novembre 2015
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        Il tuo poeta oggi canta senza vederti
        durante la notte che non conosce buio.
        La tua bocca è come fiori di ginestra
        con profumo pieno di bellezza.

        Sento l'odore di frutti silvestri
        mentre la notte nasconde messaggi.
        I tuoi capelli sono ruscelli al vento
        sotto l'ombra di salici piangenti.

        Il tuo poeta oggi canta senza vederti
        durante il giorno affacciato al balcone.
        Scenderò nella strada per incontrarti
        quando appari sotto i raggi del sole.

        Oggi ti rivedo in questi versi senza rima;
        tu sei la fonte che sgorga fra le rocce
        tu sei il grido del bimbo che nasce
        tu sei il sole che illumina l'aurora.

        Il tuo poeta oggi canta senza vederti
        durante la notte che non conosce buio.
        Tu sei la luna che serve da cuna
        a un sorriso di bimba aperto al futuro.
        Giuseppe Bartolomeo
        Composta mercoledì 28 gennaio 2015
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          Il tempo ha il cuore delle montagne
          le montagne gli occhi del tempo.
          Noi camminiamo scalzi sulla terra
          ricordando quelle pietre del fiume
          quell'acqua silenziosa della notte.

          Il vino e il pane di oggi sono sulla mensa,
          i genitori già camminano sull'orizzonte.
          I figli hanno costruito lontano i loro nidi
          mentre sogniamo sulla sponda del fiume
          un nuovo mondo che sorgerà un domani.

          Cominciammo a camminare sotto le stelle
          aspettando di contemplare la vicina aurora
          ma ci sorprese il sole all'ombra delle palme
          su una sabbia resa sterile da umano dolore.

          La luce spingerà la nostra fragile barca
          sotto montagne piene di mistico silenzio.
          Stringendoci le mani accenderemo il fuoco
          per bruciare insieme distanza e indifferenza.
          Saliamo, ci resta poco per capire la montagna.
          Giuseppe Bartolomeo
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