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Giornata della memoria

Ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime dell'Olocausto.


Scritta da: Erika Mancini
in Frasi & Aforismi (Giornata della memoria)
Non voglio parlare di memoria, ho una memoria viva ogni giorno nei miei pensieri, nelle parole, nel cuore. Soffro delle ingiustizie, degli stermini, della violenza, di un "non amore" che troppo prende il sopravvento sul rispetto per le ideologie e soprattutto sul rispetto per la persona. Voglio parlare della speranza che anche un solo gesto di ognuno di noi possa ogni giorno combattere quello per cui tante persone nel corso della storia hanno lottato. Io credo che un cambiamento sia fatto di tante piccole gocce e quelle gocce siamo noi, nella tolleranza, nel rispetto, nell'accettare le diversità, nell'amare, anche se il confronto non porta avvicinamento, ma amore.
Composta martedì 27 gennaio 2015
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    Scritta da: Vera Santoro
    in Frasi & Aforismi (Giornata della memoria)
    Questo siamo noi, uomini, donne, bambini, tutti uguali, ebrei, tedeschi, russi, francesi, italiani, americani, o di qualsiasi altro luogo della terra.
    Questo siamo noi, uomini, donne, bambini, carne e ossa, capelli diversi, colore diversi, ma tutti uguali nella sofferenza.
    Questo siamo noi, uomini, donne, bambini, accumulati da un unico destino, quello della vita e della morte.
    Uomini, donne, bambini, tutti uguali se non fosse per un cuore diverso per ognuno di noi, un cuore che dovrebbe portare vita e gioia ma che spesso sprigiona solo cattiveria e rancore.

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      Scritta da: Anna Maria D'Alò
      in Frasi & Aforismi (Giornata della memoria)
      Un pensiero particolare sul giorno della memoria, sulla Shoah: ma quanti genocidi ancora sono sparsi nel cammino della storia fino ad oggi? Purtroppo la storia si ripete sempre e l'uomo è più incline all'errore che alla conoscenza dell'errore dall'errore, è più incline all'orrore che all'interpretazione dell'orrore e non cambierà mai se non si appella alla propria coscienza di uomo.
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        Scritta da: Sylvia Drago
        in Frasi & Aforismi (Giornata della memoria)
        Voi che vivete sicuri
        nelle vostre tiepide case,
        voi che trovate tornando a sera
        il cibo caldo e visi amici:
        considerate se questo è un uomo
        che lavora nel fango
        che non conosce pace
        che lotta per mezzo pane
        che muore per un sì o per un no.
        Considerate se questa è una donna,
        senza capelli e senza nome
        senza più forza di ricordare
        vuoti gli occhi e freddo il grembo
        come una rana d'inverno.
        Meditate che questo è stato:
        vi comando queste parole.
        Scolpitele nel vostro cuore
        stando in casa andando per via,
        coricandovi alzandovi;
        ripetetele ai vostri figli.
        O vi si sfaccia la casa,
        la malattia vi impedisca,
        i vostri nati torcano il viso da voi.
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          Scritta da: Sylvia Drago
          in Frasi & Aforismi (Giornata della memoria)
          C'è un paio di scarpette rosse
          numero ventiquattro
          quasi nuove:
          sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
          "Schulze Monaco".
          C'è un paio di scarpette rosse
          in cima a un mucchio di scarpette infantili
          a Buckenwald
          erano di un bambino di tre anni e mezzo
          chi sa di che colore erano gli occhi
          bruciati nei forni
          ma il suo pianto lo possiamo immaginare
          si sa come piangono i bambini
          anche i suoi piedini li possiamo immaginare
          scarpa numero ventiquattro
          per l'eternità
          perché i piedini dei bambini morti non crescono.
          C'è un paio di scarpette rosse
          a Buckenwald
          quasi nuove
          perché i piedini dei bambini morti
          non consumano le suole.
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            Scritta da: Ada Roggio
            in Frasi & Aforismi (Giornata della memoria)
            Morte premeditata di milioni di vite innocenti,
            perché Ebrei.
            Ritenuti indesiderabili.
            Banditi.
            Umiliati.
            Indifesi.
            Massacrati.
            Trasportati nei lager.
            Svestiti.
            Numerati.
            Campi di concentramento.
            Rinchiusi.
            Definiti spazzatura.
            Uomini, donne e bambini divisi.
            Denudati.
            Rasati.
            Stipati come bestie.
            Baracche, con letti a castello, come gabbie.
            Stracci putridi, ricoperti di escrementi, le loro coperte.
            Obbligati a lavorare.
            Violenza sulle donne.
            Sfruttate come cavie dai medici.
            Deportati.
            Torturati.
            Orrore.
            Epidemia, tifo, pidocchi.
            Denutriti.
            Insopportabile.
            Qualcuno tenta di scappare
            Si getta sul filo spinato elettrico.
            Vagoni stipati.
            Docce.
            Camere a gas.
            Ignari entrano.
            Bruciati vivi.
            Odore acre.
            Sterminati dai Nazisti.
            L'inferno sceso sulla terra.
            Ora a ricordare il dolore.
            Foto, scarpe, borse, denti, occhiali, tesori, documenti.
            Forni crematori, Auschwitz.
            Oggi sono le lacrime del mondo a voler ridare vita alle loro vite.
            Composta giovedì 22 gennaio 2015
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              in Frasi & Aforismi (Giornata della memoria)
              Quando la follia ha il sopravvento sulla ragione, la crudeltà eccede e l'essere umano si trasforma in una bestia feroce capace di assassinare il prossimo con la più sconfinata spietatezza. Forse per molti sarà difficile credere a un Dio che abbia potuto tollerare e permettere tali atrocità.
              Composta giovedì 22 gennaio 2015
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                Scritta da: Rubyna
                in Frasi & Aforismi (Giornata della memoria)
                Il Lager, nelle sue molteplici ma sempre mostruose forme, è un simbolo del ventesimo secolo. I campi di punizione e di lavoro in Germania e quelli del sistema Gulag dello stalinismo, i campi di concentramento e i campi di sterminio dei nazionalsocialisti. Con l'eccezione della Russia, in Europa sono scomparsi. La parola però è rimasta. Oggi sta per campo estivo, campeggio, camping, luogo di riposo.
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