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Post di Denise Moscuzza

Studente scienze infermieristiche, nato lunedì 15 febbraio 1993 a Noto (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritto da: Denise Moscuzza
Spero ogni giorno di incontrare di nuovo il tuo sguardo.
Il corpo è una prigione Roberta.
Me lo hai insegnato tu, nonostante la profonda accettazione e il tuo senso dell'umorismo.
Il tuo corpo è la tua prigione e certe anime come la tua hanno bisogno di viaggiare e volare come poche...
Sei pensiero ad ogni mio risveglio.
Il mio pensiero va ai tuoi occhi che ho imparato a conoscere poco a poco, forse troppo tardi.
Alle tue freddure e battutacce che mi facevano ridere fino alle lacrime.
Al soprannome che mi hai dato e che mi faceva sentire speciale. Io sono e sarò sempre la tua Elsa.
Agli spigoli che prendevo dopo averti medicato e involontariamente fatto male.
Ripenso alle botte che mi sono data in faccia con le tue mani perché le meritavo parecchio.
E a quelle che ho dato alle colleghe perché anche loro le meritavano, essendo come dicevi tu "monelle assai assai".
Ripenso alla tua dolcezza e sensibilità di capire sempre quali fossero i momenti pesanti o di crisi per me, nonostante i miei problemi facessero ridere a confronto della grande battaglia che stavi combattendo tu.
Pensavo a tutti gli "scusa" che hai detto tu, che non erano mai necessari... e a quanti ho dovuto dirtene io e a quanti non te ne ho detti ma avrei voluto... Perché magari ho commesso qualche errore e mi sono sentita piccola e stupida ma tu eri così comprensiva da capire e perdonarmi sempre. Per me sei stata l'inizio di un percorso meraviglioso che è quello della mia professione... Che dopo di te non sarà mai più lo stesso, nemmeno io sarò mai più la stessa...
Migliore, spero di essere migliore. Perché tu mi hai insegnato così tante cose che nemmeno puoi immaginarlo.
Forse la più grande è la forza, non quella fisica.
E l'emozione... Emozionarsi di gioia nonostante tutto.
È così... Ripensavo ai tuoi occhi pieni di emozione e lacrime al suono della voce di Mengoni ed io tutta fiera di sapere qualcosa di te andavo ad umentare il volume perché era quello che tu deaideravi.
Ed ecco... Anche questo.
Fare quello di cui avevi bisogno, prima ancora che tu me lo chiedessi, mi faceva sentire così felice e forte e importante che poche cose al mondo riescono a darmi un senso di soddisfazione e felicità simile.
Ripenso agli insulti e alle parolacce che abbiamo inventato assieme e a quelle che abbiamo detto senza senso per ridere da matte. C'erano quei giorni che... Ilio, curva, sandalo e zip... e pure qualcos'altro che sono costretta a censurare.
Pensavo a quando facevo una battuta e si vedeva che ridevi dal quel tremolio e dai tuoi occhi sorridenti... e avrei voluto abbracciarti ma non lo facevo perché non volevo farti male.
Sei una farfalla adesso Roberta.
Nessuno di noi ti può più acchiappare... Ma sei libera finalmente.
Ci rivedremo un giorno da qualche parte...
alla fine del mondo...
... Lì c'è quel posto dove adesso stai cucinando piatti prelibati, con la musica di mengoni accesa.
Denise Moscuzza
Composto lunedì 3 dicembre 2018
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    Scritto da: Denise Moscuzza
    Ripensavo a un momento di libertà di qualche anno fa.
    Forse più di qualche... diciamo circa dodici anni.
    Mi ricordo che aspettai con ansia il primo temporale estivo, di quelli che ti colgono impreparato nelle ultime settimane di Agosto.
    Ma io non ero poi tanto impreparata... come dicevo, infatti, ero lì che lo aspettavo.
    Era un pomeriggio grigio, fresco... di quelli che ti viene voglia di indossare una maglia a maniche lunghe e comoda sopra ai pantaloncini estivi, perché ci sta proprio con il venticello e l'aria che si prepara all'evento.
    Eccome se ci sta.
    E allora inizia a piovigginare, prima piano.
    Piano,
    Aumenta,
    Forte,
    Tempesta.
