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Poesie inserite da Daduncolo

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Scritta da: Daduncolo

A un passo da te

C'è una voce che risuona e corre via nell'aria, è un canto di un angelo volato via.
Quando l'amore è l'unica forza per cui lottare, tra me e la paura c'è un senso di pace.
Dispiace che sia finita così, c'era ancora molto che avrei voluto fare, c'era ancora una possibilità, e dietro l'angolo sentivo di essere così vicino a te.
Mi ricordo gli spari uno dietro l'altro, mentre le parole morivano in gola.
Ho visto così il mio sogno morire alla luce del giorno, e lentamente finivo per piangere.
Così vaga l'anima nel buio, laddove si è spenta anche l'ultima luce.
Quando l'amore è l'unica forza per cui lottare, tra me e la paura c'è un senso di pace.
Sono dispiaciuto così malamente, proprio ora che avevo quasi afferrato la sua mano, m'inchino rammaricato.
Penserò a lungo fingendo che sia tutto a posto, e dietro le ultime parole si nasconde la semplice storia di un amore.
Così scosso da un brivido mi volto e dico addio.
Se morire sia come dire ti amo, ripeterei il mio gesto in eterno.
Composta martedì 17 novembre 2009
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    Scritta da: Daduncolo

    La triste sorte del Re

    Tra il fiume di folla avanzo
    stremato e con lo sguardo
    basso seguo le orme del mio
    triste destino.

    Così perso e per niente confuso,
    so di essere innocente.

    Così usato e mai infedele, ho
    amato la mia povera gente.

    Legato a giudizio, si spegne così
    il mio sogno di patria.

    Trascinato via dal cuore umano, vado
    in contro alla paura.

    Lo sguardo grifagno della gente è
    lo specchio di un grande abbaglio.

    Non c'è miracolo che attende, il mio
    destino è stato già segnato, la fine
    del mio regime è dietro l'angolo.

    Lo respiro nell'aria e lo guardo nel
    cielo, è giunta la triste sorte del Re.

    Tante parole sono state dette e tante
    altre sono morte soffocate, tra queste,
    rimangono sepolte le parole di un innocente.

    Il patibolo è la che attende, la folla
    è la che preme.

    Così perso e per niente confuso, so
    di essere innocente.

    La lamina sottile rimanda a me un po'
    di luce, il coraggio dell'innocenza
    è la mia unica forza.

    C'è un silenzio tutto attorno, ho così
    il cuore in gola.

    Sento il mondo attorno a me collassare,
    e dentro di me l'ombra oscura del nulla
    avanzare.

    La libertà che tanto si dice è il
    pugnale del mio ultimo passo al mio
    ultimo capitolo.

    Così annego tra il tonfo dei tamburi e
    tra forconi e spade c'è chi inneggia
    il tricolore.

    Lo respiro nell'aria e lo guardo nel cielo,
    è giunta la triste sorte del Re.

    Lascio un sorriso di sfida vagare tra
    la piazza, sperando che una nuova luce
    apra loro gli occhi.

    Così perso e per niente confuso, so bene,
    che andrò via innocente.
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      Scritta da: Daduncolo

      Sento le sirene

      Sento le sirene di
      tanto in tanto,
      recluso in profondo
      rifugio segreto,
      trascorro la gran
      parte dei miei giorni,
      la luce di una candela
      e qualche buon libro
      ammazzano il tempo
      infinito.

      Una radio trasmette
      notizie mentre lo
      sguardo segue le
      mie orme nella
      stanza buia.

      Il riflesso sullo
      specchio, il tocco
      delle campane di città,
      una pena infinita
      e una speranza lontana
      anni luce.

      Sento le sirene di
      tanto in tanto, la paura
      cresce nei miei occhi,
      l'intenso suono arresta
      il mio respiro, il
      marciare interrotto dei
      soldati verdi nelle strade
      è un continuo precipitare
      nel vuoto.

      Non mi resta che pregare,
      lo faccio di tanto in tanto,
      quando non riesco a
      svegliarmi da un brutto
      sogno.

