Poesie inserite da Mariella Buscemi

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Scritta da: Mariella Buscemi
Solo aprendomi, sgusciandomi
come un'ostrica.
Solo gustandomi, molle,
internamente.
E mangiandomi, liscia,
ed assaporandomi, dolce,
dove serve, piena,
dove vuoi entrare.
E sinuosa, m'incastro.
E ritrarti e sfondare,
infondendoti,
sprofondando
tra gli umori liquidi,
l'unica perla, la mia pelle,
stretta tra le tue dita,
graffiata dalle tue unghia,
trattenuta dal tuo fiato.
- A sfregare le tue costole
sulle mie vertebre -.
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    Scritta da: Mariella Buscemi
    Sfilate di funesti funerali.
    E loro sono lì, scuoiati al macello.
    Sagome di cartone con il mirino sul petto,
    colpiti uno ad uno da pallottole sparate da un killer seriale che sta sempre su un tetto troppo alto per poter essere avvistato in tempo.
    Paura di perdervi e di assistere, impotente, alla perdita.
    E mi manca l'occhio destro,
    il braccio sinistro,
    pezzi di cuore sparsi, come briciole, sul sentiero dove voi marciate.
    Il mio demone è la perdita,
    la paura della perdita,
    la solitudine che lascia la perdita.
    E perdere mi porta a chiedere
    e chiedere mi porta ad elemosinare,
    ma c'è un dio che pretende l'anima,
    ché non solo il diavolo la mercanteggia.
    Ed ho paura di rimanere,
    ché se avessi potuto seguirvi in quel luogo freddo
    di terra brulla e spoglia, a diventar cenere con voi
    ed a farmi sgretolare le ossa,
    avrei avuto più pace,
    invece, addosso, m'è rimasta solo pece.
    Mi sarebbero ancora cresciuti i capelli
    e ne avrei fatto funi per aggrapparci ancora
    alla (non)vita;
    le unghia si sarebbero ancora allungate
    e ne avrei fatto artigli per lottare
    e riportarvi indietro.
    E già molti mi sono volati via
    e mi rimane davvero poco
    e questo poco lo vedo tremare.
    E se è un tetro sortilegio che coloro che amo
    li vedo finire, divenir eterei fantasmi
    fatti di nulla, ché di nulla siamo fatti,
    questo me lo chiedo con quel profondo senso d'ingiustizia
    che mi sento montare dentro,
    quello che fa venire quel nodo stretto alla gola
    come se ci fossero corde che tirano la testa indietro
    e gli occhi diventano molli e liquidi
    come lo è questa nostra esistenza,
    liquida.
    E sono questi i miei demoni,
    le campane, i vermi ed i tamburi.
    E sono io il demone di questo dolore che ho dentro,
    demone dentro al demone,
    bambina partoriente lacrime.
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      Scritta da: Mariella Buscemi
      Guerriera senza armi.
      Tormento nella tormenta.
      - Solenne arcano -
      Dissacrante, a tratti misti
      - Mistici -
      Pallore tremulo, patologico.
      Foglie di alloro
      ad ornarmi di false vittorie.
      Ho il profilo fatto di corteccia.
      Nessuna sorgente che mi abbeveri.
      Solo sconcerto.
      Solista al concerto di voci primitive.
      Continuo incessantemente a parlarmi, ma ho i rami spezzati, dentro.
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        Scritta da: Mariella Buscemi
        Con pezzi di Antartide nel cuore.
        - Quando non ci sei -
        Scheggiarsi a scaglie,
        scucire le impunture lasche,
        imbastire punti per rattoppare
        _appena
        per non disgiungere la sottile membrana,
        stoffa morbida.
        Da questo glaciale cuore,
        a sinistra del tuo desiderio,
        giusto ad est delle tue voglie,
        ad inventarmi tragitti di carne
        sotto ai tuoi respiri che mi soffiano
        _addosso
        come il vento di settentrione
        e rabbrividisco
        sotto la neve di Norvegia
        che poi si squaglia
        come i tuoi umori liquidi
        sul mio corpo.
        Sei la mia parte di cielo a nord
        sciolto nel mio caldo
        dove t'insinui,
        attraverso il Pacifico
        per giungermi e fluirmi dentro.
        Disperdo i singhiozzi lungo le stagioni,
        durante le tue assenze,
        ciascun equinozio,
        qualche solstizio stolto.
        - Non ci sei -
        E ritorna il freddo.
        - Cuore artico -.
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