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Collezione di Barzellette


Scritta da: Paolo Broni
in Umorismo (Barzellette)
Un razzista entra in un bar affollato. Si guarda intorno e vede un uomo di colore seduto in un angolo. Allora si alza e dice "Pago da bere a tutti, tranne che a quel negro laggiù". Tutti esultano e si affollano al bancone, ma quando il razzista paga l'ultima birra l'uomo di colore alza il pollice e con un'aria soddisfatta fa "Grazie, amico!"
La sera dopo il razzista torna nello stesso bar, si guarda attorno e vede lo stesso uomo di colore seduto in un angolo. Di nuovo si alza e dice "Offro da bere a tutti, tranne che a quel negro laggiù". Tutti si alzano gli fanno i complimenti e vanno a bere gratis, e di nuovo, alla fine l'uomo di colore dice con aria molto soddisfatta "Grazie, amico!" Il razzista si gratta la testa e dice al barista: "Come mai quel negro mi ringrazia quando è l'unica persona a cui non ho pagato da bere?"
E il barista: "Lui è il padrone del bar."
Composta mercoledì 10 giugno 2015
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    Scritta da: Paolo Broni
    in Umorismo (Barzellette)
    Ecco perché ai giornalisti maschi non viene permesso di rispondere nelle rubriche di affari del cuore, sulle riviste.
    Anita:
    "Salve. Ho 26 anni, sposata con un figlio piccolo. La settimana scorsa mio marito era a casa e io sono andata a lavoro in macchina da sola, lasciandolo con la cameriera e il bambino.
    Dopo un paio di chilometri il motore ha cominciato a surriscaldarsi e io sono tornata a casa per prendere l'altra macchina. Quando sono entrata in casa per prendere le chiavi ho trovato mio marito a letto con la cameriera. Non so cosa fare! Aiuto!"
    Risposta del giornalista maschio:
    "Il surriscaldamento del motore dopo una distanza così breve può essere dovuto a problemi con il carburatore. Dovresti controllare i livelli dell'olio e del liquido di raffreddamento prima iniziare un viaggio. Assicurati anche che l'auto venga controllata regolarmente per evitare simili problemi in futuro. Spero di esserti stato d'aiuto."
    Composta mercoledì 10 giugno 2015
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      Scritta da: Paolo Broni
      in Umorismo (Barzellette)
      Un gruppo di donne stava seguendo un seminario su come vivere una relazione d'amore con il loro marito. Il docente domandò: "Quante di voi amano il proprio marito?"
      Tutte alzarono la mano. Allora fece un'altra domanda: "Da quanto tempo non gli dite che lo amate?" Alcune risposero oggi, altre ieri, altre non ricordavano. Allora il docente disse di prendere il cellulare, di mandare al proprio marito questo sms: "Ti amo tantissimo, cuore mio." E di leggere la risposta. Eccone alcune:
      - Ehi, madre dei miei figli, stai male?
      - Che succede, hai di nuovo rotto la macchina?
      - Non capisco, cosa vorresti dire?
      - Cosa hai fatto? Questa volta non ti perdono!
      -!?
      - Non farla tanto lunga, quanto ti serve?
      - Sogno o son desto?
      - Se non mi dici a chi volevi veramente mandare questo messaggio, ti ammazzo.
      - Ti ho detto cento volte di andarci piano con l'alcol!
      E la migliore
      - Scusa, tu chi sei?
      Composta mercoledì 10 giugno 2015
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        Scritta da: Paolo Broni
        in Umorismo (Barzellette)
        Un giorno ero a casa dai miei nonni. La nonna era uscita e a guardarmi era rimasto il nonno. Avrò avuto 2 anni e mezzo. Qualcuno mi aveva regalato un piccolo servizio da thè ed era uno dei miei giocattoli preferiti. Il nonno era seduto in poltrona, leggendo il giornale, quando arrivai io a portargli una piccola "tazza di thè" che era solamente acqua. Dopo parecchie tazze di acqua e lodi per il buonissimo thè, tornò a casa la nonna. Il nonno le disse di aspettare perché io facevo una cosa "carinissima". La nonna restò a guardare e dopo un poco arrivai con un'altra tazzina di acqua, e vide il nonno che la beveva. Poi disse (come solo una nonna potrebbe dire) "Ti rendi conto, vero, che l'unico posto in cui può arrivare per prendere l'acqua è la tazza del gabinetto?"
        Composta mercoledì 20 maggio 2015
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          Scritta da: Paolo Broni
          in Umorismo (Barzellette)
          Un uomo soffre continuamente di tremendi mal di testa. Va da un medico che gli dice che è una ipersensibilità dei testicoli e che l'unica cura possibile è toglierli. L'uomo chiaramente va a sentire altri medici ma tutti gli confermano che l'unica maniera di far passare i mal di testa è di togliere i testicoli. L'uomo cerca di resistere ma dopo un po' si rende conto che non è più possibile andare avanti e decide di fare l'operazione. Quando esce dall'ospedale, si sente un altro, leggero, fresco, senza mal di testa, e allora si dice "Non pensiamoci più, Oggi comincia una nuova vita. Voglio cambiare tutto attorno a me."
          Per prima cosa va in un grande negozio di abbigliamento e dice al commesso che si vuol vestire da capo a piedi.
          Il commesso lo scruta e dice: "Come giacca le serve una 54 e dei pantaloni del 58."
          "Bravo" dice l'uomo "è proprio la misura giusta."
          "Cosa vuole signore, sono trent'anni che faccio questo mestiere. Per le scarpe direi un 43 pianta larga e per la camicia ci vuole una 44."
          "Bravissimo! Lei ha un grande occhio."
          "Grazie, ma come le ho già detto ho moltissima esperienza. Per la canottiera direi una XL e infine per gli slip una sesta misura."
          "Qui l'ho colta in fallo! Io di slip porto la quarta."
          "Le dico che lei dovrebbe portare la sesta."
          "Io ho sempre portato la quarta!"
          "Lei può portare la misura che vuole, ma se porta la quarta gli slip le stringono i testicoli e poi le vengono dei tremendi mal di testa."
          Composta sabato 16 maggio 2015
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