      Sento le sirene di
      tanto in tanto,
      come di tanto in
      tanto osservo la
      stella di David
      sul mio braccio.

      Piango nel silenzio,
      il ricordo di mia moglie
      uccisa nel grigiore dei
      miei occhi, sale la
      rabbia al cielo, tento
      di trovare un po' di
      giustizia, inseguo
      invano quel desiderio
      fiorito nel cuore, il
      nostro sogno di famiglia
      è divenuta una lontana
      stella nel cielo.

      Sento le sirene di
      tanto in tanto, l'aria
      è infetta da rancore
      e noi esule anime
      costrette a fuggire
      per continuare a
      vivere nella terra
      del genocidio, abbiamo
      mollato, il coraggio
      ci è mancato.

      Sento il mio destino
      marciare nel campo
      della morte, sento
      il vento soffiare
      così forte, che
      penso d'esser
      divenuto già
      polvere.
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        Scritta da: Daduncolo

        Follie Segrete

        Il sole sorge al di là
        del mare, un nuovo giorno
        sembra iniziare, ma una
        sciagura avanza, invisibile
        e inaspettata travolge
        settembre, mese di dolore
        per cui il mondo, come
        un orologio privo di
        carica, si ferma e smette
        di girare.

        All'orizzonte due dardi
        feriscono il cuore
        della grande mela e
        due giganti, simboli
        di una nazione
        intera, terminano per
        cadere giù come castelli
        di sabbia, un silenzio di
        riflessione si espande
        tra i quartieri, occhi
        stupiti osservano le
        mille persone gettarsi
        nel vuoto per la
        disperazione e le
        fiamme invadono
        i gemelli del cielo,
        le urla di sconforto
        risuonano nell'aria e
        le loro vibrazioni
        fanno tremare la
        terra ai propri piedi.

        Cadono fiocchi di cenere
        che si spengono sui desolati
        e ormai caotici marciapiedi di Manhattan; La speranza,
        se pur si sia tramutata
        in pura falsità, rimane viva
        negli occhi di tutti,
        le preghiere cercano di
        detergere l'aria,
        ormai macchiata dal
        solo panico.

        Un boato assordante
        turba New York, la torre
        nord sembra aver ceduto,
        milioni di vite, sepolte
        dalle macerie, fanno si
        che la linea della loro
        vita si spezzi, la gioia
        di un istante come breve
        sogno si dissolve nel
        nulla ed il sacrificio
        di una vita volare
        via come foglie al
        vento.

        Un secondo tuono uccide
        una nazione che si inchina
        e domanda pietà, sembra
        che anche la torre sud sia
        caduta giù, a questo
        punto, tutto è ormai perduto,
        si spera solo che il grande
        incubo trovi tregua;
        altre tante innocenti
        persone per follia umana
        abbandonano questo mondo
        e tante altre milioni di
        famiglie si spaccano
        come melograni ormai
        maturi.

        Un enorme mantello di
        fumo copre il tutto,
        e persino il cielo,
        poco tempo fa, azzurro
        e sereno, smette di
        splendere e si rattrista
        quasi stesse per piangere.

        La polvere sale in cielo,
        tutto si spegne e si fa cupo,
        le tremila persone divenute
        anime gremiscono la porta
        del signore e a gran
        voce esigono spiegazioni
        per cosa mai sia successo
        quel triste undici settembre;
        i reclami proseguono ma dalla
        porta nessun suono, nessuna
        voce si diffonde.
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          Scritta da: Daduncolo

          La fine di tutto

          In quella caliginosa e vuota stanza,
          mi adagio sul letto ormai priva di lei,
          tenendo stretto tra le mie tremanti mani
          la sua scarlatta veste dal profumo ancora
          fin troppo vivo, d'acqua di rose.

