Diario


Scritto da: Antonio Sala
È giusto che tu sappia una cosa. Quelli come me non si legano spesso a qualcuno, e quando lo fanno, questo qualcuno entra nella sua anima. Tu sei il mio qualcuno, quella persona che non ho mai avuto, quella per cui ne vale la pena. Posso anche mentire e dire che sto bene senza quel qualcuno, ma sai benissimo che non è così. Ti penso e credo che lo continuerò a fare, perché per quel qualcuno io volevo e voglio diventare migliore. Io nei miei sogni chiedo ancora di te e scusa se sono come sono.
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    Scritto da: Silvia Nelli
    Siano benedetti i rapporti veri. Quelli sinceri, quelli che sanno di "noi". Un noi che non conta se formato da un uomo o una donna che si amano o da persone che si stringono in segno di una vera amicizia. Siano benedetti quei momenti di spensieratezza, che sanno di estrema libertà e sincerità. Siano benedette quelle notti, passate a piangere a fianco di un amico sincero, a sfogarsi e a vomitare ogni dolore e delusione del momento. Siano benedetti gli abbracci, quelli che non hanno nessuno scopo, ma sanno solo di presenza e certezza. Quelli intrisi di affetto vero, che non muore con niente, ma persiste, resiste e resta! Siano benedetti quei legami veri che non hanno convenienze, che non puntano a nessuna meta, quelli disinteressati, ma veri e consolidati dal tempo e soprattutto dai fatti. Siano benedetti quei litigi, quelle incomprensioni che li ha resi ancora più forte permettendogli di conoscersi ancora più a fondo. Siano benedette le interferenze, le invidie e le malelingue che alle spalle hanno tramato per dividere rapporti ormai indissolubili ed hanno fallito rendendoli migliori. Siano benedette le cattiverie e le gelosie che certi legami suscitano, perché hanno fatto in modo di rendere quel "noi" ancora più forte. Siano benedetti tutti quelli che hanno conosciuto il valore di un vero legame, che hanno saputo costruirselo, mantenerselo, proteggerlo e godere a pieno dei grandi benefici che un vero legame comporta!
    Composto sabato 4 novembre 2017
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      Scritto da: Anna Rijtano Mallus
      Si fa un gran parlare sull'importanza del chiarire per risolvere... ed i chiarimenti effettivamente sono sempre importanti e belli ma solo se chi parla e chi ascolta lo fanno col cuore e l'anima, propensi e favorevoli cioè alla comprensione e soprattutto davvero intenzionati alla soluzione. Sono belli e significativi quando il dialogo è amorevole, volto al bene da entrambi le parti, quando ci si parla e ci si ascolta con vera umiltà soprattutto senza quelle fastidiose punzecchiature atte a provocare... o ferire. Non sono per niente belli né edificanti invece, quelli che servono solo a far sfoggio della propria vanità intellettuale, del proprio sapere, quelli con una risposta sempre pronta e sempre per tutto che peraltro, spesso risulta preconfezionata ed usata come alibi. Che tristezza quei chiarimenti che sono solo competizioni, gare a chi si esprime meglio o a chi usa parole più ampollose o ridondanti; che tristezza rendersi conto che più che un dialogo è un soliloquio sterile. Io credo che sono belli e molto apprezzati quei chiarimenti fatti con e per amore, quelli fatti con affetto e vero interesse. Tristi e per nulla gratificanti quando ci si rende conto a malincuore che sono stati solo uno sciorinamento di parole al vento e di tempo sprecato.
      Composto sabato 11 maggio 2013
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        Scritto da: Lina Viglione
        Non si può avere tutto. Solo la nostra mente a farci credere nella fortuna o nella sfortuna. Nella paura che qualcosa vada di traverso ci affidiamo alla presunta fortuna, e se non tutto va secondo i nostri piani ci consideriamo sfortunati. Cambia in base alle nostre azioni e i nostri pensieri.
        La fortuna oggi viene considerata spesso legata al denaro, alle vincite di denaro o di beni che appagano i nostri vizi o le nostre passioni.
        La fortuna al contrario è solo una buona sorte, basta avere un po di salute, e mettere ogni giorno un piatto in tavola per mangiare, un lavoro, dei figli che ti danno appagamenti, queste sono le vere fortune!
        Lo sfortunato non è chi gioca al lotto e non vince, quello è uno che sperpera solo soldi, lo sfortunato è chi viene abbandonato dalla società, non ha nessuno che lo aiuti, non ha amici, non ha un lavoro, e non ha neppure una casa, l'ammalato nel letto, chi sta sulla sedia a rotelle, e anche il drogato. Coloro che non pensano a questo è davvero sfortunato nella sua vita... e non nella vita.
        Composto sabato 1 gennaio 2005
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