Scritto da: Giovanni Battista Quinto
in Diario (Sfogatoio)
Chi non sa "leggere" (interpretare un messaggio) farebbe bene a tornare sui banchi di scuola, prima di iscriversi ad un qualsiasi social network.
Composto giovedì 1 giugno 2017
Chi non sa "leggere" (interpretare un messaggio) farebbe bene a tornare sui banchi di scuola, prima di iscriversi ad un qualsiasi social network.
Mi piacciono le persone che quando hanno qualcosa da dirmi me la dicono in faccia, ma avere le palle non è di tutti!
Quando la luce ti penetra, l'anima mette la protezione, non sopporta mostrarsi col suo rossore di emozioni di chi fa capolino sotto sussulti e vibrazioni in un corpo che assorbe il sapore della purezza della vita!
Sento tutta la vita, i suoi rumori partono da lontano, il suo eco corre avanti, la paura di rispettare il tempo mi assale, mi rende impaziente, poi mi tuffo nei miei colori e cerco le sfumature giuste per animare il momento che resta fermo lì ad aspettare il ritardo del futuro.
Immigrati, residenti, nomadi, tutte etichette create dall'uomo e dalla demenza di continuare a impostare economia e lavoro in un'ottica di confini, potere territoriale, bandiere, made in e made on. In realtà da qualche tempo il territorio è globale e i confini sono saltati con l'avvento della rete, l'economia uguale. Ma politici, religiosi, produttori di armi non se ne sono accorti. Oggi siamo tornati alle origini. Immaginate il paradiso terrestre e immaginate che alla casa di Adamo ed Eva bussi un essere umano, o una coppia alla ricerca di altri con cui scambiare idee, guardarsi, toccarsi per vedere similitudini. Nell'anno zero, il territorio c'era, aria e mare pure, ricchezze naturali in abbondanza, ma non esistevano ancora le parole, l'idea di confine, il desiderio di schiavizzare l'altro (metà della popolazione di allora). Adamo come avrebbe chiamato l'altro: immigrato? Straniero? Nemico? Invasore? Nomade? Nessuna parola nel vocabolario ancora da scrivere, forse una stretta di mano, l'invito a dar vita a una società pacifica... due coppie avviano una civiltà... pura fantasia, non me ne vogliano i cultori dell'antico testamento, ma immaginate. Quello era il paradiso terrestre. Subito dopo, Adamo ed Eva cacciati, l'uomo mostra se stesso e Caino uccide Abele pur avendo un intero pianeta vuoto a disposizione. Forse Caino si sentiva padrone e considerava Abele immigrato. Dopo, ucciso il fratello, non è più padrone del territorio e diventa anche lui migrante. In cerca di pace inseguito dai rimorsi, cacciato per punizione... già si sono creati tre confini: l'inaccessibile paradiso terrestre, la terra di Adamo ed Eva, il resto dove vaga Caino e cominciano a crearsi vocabolari diversi... tutto ciò forse è disegno divino, ma se non lo è diventa pura storia di piccolezza umana. Di meschinità.
L'uomo non è altro che un non pensante, sa soltanto esprimersi per i propri interessi e per il suo innato orgoglio, non intente mai di denigrare il suo scellerato operato anche se in cuor suo, inconsciamente ammette di aver sbagliato e senza rendersene conto viene compatito per quello che realmente è.
Ci sono momenti in cui ti metti a pensare a tutto il male che hai subito in passato, a tutte le volte che hai abbassato la testa quando avresti voluto spaccare tutto, a tutti i "sì" che hai detto al posto di un "vaffanculo", a tutte le strade sbagliate che ti hanno obbligato a seguire, a tutte le persone che si sono approfittate di te e hanno tradito la tua fiducia, alle loro coscienze sporche di fango e al fatto che per liberarsene te l'hanno sempre gettato in faccia... ma consolati, tutto questo è passato, ora hai la possibilità di voltare pagina e riscrivere la tua vita di tuo pugno, esattamente come pare e piace a te, e nessuno potrà mai più togliertela se non sarai più disposto a permetterlo!
Non sopporto comportamenti isterici in generale. Quelli dove vengo rimproverata in base alla scelta su chi deve o no far parte della mia vita. Non sopporto frasi del tipo: "lui sì e io no", "io zero e lui 100", "lui non vale nulla e gli dai tanto e io che ho dato tanto non conto nulla" ecc. Mettiamo in chiaro alcune cose: il mio cervello non ragiona sempre come il vostro, anzi quasi mai, ma soprattutto le mie scelte arrivano dal mio percorso personale con quelle persone. Detto questo io le ho vissute, io so quanto mi hanno dato, lasciato e anche tolto. Per tanto solo io decido chi deve stare più in alto e chi più in basso, ma soprattutto sono e sarò sempre io a decidere chi resta e chi va!
Quando un uomo apre bocca e gli dà fiato, tu usa l'aspirapolvere, è consigliato.
Ero la bambina che veniva definita sempre da tutti timida, troppo timida. Mi accarezzavano le guance e sorridevano mentre lo dicevano. "Quant'è bellina, ha vergogna." E sorridevano con la loro faccia di cazzo. Sorridevano. Cazzo c'avete da sorridere? Credete che essere timida sia bello? No, non lo è. Fa schifo. Fa schifo sentirsi sempre sbagliata. Essere timida è restare in silenzio anche quando vorresti sputare fuori fiumi di parole, è tirarsi giù le maniche della felpa coprendosi tutte le mani, è uscire sempre coi capelli sciolti per potersi nascondere dietro quelle ciocche, è non guardare in faccia le persone quando le parli, è preferire ascoltare, guardare, leggere, restar spettatore di tutto. È lasciarsi prendere dall'ansia anche nelle cose più banali. Crescendo ho imparato che la mia non era semplice timidezza, vergogna, qualcosa di tenero e carino, o forse lo era pure. Poi s'è trasformata in un'incurabile insicurezza. Qualcosa di terrificante.