Scritto da: Alessio Fabretti

Vivere è morire


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...il sergente accenna che poteva avere all'incirca ventiquattro anni. Arrivano le auto della scientifica, il medico legale, sempre frettoloso, non fa che costatarne la morte avvenuta per arma da taglio, rinviando il suo parere più dettagliato dopo la perizia necroscopica. Raccoglie i suoi attrezzi e se ne va sempre più frettoloso. Intanto l'uomo fermato nell'ambulanza è ancora in preda al delirio e balbetta frasi incoerenti, annotate dalle orecchie attente degli agenti. L'Ispettore, un uomo che sa il fatto suo, dai modi un po' bruschi, ma che diverse volte l'hanno aiutato, in vari casi piuttosto complicati; attacca sempre in maniera diretta i suoi interlocutori tanto da acquistarsi la fama e il soprannome di" Willy la Carogna ". Si avvicina al fermato e lo interroga annotando sul taccuino:
" Le generalità complete "chiede. Il soggetto non ricorda, non ricorda nemmeno perché era sulla spiaggia. Guarda gli agenti, osserva le manette; fa per alzarsi ma è ricacciato giù in malo modo da due robuste braccia; chiedendo il perché. L'ispettore sempre perplesso ordina di andare alla centrale. Ora l'uomo si è ripreso, si sente abbastanza lucido e comincia a riflettere: si accorge di essere in un mare di guai. Si sforza di ricordare, di riandare ... [segue »]
Composto martedì 19 marzo 1968

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