Scritta da: Andrea Manfrè
L'anno nuovo è iniziato. Ma c'è ancora una cosa da fare: si devono ringraziare le persone che hanno reso felice lo scorso. Tu sei una di quelle! Grazie! Buon Anno!
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L'anno nuovo è iniziato. Ma c'è ancora una cosa da fare: si devono ringraziare le persone che hanno reso felice lo scorso. Tu sei una di quelle! Grazie! Buon Anno!
È Natale. Il Suo spirito tocca tutti i cuori portando il dono più prezioso... la pace divina. Perché la pace del Signore sia nei vostri cuori, a Natale e per sempre.
Mia adorata mamma, sei la più assurda e spampanata mamma del mondo, sei la più bella e incasinata mamma del mondo, sei la più pericolosa e innamorata mamma del mondo, sei la mia peggiore amica e la mia nemica più amata, sei tutte le mie virtù e qualche mio difetto, ma sei tu, tu, l'unica alla quale riesco a dire, sempre e da sempre "Grazie". Ti adoro, mamma e ti ringrazio di avere ancora voglia e tempo di esserci perché io possa continuare a dirtelo. Auguri!
La vita è dura, bisogna sapere vivere nel mondo, avendo problemi. Anche a volte ridere non significa essere felici. Si ride per nascondere la tristezza ma in realtà dal cuore escono lacrime di sangue. Amore mio mio mi manchi troppo. Ti voglio tanto bene.
Tesoro mio non puoi immaginare quanto mi rendano felici le tue parole... ogni tuo gesto, ogni tuo sguardo, ogni tuo sorriso destano in me una gioia immensa e inesprimibile. Ti amo.
Quest'anno un uovo di carta al posto di quello di cioccolata, che non contiene una sorpresa tangibile, come le solite sorprese spesso inutili o superflue, ma l'augurio di trovare una "sorpresa" in ogni giorno della tua vita, una sorpresa d'amore, di pace, di speranza, di gioia e serenità, da donare e da realizzare apprezzando ogni attimo, ogni emozione e ogni sentimento che il destino ti ha riservato... Buona Pasqua!
Nessuno è più ricco di me a possedere un papà come te! Tanti Auguri.
Grazie per la tua amicizia, per le tue parole e per il tuo sostegno. Grazie per essermi stato vicino in un momento così difficile.
Poi ad un tratto, una vetrina, una di quelle contro cui abbiamo spiccicato tante volte il naso come bambini ingordi. Passando, mi vedo riflessa. Ma accanto a me non vedo te. Vedo il riflesso di quello che c'era, come uno specchio sul passato.
Quel giorno lì, quello in cui ti ho conosciuto, non l'avevo mica capito. Non l'avevo mica capito che da quel giorno avrei fatto i conti ogni istante con la paura di perderti.