    Ed io ho preso le scarpe e sono uscita dal cancello della villetta e ho iniziato a passeggiare tra le stradine disabitate della Fanusa, sotto la pioggia, con un sorriso ebete stampato in faccia e un senso di libertà, gioia, pace nel cuore che poche cose restituiscono così bene e così velocemente.
    E sono rientrata a casa completamente inzuppata che nemmeno un savoiardo nel caffè...
    Denise Moscuzza
    Composto lunedì 17 settembre 2018
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      Scritto da: Denise Moscuzza
      Pensandoci su avrei voluto che da bambina mi avessero raccontato delle favole diverse.
      Quelle delle principesse salvate dai principi sono davvero surreali e creano aspettative (in una donna) un po' troppo alte.
      Se mai un giorno dovessi avere una bambina le racconterò una favola nuova in cui una ragazza molto indipendente e intraprendente si dedicò con energia e passione a se stessa, alle proprie inclinazioni, al proprio lavoro, ai suoi hobby ed era felice perché sentiva di essere sulla buona strada per realizzare i propri sogni.
      Le favole ci confondono... perché ci hanno fatto credere che innamorarsi di un'altra persona è più importante di innamorarsi di se stessi. Le favole ci hanno inculcato l'idea che una principessa debba essere salvata da un principe ma io credo fermamente che una donna si possa salvare da sola e che, anzi, lo farà meglio.
      Le principesse di oggi sono principesse guerriere e non dipendono da nessuno, perché hanno tutte le armi per sopravvivere da sole.
      Denise Moscuzza
      Composto martedì 28 agosto 2018
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        Scritto da: Denise Moscuzza
        Il gioco più brutale è quello che fa il tempo.
        Ho desiderato tanto e forte di diventare adulta.
        L'ho desiderato per tutta l'infanzia.
        Che la scuola finisse.
        Che trovassi un lavoro.
        E adesso mi viene una voglia irrefrenabile di tirare le redini.
        Di tirare le redini al tempo.
        Di dirgli "aspetta un po'" che non ho più fretta, che ora è il tempo perfetto, che vorrei mi appartenesse per sempre.
        Di dirgli "finalmente sono arrivata a destinazione e questo momento e questo posto mi piacciono" e non desidero altro.
        Che se ci fosse il tasto pausa lo premerei.
        E invece il paradosso è che, proprio adesso, i giorni mi volano davanti con ali grandi e se ne vanno lontano a perdita d'occhio.
        E le stagioni si alternano come i minuti pari e quelli dispari e sono così piccine che le vedo passare tra le dita come la sabbia della spiaggia, quando la impugno.
        E il tempo non lo puoi impugnare, non è mica tuo e nemmeno degli altri.
        Non si fa acchiappare, non si fa fermare.
        E allora voglio spremerlo come un limone e prenderne tutto il succo, godere della vita, di quello che c'è oggi.
        Oggi è già finito e non voglio andare a dormire.
        Eh si... quando vado a dormire penso sempre che, una volta chiusi gli occhi, lascio che domani possa rubare indisturbato il giorno di oggi.
        Denise Moscuzza
        Composto lunedì 6 agosto 2018
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          Scritto da: Denise Moscuzza
          Ogni donna fa un percorso di crescita fatto di delusioni e lacrime.
          Sono tanti piccoli gradini, e in cima c'è il cinismo.
          Ogni donna ambisce al cinismo e alla strafottenza più assoluti.
          Del resto, all'origine, in ogni donna c'è un'infermiera estremamente umana e sensibile che desidera raccogliere i cocci di un uomo rotto, che gli sembra più rotto di un vaso rotto, e intenerita pensa di doverlo (e poterlo) aggiustare.
          Ma la lezione che ogni donna, lentamente, impara è che la gente (ammesso che voglia farlo) si aggiusta da sola. La donna scopre nel tempo che un vaso quadrato difficilmente diventa ovale o rettangolare... e che non è il suo amore cieco e smisurato che potrà smussare i contorni spigolosi, fino a fargli somigliare ad un pianeta.
          La lezione d'amore che una donna impara, è una lezione di amore egoistico, di amore per se stessa. Così una mattina, la donna tenera e romantica, si sveglia nei panni di una cinica, di una stronza, di una disillusa, di una stanca. Si sveglia così.
