Scritto da: Cleonice Parisi

Donna domani


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...già uno solo per me era troppo, una comitiva di uomini come lui mi avrebbe portata al suicidio.

Sorrisi perfida con me stessa mentre l'uomo continuava ad esporre la sua problematica. Nel parlare avevo notato che muoveva di frequente il polso, dove ostentava un orologio, forse di valore, talvolta i bambini facevano la stessa cosa, ti passavano davanti con un disegno mettendotelo letteralmente sotto il naso senza parlare, e restando poi in pressante attesa di un complimento, o di una parola atta consolidare le loro certezze, ed anche "occhio profondo" aveva bisogno di certezze proprio come un bambino.

Lo interruppi mentre con espressioni colorite entrava nel vivo del suo discorso dicendo in modo ingenuo: "Mi perdoni ma proprio non ho potuto fare a meno di notare quello splendido orologio che porta al polso. È mica un Rolex? " non ascoltai nemmeno la risposta non importava che fosse un rolex o qualche altra marca, avevo sortito l'effetto desiderato, il polso dell'uomo aveva trovato pace.

Cavolo! Ma dove erano finiti gli uomini quelli veri, che sanno stupirti con uno sguardo, quelli dalla voce calda in grado di portarti lontano con un solo sospiro, dov'era l'uomo a cui affidare un proprio pensiero senza ... [segue »]

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    Scritto da: Cleonice Parisi
    Riferimento:
    Premio Letizia Isaia 2005
    Opera segnalata dalla Giuria per la Sezione Narrativa.

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