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Quotidianità


Scritto da: ines sansone
in Diario (Quotidianità)
Sono due le frasi che da un bel po' di tempo riassumono la mia linea di vita eccole: "Ogni cento metri il mondo cambia" (Roberto Bolaño) e "Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda" (Italo Calvino). È importantissimo, anzi lo è stato per me ad un certo punto, fare un bilancio e dire a me stessa "ma il posto dove vivo risponde alle mie domande? Rispecchia il mondo intero?". In un periodo dolorosissimo mi sono data la risposta, "no". Allora potevo commiserarmi e vivere pensando di essere sfortunata, che il paese era crudele o che non era giusto che erano capitate tutte quelle brutte esperienze a me invece mi sono imbarcata (come la frase finale di "Prega, mangia, ama" con Julia Roberts) in una nuova avventura e ho trovato me stessa. La mia famiglia, il bene immenso che provo per loro, le vere amicizie che mi hanno espresso fiducia pura, la mia fede, e il sentiero del cuore che è la finestra che apro e incontro ogni giorno. Persone uniche che sanno apprezzarmi, sanno accogliermi, mi riconoscono. Quindi le consapevolezze che tante cose fanno un'infelicità sono state la spinta, non il precipizio per imbarcarmi. Nel tempo libero organizzo mille uscite, amo viaggiare, quindi compenso quel mio vedere persone e avvenimenti ostili, e sono restata come residenza in questo paese, ma vivo altrove le parti più belle di me. Amo la mia casa, ciò che rappresenta, quello che ho costruito fino ad oggi, ma il mondo cambia ogni cento metri e io voglio viverlo con il sorriso, con emozioni e perseveranza. E la mattina quando mi alzo sono felice di pensare che nessuno è come me.
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    in Diario (Quotidianità)
    Quando ho il raptus creativo devo sbrigarmi. Arriva la marea e corro in laboratorio, se sono nei paraggi, corro a fare. Correggo senza paura i quadri iniziati che languivano, infilo le mani e l'energia nella creta senza timori, mi muovo velocemente su diverse opere, passando da una all'altra come una mamma uccello che deve nutrire più becchi aperti. In quei momenti non rispondo al telefono, non ascolto musica, non parlo. Agisco senza ragionare. Lascio che le mani trasformino in materia ciò che solo dopo vedrò con stupore o irriverenza, con dramma o curiosità. Solo dopo, finito il climax, mi siedo su uno sgabello traballante, quasi ansimante, sporca, spettinata. E guardo come risvegliata l'ambiente dove sono. Lì vedo cosa ho fatto, lì lentamente mi scopro e mi conosco nelle nuove forme.
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      Scritto da: Maria Viola
      in Diario (Quotidianità)
      Mi piace chi a volte sa starsene per i fatti propri, quelli che sorridono per vera amicizia, quelli che salutano per educazione tutti, quelli gentili sempre e non per convenienza, quelli che non ostentano grandi aggettivi ma semplici parole dette con amore, quelli che molti definiscono asociali, ma in realtà evitano di fingere "amicizie" inesistenti.
      Composto martedì 22 dicembre 2015
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        Scritto da: Maria Viola
        in Diario (Quotidianità)
        Magico tramonto e dolce sera. Stasera ti auguro più tempo da dedicare alle persone che ami, più tempo per ascoltare quello che hanno da raccontati, più tempo per ringraziare chi ti ha ascoltata, più tempo per sorridere delle cose che ti hanno rattristata, più tempo per te e per tutti, perche il tempo non ci aspetta mai, scorre e mai più ritornerà.
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