          Malgrado non vi sia, il suo ricordo
          mi giunge sino al cuore e come un filtro
          magico mi fa credere tuttora che lei
          sia ancora distesa li, in quelle morbidi
          lenzuola di seta, mi volto e comprendo che tutto ciò
          è solo un sogno; ancora una volta i miei occhi
          riprendono a luccicare come stelle nel cielo,
          ed il mio sorriso sino a poco
          tempo fa vivo, si spegne nel ricordo di
          quella sua foto nel comò.

          Mi guardo attorno e nella stanza sul
          quale sono avverto la sua presenza,
          con follia ma disperazione divulgo parole,
          e queste, invano risuonano nella vuota e desolata stanza.
          Una leggiadra brezza fresca si espande dalla
          finestra alla stanza, accarezza il mio corpo
          e gela l'animo mio che non si rassegna al
          pensiero di averla persa per sempre.

          Alzo gli occhi al cielo e cerco una eventuale
          risposta a questo mio dolore che non trova pace
          e nel baratro di un esistenza che non ha più senso
          aspiro a divenire cenere, polvere, come ciò
          che ne rimane della mia vita.

          A gran voce chiamo il più bel dono
          che lei donna creatrice mi donò, giunta
          dinanzi a me, le presi la mano e gli diedi un bacio
          sul viso e con l'animo infranto dissi: figlia mia!
          La donna di casa adesso sei tu, la mamma è
          volata via, gli angeli l'hanno fatta
          diventare una di loro, ma ricorda che lei rimane
          viva nel nostro cuore attraverso
          il suo ricordo...

          Tutto questo eterno girare, senza te non mi diverte più,
          per questo chiedo di venire con te la su...
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            Scritta da: Daduncolo

            Voce sul fronte

            Sono un soldato e mi vergogno di me stesso,
            scruto l'orizzonte e noto che l'oceano non
            è altro che una distesa di fuoco ed il cielo
            che mi sovrasta è ancora una volta
            celato nel buio.

            Mi guardo attorno e nella spiaggia sul quale
            sono, altro non vedo che barche, che giungendo
            sul litorale con i loro soldati reggono tra le
            braccia, come se fossero bambini, le loro armi;
            che solo vederle annientano l'esistenza di
            chiunque provi alterigia.

            Nascosto non oso impugnare nessun arma,
            ma la patria mi impone di agire e portare la pace;
            pace che non credo possa esserci ne prima e ne dopo;
            ormai qui sul fronte la mia salvezza
            e quella di tanta altra gente la vedo lontana è pressoché
            improbabile, come la luna fra la terra o un oasi nel
            bel mezzo di un deserto.

            Verso lacrime per ciò di cattivo e crudele
            sta accadendo su questo mondo, scruto ancora
            il cielo, invano cerco un fascio di luce, ma
            perfino il sole prova vergogna nel notare
            tutta quella sofferenza, a tal punto
            che anche il suo sorriso abbiamo cancellato.

            Ciò che mi rimane è continuare a piangere,
            e sperare che almeno un angelo scenda dal cielo
            e possa non compiere un miracolo ma almeno
            esaudire un mio piccolo desiderio.
            Da padre di famiglia non desidero nient'altro che:
            poter dare un bacio alla donna che tanto amo
            e regalare una carezza ai miei figli,
            ancora una volta per l'ultima volta...
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              Scritta da: Daduncolo

              Candida Venere

              Oh! Venere, candida e diletta essenza di me,
              i tuoi lisci capelli come tulle di seta mostrano
              la natura nella sua più intima esistenza che il solo
              sguardo mi fa sembrare del tutto insolito e afasico,
              a tal punto che solo i miei occhi esprimono con la sola
              lingua silente del pensiero quella bellezza, tanto
              quanto resa grazia dal suo unico nome che fa eco
              alla sola voce, amore.

              I tuoi occhi come specchi d'acqua riflettono i miei
              desideri che come stelle nel cielo incantano
              chiunque li osservi, ed io da semplice
              viandante scruto e ammiro tale bellezza
              che tramuta il mio corpo in pietra, e solo
              il tuo diletto bacio potrà spezzare codesto
              incantesimo che tanto mi impedisce di agire,
              e tanto meno di echeggiare nelle tue orecchie,
              la sola parola: amore.

