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Giornata della memoria

Ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime dell'Olocausto.


in Frasi & Aforismi (Giornata della memoria)
Forse, quanto è avvenuto non si può comprendere, anzi, non si deve comprendere, perché comprendere è quasi giustificare. Mi spiego: "comprendere" un proponimento o un comportamento umano significa (anche etimologicamente) contenerlo, contenerne l'autore, mettersi al suo posto, identificarsi con lui. Ora, nessun uomo normale potrà mai identificarsi con Hitler, Himmler, Goebbels, Eichmann e infiniti altri. Questo ci sgomenta e insieme ci porta sollievo: perché forse è desiderabile che le loro parole (e anche, purtroppo, le loro opere) non ci riescano più comprensibili. [...] Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.
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    Scritta da: Rosa Di Lernia
    in Frasi & Aforismi (Giornata della memoria)
    Ricordare per tenere a mente, per non dimenticare la crudeltà e la cattiveria di cui il genere umano è capace. Soprattutto che tutto ciò dovrebbe ridare un senso ed un valore ai fatti sociali, etici e morali che ancora oggi ci coinvolgono. Succede di accantonare nella nostra mente fatti o situazioni di cui forse siamo stati complici ignari, per non soffrire. Tenerle lì in un angolo nascosto, per dimenticare. Avviene per i fatti che hanno cambiato il corso della storia o forse sono conseguenza della storia stessa. Ma oggi sappiamo e quindi la nostra responsabilità è maggiore, e non possiamo affatto ignorare. Noi siamo costruttori della storia contemporanea ed abbiamo il dovere di non ignorare e non dimenticare.
    Composta martedì 26 gennaio 2016
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      Scritta da: Fabio Privitera
      in Frasi & Aforismi (Giornata della memoria)
      Quante lacrime quel giorno, quante oggi, e dentro ogni istante che ne richiama il ricordo. Gocce, che a metterle insieme si formerebbe un mare, come quelle persone, precipitate, che di un mare erano solo gocce ma che, senza colpa o onore, hanno firmato, con il loro nome, la storia. Non fu solo la fine della pace, fu l'annientamento di ogni fede. Eppure è dalla distruzione che si può rinascere più forti, che si possono debellare le regole assordanti di un potere arrogante che, non potendo vincere con legittimità, uccide rivelando quanto, in realtà, sia fatto di vili, deboli e inetti e come tali, capaci di vincere solo così: uccidendo i forti che hanno nel cuore il valore della vita, delle emozioni e la fede nel domani, e che sono molto più numerosi dei primi. Ma quando la paura sarà passata e il mondo uscirà dal silenzio, allora, in quel momento, potremo cantare che siamo tutti dei sognatori e che il mondo è un sogno che abbiamo saputo, infine, costruire.
      Composta venerdì 11 settembre 2015
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