          E anche se sembra un brutto risveglio, un cambiamento negativo... non lo è per niente.
          Perché quel giorno che la cinica leonessa si sveglia e inizia a ruggire, smette improvvisamente di vedere del tenero in quei desolati vasi rotti.
          Inizia a pensare che non è lei, di certo, a doverli aggiustare.
          Ma ci sarà un'altra, più giovane e meno stanca, che penserà di sobbarcarsi questa missione.
          Denise Moscuzza
          Composto venerdì 22 giugno 2018
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            Scritto da: Denise Moscuzza
            Ci sono giorni, alcuni, casuali, inutili giorni che vorrei prende e strappare come un foglio stampato male. Ma non si può mica fare. Ci sono giorni che mi sveglio già così, con questa sottile insoddisfazione che si nasconde subdola sotto i sorrisi e le cordialità dovute, scivola via come un serpente in mezzo agli impegni e ai momenti più sereni, e lì in capisce. È come in nebbia leggera, che si percepisce appena... lascia comunque la vista limpida... eppure i colori sono sbiaditi. E cosa me ne faccio di questo senso di inappropriato... con questo sentimento di insoddisfazione... che nemmeno io lo so cosa vorrei fare e come lo vorrei fare, so solo che dovrebbe essere meglio di come lo sto facendo adesso. Non so esattamente come sia la versione migliore di me, forse non saprei riconoscerla se la incontrassi per strada... eppure vorrei sapere dove andarla a prendere per chiederle di prendere il mio posto.
            Denise Moscuzza
            Composto giovedì 24 maggio 2018
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              Scritto da: Denise Moscuzza
              Sognare è un bisogno fisiologico estremamente importante.
              È al pari di tutte le funzioni vitali che ci rendono umani e che ci rendono vivi.
              Da bambini tutti sogniamo... ma poi smettiamo di farlo con il tempo.
              O magari no... non del tutto.
              Magari ridimensioniamo le aspettative.
              E più si fanno piccole, loro, più viene facile accantonarle in un angolo, minuscole e innocue come sono.
              Accartocciate. Raggomitolate. Timide.
              Ma in questo modo perdiamo di vista la cosa più importante: sognare è il mezzo attraverso il quale diamo un senso e una direzione al nostro viaggio, è il modo più bello che abbiamo per canalizzare le energie verso una meta. Sognare una felicità e attuare un piano per raggiungerla è già di per se motivo di gioia e appagamento.
              E, fortunatamente, sognare è anche gratis.
              Denise Moscuzza
              Composto giovedì 10 maggio 2018
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                Scritto da: Denise Moscuzza
                Ho questi occhi pieni di illusione che vedono sempre il bene ovunque, ne percepiscono le tracce anche dove non è mai passato... perché la domanda che mi assale "possono le persone fare questo o quello intenzionalmente? No... non è possibile... deve essere stato un caso, un errore... un tragico errore".
                Forse è una giustificazione dell'agire altrui che do a me stessa, solo perché io non lo farei.
                Denise Moscuzza
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                  Scritto da: Denise Moscuzza
                  Vi è mai capitato di pensare che nessuno vi veda davvero?
                  E se fosse così?
                  Che tutti ci guardano ma nessuno ci vede veramente. Che nessuno si soffermi, per qualche istante e si domandi "ma lei chi è?"
                  Cosa desidera?
                  Cosa sogna?
                  Cosa pensa?
                  Che desideri abbandonati in un cassetto ha dimenticato di annaffiare?
                  Quanti treni ha perso e su quanti è salita?
                  Quanti pezzi del suo vaso rotto infilato nel petto ha perso strada facendo e quanti ne è riuscita a riattaccare da sola?
                  Che cosa si aspetta dalla vita, lei?
                  Crede ancora in qualcosa?
                  E invece ti guardano, per un soffio di un istante, senza chiedersi nulla, senza chiederti nulla. E se ne vanno con un'idea di te, piuttosto distante dalla realtà. E nessuno può dire di sapere veramente qualcosa di te.
                  Siamo solo per pochi, per pochissimi.
                  Denise Moscuzza
                  Composto giovedì 3 maggio 2018
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