Poesie inserite da Mariella Buscemi

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Scritta da: Mariella Buscemi
Sulle coste del cuore.
Deriva di mesti ricordi.
L'onda più alta
- sui seni -
sovrasta indicibili canti notturni
sibilati a fior di labbra.
Preludio e promessa.
Canti di cicale che fanno l'amore ai versi dell'upupa.
Graffiami l'anima e caustica le mie ferite
col sale di mare.
- tu, immensamente -
Sabbia nelle vertebre,
il tuo peso su me
nelle roventi notti d'agosto
al passaggio delle Perseidi,
- Medusa -
mi pietrifichi.
Solfeggi ed odi
arrivano al mio orecchio,
come i tuoi baci,
Claire de lune,
musicista sulle onde dei miei fianchi.

- Vedo l'acqua nei tuoi occhi
- M'invadi tra il cielo e l'oceano.

Fluisce.
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    Scritta da: Mariella Buscemi
    I sogni fuori ed io chiusa nel cassetto.
    La naftalina nel cuore per conservare le sue stoffe, ché quando i tessuti pregiati non si usano più, si sa, si logorano.
    Sogni come feritoie,
    incubi come mannaie,
    mi ho a noia,
    le abitudini resistenti come cuoio,
    di questi irraggiungibili sogni, muoio.
    Sogni criptici, un mondo onirico evanescente, condensato di immagini eidetiche, iperbole di slanci carpiati di desideri
    misto-reale,
    misto-ideale,
    misto-paura.
    Nel mio cassetto ci sono tarme che rodono e sgualciscono pelle e membrane sottili,
    legno striato,
    radica e noce,
    sulla bocca il ciliegio,
    sui capelli l'ebano.
    L'anima scheggiata.
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      Scritta da: Mariella Buscemi
      Come rondini - innocenti - tradiamo il freddo, ci vestiamo d'impressioni di caldo e poi ritorniamo, ché passiamo da un'estate all'altra senza sole o brezza di mare, allungando le stagioni di mezzo, tra il pesco e le foglie secche.
      Risveglio.
      Aromi di marzo.
      Sono composta di giorni nascenti,
      tramonti ed albe tinteggiati di rosso cremisi
      sfumati da scie d'azzurro e tracce d'infinito all'orizzonte.
      Disegni di nuvole schiumose
      proiettati negli occhi di Donna.
      Proserpina rapita,
      scandisce i tempi di morte e vita.
      Eros e Thanatos,
      tra la tundra e le spighe,
      semi ed ortiche,
      tu, non tu,
      ci sei, non ci sei.
      Riaverti...
      Mi ritorni come primavera nel cuore,
      distesi nel letto d'un fiume,
      mi spelli come petali d'una margherita,
      - m'ama non m'ama -
      mi gusti nelle essenze,
      i giunchi flessi,
      le civette intimidite,
      Voli di gazze ladre,
      - ti rubo i sensi -
      suoni d'un vecchio pianoforte,
      - minuetto -
      le tue dita sui miei tasti neri,
      solfeggi irrequieti,
      cantilena senza posa
      di sospiri soffiati tra labbra e labbra.
      Profeta ed apostolo della mia rinascita.
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