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Le migliori poesie di Alessio Fabretti

Scrittore - Ricercatore, nato a Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Alessio Fabretti

La notte

Ho ascoltato la tua voce
nel silenzio della notte.
Anche se la stanchezza del giorno
pervade le mie ossa e a nulla
vale la leggera brezza che
s'alza nell'ora più tarda,
misero refrigerio nel tormento
che s'appresta nelle pieghe
della mia anima.

Ho ascoltato la tua voce
nel silenzio della sera.

Mentre i pensieri lasciati liberi
nel fluttuare, vagare alla ricerca
di un posto, nelle braccia
di chi ti ama nel silenzio
percorrendo lo spazio infinito,
e come le nuvole spinte dal vento
unirsi, riformarsi e fondersi,
così i nostri pensieri.

Ho ascoltato la tua voce
nel silenzio della sera.

E, ascolto la tua voce
nel silenzio del giorno
che sta per nascere di la dal mare.
Alessio Fabretti
Composta lunedì 20 luglio 2009
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    Scritta da: Alessio Fabretti

    Quanto vorrei

    Quanto vorrei, vederti
    ed è sempre come
    un arcobaleno senza fine.

    Quanto vorrei, che il desiderarti
    è sempre come il primo istante
    quale fuoco inestinguibile.

    Quanto vorrei, carezzare
    i tuoi capelli sì da sentirne
    il tessuto rimanere impigliato
    tra le dita quale
    "sole nascente".

    Quanto vorrei, correrti incontro
    e abbracciandoti gridare al
    mondo intero "ti amo".

    Quanto vorrei, che
    il mio leggero bacio sulle tue
    labbra ti comunicasse
    il mio immenso amore.

    Quanto vorrei, sfiorare
    con le dita il tuo ovale e
    le labbra tue, così che il
    mio silenzio ed il mio sguardo
    parlassero per me.

    Quanto vorrei, che le mie braccia
    ti cingessero sì da sentire
    il tuo alito su di me.

    Quanto vorrei, che le mani tue
    accarezzassero il mio viso,
    e in un abbraccio sentire
    il calore ed il profumo
    della tua pelle.

    Quanto vorrei...
    che le parole tue dicessero
    Quanto vorrei...
    sì da sentirsi mancare il respiro
    amor mio.
    Alessio Fabretti
    Composta venerdì 2 ottobre 2009
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      Scritta da: Alessio Fabretti

      È Sera

      Cala la luce del giorno
      ed il nero mantello
      percorre velocemente
      le strade del mondo.

      È sera,
      ma i miei occhi stanchi
      vedono attraverso i tuoi.

      È sera,
      mentre trascorrono lenti
      i minuti che ci separano.

      È sera,
      e la solitudine alle volte
      sì cauta, si insinua
      nella mia mente.

      È sera.
      Tu non ci sei. Dove sei.
      Rispondi.

      È sera,
      e ti cerco continuamente
      per ogni angolo della Terra.

      È sera.
      Tutti nelle case. Si ode
      il tintinnio delle stoviglie,
      ma io son qui che aspetto.

      È sera.
      Ti aspetto come ogni sera che
      tu arrivi, col cuore in gola
      nell'attesa di rivederti e
      di riabbracciarti.

      È sera,
      e la notte è vicina.
      Ascolto il vento e
      le tue parole.