              Il tuo dolce sorriso è per me la mia speranza,
              la sola ed unica forza di ogni giorno,
              quella mezza luna mi riempie di gioia anche
              nei momenti più tristi; mi basta scorgere
              la tua felicità per far si, che
              anche una parte di me possa essere
              radiosa e faccia nascere nel mio cuore
              una luna tanto piena e ricca d'amore.
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                Scritta da: Daduncolo

                Sono venuto al mondo

                Sono venuto al mondo e mi sono
                guardato intorno, l'amore e l'amicizia
                sono come l'oro, tanto raro ma molto
                prezioso, tanto che in giro se ne
                trova molto poco.

                Guerra e distruzione sono pane quotidiano
                di questo mondo, bambini innocenti
                per avidità dell'uomo perdono
                il loro dono, la vita si infrange
                e l'esistenza di una specie svanisce.

                Il male è l'imperfezione di noi stessi
                che tanto ci degrada nell'essere
                persone che dispongono di un cuore.

                L'odio cresce e la pace fugge;
                la cupidigia ci rende ignari e
                il potere ci rende folli.

                Questa non è fandonia, ma
                bensì il resoconto di un mondo
                ove l'ignoranza è forza e
                il prestigio la gloria di chi
                crede che la vita sia tutto un
                comandare.
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                  Scritta da: Daduncolo

                  Animali d'Inghilterra

                  Animali d'Inghilterra,
                  d'ogni clima e d'ogni terra,
                  ascoltate il lieto coro:
                  tornerà l'età dell'oro!

                  Tosto o tardi tornerà:
                  l'uom tiranno a terra andrà;
                  per le bestie sol cortese
                  sarà l'alma terra inglese.

                  Non più anelli alle narici,
                  non più gioghi alle cervici,
                  e per sempre in perdizione
                  andrai frusta, morso e sprone.

                  Sarem ricchi, sazi appieno:
                  orzo, grano, avena, fieno
                  barbabietole e foraggio
                  saran sol nostro retaggio.

                  Più splendidi i campi e i clivi,
                  e più puri i fonti e i rivi
                  e più dolce l'aer sarà
                  quando avrem la libertà.

                  Per quel dì noi lotteremo,
                  per quel lieti morremo,
                  vacche, paperi, galline,
                  mille bestie, un solo fine.
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                    Scritta da: Daduncolo

                    Povera Bella

                    Bella era giovane e anche carina
                    con occhi azzurri e capelli biondi,
                    povera Bella!
                    Il passo era lieve e il cuore contento
                    ma di giudizio ne aveva poco.
                    Così si diede come una moglie
                    a un traditore duro e cattivo.

                    Bella era giovane, e non lo sapeva
                    che il mondo è pieno di traditori,
                    povera Bella!
                    Disse: " Quest'uomo farà il suo dovere,
                    mi sposerà perché è giusto così";
                    ed era piena d'amore e fiducia
                    in un traditore duro e cattivo.

                    Andò da lui; ma lo sporco vigliacco
                    fatti i bagagli se n'era scappato,
                    povera Bella!
                    E a casa poi la padrona le disse:
                    "Via, che puttane qua dentro non voglio. "
                    Quante amarezze soffrì l'infelice
                    per un traditore duro e cattivo.

                    Tutta la notte vagò sulla neve,
                    quanto soffrì nessuno può dirlo,
                    povera Bella!
                    E quando rossa spuntò l'aurora,
                    morta era ahimé la povera Bella,
                    uccisa ancora in giovane età
                    da un traditore duro e cattivo.

                    E così dite quel che volete,
                    quand'uomo pecca deve soffrire,
                    povera Bella!
                    Giù la calarono in fondo alla fossa.
                    Dissero gli uomini: "questa è la vita".
                    Ma dolcemente cantaron le donne:
                    "Colpa degli uomini, sporchi bastardi. "
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