Le migliori poesie di Alessio Fabretti

Scrittore - Ricercatore, nato a Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Alessio Fabretti

Ieri sera

La sera s'avanza
lenta, quando il sole
stanco si tuffa nell'oceano
lontano ad Ovest
in mille vapori fumanti.
Allora guardo la mia figura
riflessa nell'acqua,
i miei calzari
il mio mantello polveroso.
Tornando sui miei passi
lasciando il mare
il mio cuore trema
guardando una scritta

"Perché non sei qui stasera?"

E ti cerco per le strade
nei volti dei passanti.
Poggio la mano sorreggendomi,
il respiro mi manca,
chiudo gli occhi e...
vedo attraverso i tuoi.

Mani sollevano il capo,
pietose, ed il selciato tiepido
attraversa le mie ossa.
Chini i visi, lieve il bisbigliare.
Una mano accarezza
il mio volto rigato e stanco.
Cerco nella memoria.
Le Tue mani sfiorano lievi
i miei occhi tergendoli
allora... ti guardo
mentre una pace profonda mi prende,
m'invade.
La bocca arida sussurra
sei... tu...
ed una fresca rugiada
bagna le mie labbra
da tanto tempo inaridite
sei... tu...
mentre il respiro m'abbandona.
Alessio Fabretti
Composta domenica 10 febbraio 2008
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    Scritta da: Alessio Fabretti

    Nella sera

    Ascoltami e non con sussiego.
    Leggi queste parole
    scaturite dal profondo dell'Anima.

    Non avere mai
    nessun padrone.
    Non cedere mai,
    ma il solo padrone
    fa che sia l'Amore.
    E più tardi poi
    nel solitario respiro
    della sera, fa che
    ogni respiro lontano,
    sia più vicino al
    Tuo respiro, guardando
    i Tuoi occhi e le tue labbra.
    Alessio Fabretti
    Composta mercoledì 13 febbraio 2008
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      Scritta da: Alessio Fabretti

      Ricordi

      La villa quieta accoglie i mie passi
      varcando i cancelli rugginosi del tempo.
      Bambini corrono gioiosi sull'acciottolato.
      Le anziane sulle panchine
      seguono, lo sguardo festoso,
      mentre le giovani mamme
      rincorrono i fanciulli giù per la scesa
      sino a una fontana asciutta d'età,
      vociando "attento".
      Scendo alcuni gradini antichi
      consunti dai passi, delimitano
      ai lati sassi,
      e una balaustra sciupata dal tempo,
      mi appoggio.
      Passo lungo il viale, gli olmi e gli ontani
      intrecciano i rami come colonne gotiche
      di una cattedrale antica;
      una cupola
      atterrata, spazzata dal vento
      e intemperie consuma.
      Uno scoiattolo si arrampica
      sul tronco, mobili gli occhi
      lanciando uno sguardo, curioso squittisce,
      fugge tra i rami.
      Distante un laghetto,
      le papere al largo giungono alla riva,
      i piccoli in processione seguono.
      Una panca di pietra mi alloggia.
      Il liscio marmo racconta
      tempi lontani e una scritta:
      divus caesar ornavit.
      Chiudo gli occhi e penso.
      Odori di terre lontane:
      sandalo e spezie giungono,
      una vasta distesa sabbiosa,
      e una palma abbracciano i miei pensieri.
      Alessio Fabretti
      Composta lunedì 23 novembre 2009
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        Scritta da: Alessio Fabretti

        La Sera

        Il Tuo corpo caldo
        di promesse.

        I Tuoi baci languidi.
        Schiuse le labbra Tue
        percorsa da un fremito
        la Tua pelle, quando
        leggere perle di sudore
        irrorano e infiammano
        le Tue gote.

        E le Tue mani cercano
        il mio corpo.

        Percorsa un lampo
        di desiderio, avvinghia
        e scalda la pelle in un
        impetuoso cingersi, cercarsi,
        rotolarsi, volersi.

        La voce rauca Tua implora,
        prendimi...

        Cademmo esausti,
        l'uno nelle braccia
        dell'altro, ma non
        vinti dall'Amore.
        Alessio Fabretti
        Composta mercoledì 30 gennaio 2008
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