      È sera,
      quando dici
      "È Sera", desidererei
      viverla con te,
      la sera.
      Alessio Fabretti
      Composta domenica 11 ottobre 2009
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        Scritta da: Alessio Fabretti

        Lassù

        Lassù nel palazzo antico
        dietro le finestre in alto,
        chiuse le imposte
        mentre dormi sonni agitati
        lentamente il tenue chiarore
        penetra dalle fessure.
        Rischiarando lambisce le tue mani
        il tuo viso ed i
        capelli sparsi sul cuscino.
        Allora un raggio di sole
        si fa largo e sfiora lievemente
        i tuoi occhi di un alone
        luminoso svegliandoti.
        Allorché pieno il chiarore ormai
        e di luce la tua stanza,
        sei
        Lassù,
        ove, sola con i tuoi pensieri
        soffri
        ancora nel silenzio
        mentre la notte trascorsa
        rigirandoti tra le lenzuola
        intrise del tuo profumo
        non hanno dato quel
        risultato in cui speravi
        di calma e serenità.
        Ferito il fisico e il Tuo Cuore
        volgi lo sguardo al cielo
        ed... una lacrima
        riga il Tuo bel viso
        allora penserai e...
        ricorderai.
        Alessio Fabretti
        Composta mercoledì 14 gennaio 2009
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          Scritta da: Alessio Fabretti

          Solitudine

          Solitudine
          Una lenta e malinconica tristezza
          attanaglia l'anima e la stritola.
          Grida nel silenzio
          nessuno ascolta.
          La voce è nulla
          in quest'arida landa
          battuta dal vento.
          La torre della solitudine
          s'innalza lugubre e lucente
          al chiarore lunare.
          Stormi di uccelli neri
          volteggiano nel cielo
          e la mia anima vaga nelle ombre.
          Alessio.
          Alessio Fabretti
          Composta martedì 13 aprile 2010
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            Scritta da: Alessio Fabretti
            Pensieri...
            Ogni volta che la sera s'avanza silenziosa
            e tra lo stormir delle fronde
            si posa strisciando nel silenzio,
            chiudo gli occhi
            e il volto tuo si insinua prepotente
            nei sogni miei.
            Il bacio tuo avverto
            dolce nel respiro e
            lieve il tuo calore avvolge,
            mentre un fremito percorre la mia pelle.
            Alessio Fabretti
            Composta martedì 18 maggio 2010
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              Scritta da: Alessio Fabretti

              Ieri sera

              La sera s'avanza
              lenta, quando il sole
              stanco si tuffa nell'oceano
              lontano ad Ovest
              in mille vapori fumanti.
              Allora guardo la mia figura
              riflessa nell'acqua,
              i miei calzari
              il mio mantello polveroso.
              Tornando sui miei passi
              lasciando il mare
              il mio cuore trema
              guardando una scritta

              "Perché non sei qui stasera?"

              E ti cerco per le strade
              nei volti dei passanti.
              Poggio la mano sorreggendomi,
              il respiro mi manca,
              chiudo gli occhi e...
              vedo attraverso i tuoi.

              Mani sollevano il capo,
              pietose, ed il selciato tiepido
              attraversa le mie ossa.
              Chini i visi, lieve il bisbigliare.
              Una mano accarezza
              il mio volto rigato e stanco.
              Cerco nella memoria.
              Le Tue mani sfiorano lievi
              i miei occhi tergendoli
              allora... ti guardo
              mentre una pace profonda mi prende,
              m'invade.
              La bocca arida sussurra
              sei... tu...
              ed una fresca rugiada
              bagna le mie labbra
              da tanto tempo inaridite
              sei... tu...
              mentre il respiro m'abbandona.
              Alessio Fabretti
              Composta domenica 10 febbraio 2008
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                Scritta da: Alessio Fabretti

