Scritto da: Concetta Antonelli

La giacca magica

Capitolo: Una storia di provincia

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...una mano sull'interruttore generale della luce e una sul lucchetto da applicare alla saracinesca, quando udì un rumore nell'atrio e vide un ometto che, uscendo dal bagno, si affrettava zoppicando verso la porta con un mezzo sorriso di scusa...
-Mi perdoni, direttore! Sa... la toilette... ne ho approfittato, dopo un film così lungo... ma, eccomi! Grazie... scusi, signor Picardi... arrivederci!
Picardi, meravigliatissimo, lo guardò uscire e recuperò immediatamente tutto il suo spirito, senza più l'ombra del sonno: - Ma come, conosce il mio nome, e io non so nemmeno lontanamente chi possa essere... mai visto! Eh, diamine! Uno così, qui a Nebbialunga, mica passa inosservato! Piccolo piccolo, quei baffetti grigi, tutto grigio veramente... e poi zoppo... mah! Chiederò domani...
Rassegnato, il proprietario-tuttofare del Picardi Splendor pose nuovamente la mano sull'interruttore quando un cigolio sinistro lo fece sobbalzare, gelandogli il sangue nelle vene...
-Madonnina! - esclamò l'uomo girandosi circospetto e frugando con gli occhi nella scarsa luce – Ma che sciocco! - sospirò poi con sollievo, vedendo che era semplicemente la porta della toilette ( un lavandino filato e un gabinetto giallastro, senza tavoletta... ) che si era aperta.
- E va bene! Fammi chiudere, però, dovessero entrare i gatti dell'Antonia dal ... [segue »]

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