Scritto da: Jean-Paul Malfatti
in Diario (Sfogatoio)
La vita è vita e la merda è merda, e tale la puoi chiamare senza alcuna pietà. Ne sarà orgogliosa.
Composto mercoledì 20 gennaio 2016
La vita è vita e la merda è merda, e tale la puoi chiamare senza alcuna pietà. Ne sarà orgogliosa.
Uno dei mali di oggi è il troppo orgoglio che diventa presunzione. Quella voce che, per darti una sterile soddisfazione, ti dice "tu sei meglio, tu sei l'invidia degli altri e puoi ridere di loro". Invece la realtà imbarazzante è che quella voce è l'unica consolazione che puoi concederti. L'umiltà viene dimenticata da chi ne fa vezzo e non la più silenziosa delle virtù.
Avviso ai naviganti (nel vino): se bevi senza cervello finisce che ti bevi il cervello.
Io non so se la follia sia la più grande conquista dell'uomo o la sua decaduta. Non so se amo più amare che essere amata. Non so se se mi complico la vita o semplicemente mi complico io. Non so se sto bene o mi convinco di esserlo, che cambia tanto... l'illusione ha sempre la meglio. Non so se mi aspetto qualcosa da qualcuno o sono io che do tutto quel che posso. Non so se vivo per un risultato o aspetto che un risultato mi dia la vita. Non so se associo me a delle canzoni o sono quelle a scegliermi. Non so se do troppo a tanti o a pochi. So che do me sempre. Non so se vivo per me o tramite me per gli altri. Non so quanto possa andare avanti così. Io della vita non ci ho capito niente.
Non sono né timida né introversa, mi faccio i cavoli miei, è diverso.
Ricorda che chi dice che c'è puzza e perché la puzza è la sua. Morale della favola: chi accusa gli altri in realtà parla di se stesso.
L'invidia è di chi ha la bocca sempre piena di questa parola forse perché è quello che vorrebbe dagli altri, essere invidiato, ma non li calcola nessuno.
La vita in sé non è affatto una merda, perché la merda di cui si parla, siamo noi umani a farla per tutte le strade e viuzze su cui camminiamo, coi nostri piedi ogni giorno più distratti o disorientati da tante idee e filosofie fuorvianti e del tutto insensate.
Non è che ho sempre dubbi sulle persone. E che ci sono persone che sono veramente "subdole".
Nostalgia dei bei tempi passati, quando bambini giocavamo nei prati, sempre allegri e spensierati.
Nostalgia dei bei tempi passati, quando faticar era molto duro, ma il posto di lavoro era anche più sicuro.
Tristezza, per i giovani disoccupati e i lavoratori cassaintegrati che presto o tardi saranno licenziati.
Tristezza, per coloro che riescono a lavorare, ma alla fine del mese, tra tasse e spese, non ce la fanno a campare.
Rabbia per gli ammalati, che a causa della crisi non sono ben curati.
Rabbia verso i politici, che se ne infischiano dei sacrifici di noi poveri infelici.
E infine speranza che questa guerra economica presto finisca, e disoccupazione, miseria e povertà mai più ci colpisca.