Le migliori poesie inserite da Mariella Buscemi

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Scritta da: Mariella Buscemi
Se i miei nervi avessero il bianco di certe carni
che mi si strappano
sotto la falce delle lune che si riempiono
di quegli astri insanguinati
che congiungono il buio del tetto eterno che mi sovrasta
e la terra marcia che calpesto con la lingua
che arriva a strisciare
per assaporare il gusto di ciò che mi resta di reale
bagnandomi delle stesse lacrime rosse-stellari
tras-figurarmi
nella dimenticanza del sonno
che giunge
nero
umano
fisico
come abbraccio di morte.
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    Scritta da: Mariella Buscemi
    Dell'amore e sull'amore
    ho cercato il non sapere
    ho spento lumi
    franato strade
    tra il dubbio e il rifiuto
    resa tabula rasa
    ho trasfuso noumeno di china
    sotto il fenomeno d'ogni dolore
    nel dolere intangibile
    bagnato per due volte nello stesso sangue
    -soffro dunque sono-
    d'ogni inganno estetico
    sull'anima estatica
    del cuore ho fatto cosmo
    arché di carne e battito
    sui giudizi universali
    maieutica del desiderio
    sulla dialettica scettica tra me e la pelle
    ho elevato le potenze d'ogni atto
    schiudendomi sulle mie verità
    eclettica tra le emozioni
    stoica nella perdita.
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      Scritta da: Mariella Buscemi
      Sapessi leggermi
      Questo mio tetro teatro
      Dipingeresti di terrore
      I sorrisi dei pagliacci
      E saliresti sulle altalene delle mie paure
      Dove le corde sono liane
      Nei boschi autunnali del mio cuore.
      Della pioggia di oggi
      Potresti ancora lavarti le mani
      Sull'umidità dei miei capelli
      E sederti al riparo del collo.
      Guardarsi sarebbe coraggioso infinito.
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        Scritta da: Mariella Buscemi
        Dev'essere stato un ricordo, l'ultimo sussulto
        e le dita che battono sui tasti
        come fosse una marcia di pensieri in fila
        sul filo della bocca chiusa.
        Ci vuole il latte alle mandorle per certe cose della mente
        – mi dico; lo direi anche a te se ci fossi –
        credo tutto sia in eredità.
        Dallo splendore alla paura,
        dal coraggio alla disfatta,
        dal misfatto alla tragedia,
        dall'ansia al riso immotivato.
        Ho visto molte cose in questi giorni appena trascorsi.
        Conchiglie grandi così.
        E onde.
        Onde alte così.
        I miei occhi e le sue mani.
        Forse, il possibile è da aspirare lungo un tiro di sigaretta
        e per il probabile giro bene il caffè così sa più dolce.
        Mi mancano quattordici pagine per finire il libro,
        poi, magari, ne scrivo uno io.
        Sta bene questo nuovo vaso all'angolo della stanza.
        L'altro è ancòra vuoto.
        Mi sento andare verso un rassicurante autunno.
        Più mio.
        Questo è quanto.
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