Scritto da: Alessio Fabretti

Vivere è morire


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...della vittima. Sappiamo tutti che alcuni di noi; hanno il gruppo sanguigno uguale, e anche se io mi taglio qui in aula, ci sarà certamente un altro con lo stesso mio sangue.
Il giudice emana la sentenza; l'imputato è rimesso in libertà, e l'accusa non provata per insufficienza di prove. Il tenente della squadra omicidi dice all'ispettore di non perdere d'occhio l'uomo, anzi di farlo sorvegliare discretamente. L'accusato è contento, ma non si rende conto del perché, e libero così all'improvviso. Girovaga per le strade dense di gente, alcuni lo salutano, Egli cammina immerso nel suo problema, Chi è? Perché non ricorda? Vaga attraversando, non sa neanche lui quante strade, si ritrova in un quartiere nuovo, ad un tratto gli pare di riconoscere un edificio; un portone gli pare familiare, Guarda le varie targhe, Tutti dottori, professori, una lo colpisce, studioso di parapsicologia. Una voglia di entrare lo assale. Ormai è sera, pensa di riconoscere le strade dove cammina, ma non ha una meta Arrivai in un quartiere frequentato da prostitute: strano non c'era mai stato. Una ragazza carina lo ferma; gli: domanda se vuole andare insieme a lei. Lui risponde di sì, si sente, però amorfo insensibile, tanto ormai ... [segue »]
Composto martedì 19 marzo 1968

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