in Diario (Quotidianità)
Oramai prendo i giorni che passano come vengono, perché ho imparato che dietro l'angolo l'imprevisto è sempre in agguato, perciò a che serve programmare le giornate e la vita.
Composto venerdì 23 agosto 2019
Oramai prendo i giorni che passano come vengono, perché ho imparato che dietro l'angolo l'imprevisto è sempre in agguato, perciò a che serve programmare le giornate e la vita.
Sai cosa rende tutto più bello per cominciare e per finire una giornata anche andata male? L'abbraccio di chi ci vuole bene.
C'è un momento in cui vorresti smettere di giocare, anche se possiedi le carte vincenti e forse non lo sai. Non arrenderti, perché alla fine il vincitore non sarà chi arriva primo ma chi riesce a divertirsi di più. Allora sarai sempre un vincente e mai un vinto. Così è la vita, un gioco, con il suo king e la sua queen.
Ci sono giorni fatti di assenze, momenti che non possiamo mostrare, ma solo raccontare. Molte volte quelle parole non servono a smentire i dubbi, ciò che non vediamo rimane malsano, dentro di noi per sempre.
Desiderare a tutti i costi di piacere alla gente non è mai stata la mia priorità, voglio solo essere felice di quel che vedo quando mi specchio.
Ci sono volte in cui il malumore, l'inquietudine e le nebbie, che si profilano all'orizzonte, si dissolvono, dopo un buon caffè.
Rabbia, astio, rancore, sono bagagli pesanti da portare a mano. Ed è per questo che alcuni piuttosto che separarsene, se lì trascinano con sé. Procurando dolore a chi lì incontra per caso lungo la strada della vita.
Perché arrendersi al silenzio quando possiamo evadere con le parole?
Devo ricominciare a trattarmi bene perché me lo merito, sarò la priorità assoluta di ogni giorno che passa.
Ai miei tempi, non c'erano le comodità di oggi però si viveva bene, e dignitosamente. Non avevamo il superfluo, ma quel che ci serviva, l'essenziale. Spesso, riguardo al mio passato con profonda nostalgia. E tra una scatto, e l'altro, mi rivedo in una vecchia foto in bianco e nero. Me la scattò mio padre, un uomo fiero che con il suo duro lavoro, riuscì a farci studiare e ci insegnò che la vera ricchezza sono i tuoi valori, le radici, la tua famiglia, e i soldi, non la possono comprare. Erano altri tempi lo so, e non dovrei rimpiangere il passato, ma se mi guardo attorno, vedo case più ricche, e sempre più vuote dentro.