Diario


Scritto da: Lina Viglione
La fortuna e la sfortuna. Fortuna e sfortuna non esistono è un fatto di convincimento che noi ci facciamo, insomma noi ogni giorno possiamo dare una modificazione la nostra vita anche con fatti banali quindi saremmo noi a dare origine alla sfortuna e alla e fortuna. La fortuna è una convinzione mentale, ed è soggettiva. Ognuno la vede secondo prospettive diverse. Io credo che la fortuna sia un sintomo di un pensiero al quanto positivo verso noi stessi e verso ciò che ci circonda. Se fosse davvero esistita la fortuna, allora saremmo stati tutti degli esseri perfetti, in quanto io credo che se qualcosa esiste, esiste per sempre e non si dissolve o compare a momenti. Se ad esempio, noi ribadiamo che è il nostro "giorno fortunato" quando in questo giorno ci va tutto per il verso giusto. Il contrario, invece, se ci va tutto di traverso. Ecco, proprio in questo esempio possiamo notare molto bene che la fortuna non è sempre presente, e ciò ci porta alla compimento che la fortuna non esista affatto. A parer mio, quindi, la fortuna è solo un caso e per la maggior parte delle volte ci appare solo quando pensiamo in positivo. Quindi se un tizio "abbia fortuna" quando il suo pensiero viene influenzato dalla "positività" in quanto, noi persone umani, posizioniamo la nostra vita da soli, attraverso pensieri positivi o negativi, che determiniamo appunto la fortuna o la fortuna. Quindi la fortuna è solo il nome che viene dato ad uno stato che giovi a noi stessi, e questa situazione favorevole a per noi viene individuato da pensieri positivi. Poiché la fortuna e la sfortuna sono frammenti della stessa medaglia. In sé non ci saranno mai cose fortunate e cose sfortunate. È il loro mutamento che le porta a... prendere da un lato o dall'altro.
Composto domenica 1 gennaio 2006
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    Scritto da: Lina Viglione
    La fortuna non aspetta noi. A parere mio la fortuna è un qualche cosa che abbiamo dentro di noi. Ciascuno di noi è più o meno fortunato nella propria vita. La fortuna sono le opportunità che ci pervengono, che traspaiono, o entrano nel nostro quotidiano e sta poi a noi acciuffarle e saperle riconoscere. Tante volte sono a tal punto bizzarre e grande le occasioni che si riconoscono che è come bere un bicchier d'acqua, altre volte siamo molto favoriti dalla sorte ma non lo vediamo nemmeno, anche se è ad un palmo dal nostro naso. La fonte siamo sempre noi, perché se la nostra fortuna è qualcosa che ci spetta, vuol dire che siamo noi a crearcela. La creiamo con delle azioni che a prima vista possono essere casuale o scontate, quotidianamente e etc, ma siamo sempre comunque noi a crearcela. Arrivare a questa conclusione che si potrebbe rivolgere a chi ha la capacità di prediligere davvero il futuro, il resto dei comuni mortali se la vedono arrivare all'improvviso... è davvero fortunato.
    Composto domenica 1 gennaio 2006
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      Scritto da: Lina Viglione
      Credere o non credere nella fortuna? La fortuna è solo il nome che diamo al caso quando sembra appoggiarci. Ovvero è un termine pubblico barbaro che indica il potere casuale che ha una una persona nel fare qualcosa che non ne era in ogni caso capace. Certamente non esiste quella signora bendata che raffiguravano gli antichi. E non esiste nemmeno un'entità a se stante, capace di scelte, di stime e di antipatie, che possiamo qualificare come fortuna. Non più di quanto sussiste la gloria in sé o lo splendore in sé, salvo che come opinioni. E ormai nessuno crede più che le nozioni esistano al di fuori della mente degli uomini. Se la fortuna è un buon concetto, se ne può tentare una descrizione, restanti tuttavia lontani da miti mitologie e preconcetti. Restando cioè convinti che non esiste la signora bendata che ogni tanto bacia qualcuno dando luogo a una vincita della lotteria. La casuale per la quale si riscontra una meteora, per esempio la pioggia, è del tutto ignota ai più. Dunque il fatto che piova un giovedì mentre voleva andare al mare proprio quel giorno è considerato sfortuna. In verità, più che di sfortuna, si tratta qui ignorantaggine. Il meteorologo, in possesso di questi dati, avrebbe potuto avvertire: "possibilità di pioggia al ottanta per cento". Il che oltre tutto avrebbe lasciato ancora un venti per cento alla "fortuna" cioè all'impossibile. Quindi solo gli uomini sciocchi aspettano il giorno fortunato. Ma ogni giorno è fortunato... ma per chi sa darsi da fare.
      Composto sabato 1 gennaio 2005
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