                Ricordi (2) - A te

                Il sole cala all'orizzonte in un barbaglio di luci multicolori incendiando il mare.
                Qui, ora, in questo istante, seduto sulla roccia, spuntone lavico freddo, ma tiepido della leggera calura serale, guardo lontano, percorrendo mille spazi e mille silenzi. Ora ascoltando la risacca che col suo lieve sciabordio lambisce i miei piedi stanchi del lungo cammino, ora rimirando gabbiani volteggiare alla ricerca di cibo e, come lasciarsi cullare dalle correnti ascensionali, che li reggono e li sospingono senza il battere delle ali.
                Lieve l'alito del vento accarezza il mio viso.
                Lieve è il sussurro che avverto nel silenzio immenso, eppure è lì vicino.
                Il mio sguardo perduto nel tempo, ascolto le parole e gli odori che mi parlano e mi portano lontano.
                Penso, in questa serata tiepida che mi avvolge, e sento il battito di un cuore che ha ripreso lentamente a pulsare. Lentamente, ma è vivo. Lontana una vela torna a riva, in un porto sicuro, i giorni lontani, tristi forse, volgono al termine. Il tempo è passato, ora è presente e osservo i calzari e il mio mantello. La sera avanza e la brezza del maestrale scioglie il tepore appena e, leggero, percorre un brivido la mia schiena, è tempo di andare. Sothis mi indica la via, ma non penso alla schauabti che racchiuderà i miei resti per sempre, ma penso che la terra un giorno raccoglierà le mie sembianze se mai.
                Ora tu sei presente, ti ho aspettato per tanto tempo. Tanto tempo è passato e, quando ti ho vista ho riconosciuto il tuo sguardo.
                I miei ricordi erano presenti. "La vedrai e la riconoscerai", mentre immensi spazi ci dividevano. Tu sei, ora e sempre. Le stelle occhieggiano lontane. Maat guida il mio pensiero, riprendo il bastone che ora mi sorregge vieppiù e, torno a bussare alla tua porta.
                Alessio Fabretti
                Composta mercoledì 18 febbraio 2009
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                  Scritta da: Alessio Fabretti

                  Notte di settembre

                  Un silenzio profondo a me intorno,
                  mi avvolge e chiude gli occhi miei.
                  Son qui che in questa quiete
                  neppur sento il battito del cuore mio.

                  Ora son qui vicino a te,
                  a te che in questo istante
                  hai sussurrato il nome mio
                  e mi hai chiamato.

                  Il tuo pensiero è
                  come una nuvola celeste
                  che lampeggia
                  scompare e si dissolve in
                  una miriade di frammenti,
                  un pulviscolo brillante che
                  come pioggia sembra inondarmi
                  ed il mio cuore canta la tua musica,
                  mentre dissolve poi la mia persona
                  vola verso di te che a me tendi la
                  tua mano.
                  Alessio Fabretti
                  Composta venerdì 6 novembre 2009
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                    Scritta da: Alessio Fabretti

                    Ricordi

                    La villa quieta accoglie i mie passi
                    varcando i cancelli rugginosi del tempo.
                    Bambini corrono gioiosi sull'acciottolato.
                    Le anziane sulle panchine
                    seguono, lo sguardo festoso,
                    mentre le giovani mamme
                    rincorrono i fanciulli giù per la scesa
                    sino a una fontana asciutta d'età,
                    vociando "attento".
                    Scendo alcuni gradini antichi
                    consunti dai passi, delimitano
                    ai lati sassi,
                    e una balaustra sciupata dal tempo,
                    mi appoggio.
                    Passo lungo il viale, gli olmi e gli ontani
                    intrecciano i rami come colonne gotiche
                    di una cattedrale antica;
                    una cupola
                    atterrata, spazzata dal vento
                    e intemperie consuma.
                    Uno scoiattolo si arrampica
                    sul tronco, mobili gli occhi
                    lanciando uno sguardo, curioso squittisce,
                    fugge tra i rami.
                    Distante un laghetto,
                    le papere al largo giungono alla riva,
                    i piccoli in processione seguono.
                    Una panca di pietra mi alloggia.
                    Il liscio marmo racconta
                    tempi lontani e una scritta:
                    divus caesar ornavit.
                    Chiudo gli occhi e penso.
                    Odori di terre lontane:
                    sandalo e spezie giungono,
                    una vasta distesa sabbiosa,
                    e una palma abbracciano i miei pensieri.
                    Alessio Fabretti
                    Composta lunedì 23 novembre 2009
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