Poesie personali


Scritta da: Luigi Principe
in Poesie (Poesie personali)

Estasi

L’estasi
come la morte
è un diritto comune
di Principi e plebei.
Perché arrivato a compimento
il peccato perde la colpa
diventa purificazione.
Avessimo osato meno
la brezza non toccherebbe il tuo ventre
i seni non avrebbero brividi
le mie dita non sarebbero ampiamente umide.
Dalla punta del naso
alle caviglie
la tua pelle
non urlerebbe il mio nom
Composta giovedì 2 agosto 2012
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    in Poesie (Poesie personali)

    Il mare mio color oro

    Il mare mio è color oro
    e seren ondeggia nel lieve vento
    qua e la una vela rossa
    che navigano sulla luce
    del sole,
    il silenzio bisbiglia sommessamente
    e volteggiano d'ogni colore dell'arcobaleno
    i pensieri belli
    Il mare mio fa la piena tarda estate,
    in ogni goccia un pezzo di sole,
    è gonfio di profumo d'estate
    Il mare mio color oro
    quieto oscilla davanti al mio uscio,
    ma sta notte non ho dormito
    dal rumore d'un trattore
    e al mattino vidi cumuli di paglia
    e storni volare basso
    e l'azzurro del cielo
    risplendere
    sul campo.
    Composta mercoledì 1 agosto 2012
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      Scritta da: margherita1
      in Poesie (Poesie personali)

      Ciao Roby!

      Ti guardavo mentre
      in quell'angolo nella penombra
      della sera respiravi piano.
      I tuoi occhi non guardavano
      i miei forse avevi più paura
      del mio dolore che
      sentire il tuo,
      Ma anche così i nostri
      pensieri s'incrociavano
      ricordando quel prato
      in discesa dove
      chiamavo il tuo nome.
      La muscolatura snella
      scattava ad ogni movimento
      mentre facevi a gara
      con il vento.
      Ora di te mi restano
      i tuoi occhi velati dal tempo,
      tra le mie mani pietose
      vi cerco un anelito di vita,
      testarda non voglio arrendermi
      alla tua partenza.
      Non hai bagagli
      nulla da portare con te
      se non il mio ricordo,
      spero sia pesante perché
      ti porti via tanto di me.
      Amico più Amico di ogni Amico,
      se proprio devi allora vai,
      non ostinarti nella tua fedeltà,
      ci sono cose più importanti per me
      ed è la pace che troverai
      sotto il melo in fiore,
      accanto alla tua casa
      che ha visto il tuo tempo.
      Questo posso fare per te,
      nient'altro che questo poco.
      Ciao Roby!
      Composta mercoledì 1 agosto 2012
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        Scritta da: Nadia Consani
        in Poesie (Poesie personali)

        Voci dimenticate

        Dall'albero solitario
        tra muri di cemento
        e rumori della città,
        arriva quasi scomparso
        il frinire di una cicala,
        suono stridente e spensierato
        che un tempo accompagnava
        dei mietitori fatica e sudore,
        mentre cantavano sotto il sole
        di estati ormai dimenticate.
        Sfiorano la mente ricordi,
        con riflessi sfocati di allegria
        quando sul fico nel giardino
        rincorrevo sogni di bimba
        e il grano intorno era maturo.
        Oggi quel suono si diffonde
        in campi di anonimi girasoli.
        Composta mercoledì 1 agosto 2012
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          Scritta da: Lidia Filippi
          in Poesie (Poesie personali)

          Pulcino smarrito

          S'è sfatto quel morbido nido
          in cui ti sentivi al sicuro,
          e lanci il tuo grido d'aiuto
          pulcino smarrito.
          Chi l'ode non può fare nulla
          e tu?
          Tu cerchi, tu speri e t'illudi
          che tornino i giorni del sole
          e soffri
          mio piccolo amore
          e lotti con tutta la forza
          usando le armi che hai
          ma senti il dolore,
          sapere non puoi
          che ciò che la mente comprende
          il cuore talvolta non vuole,
          così si ribella
          e tu piangi, rigetti il tuo cibo,
          vorresti tornare in quel nido
          lo cerchi,
          ma ormai non c'è più.
          Composta giovedì 26 luglio 2012
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            Scritta da: Nello Maruca
            in Poesie (Poesie personali)

            Il vento e la quercia

            Ulula il vento, non si cheta, incalza,
            ora alberelli piega ora altri innalza,
            ora a dritta soffia e ora mena a manca
            e donde passa d’ogni cosa ammanca.

            Le foglie da su gli alberi divella
            in ciel le innalza e, poi, le mulinella
            indi le abbassa fino a fondo terra
            tante ne innalza ancora, altre sotterra.

            Ingagliardito di sì tal possanza
            verso l’annosa quercia, forte, avanza
            ma per quanto soffia, urla e si lamenta,
            per quante volte l’assalto ritenta

            della sua forza sente il fallimento.
            La quercia resta là, non ha spavento
            e del rabbioso vento par che rida
            mentre immobile accetta quella sfida.

            Rùgge, ora, il vento, freme, si tormenta,
            s’innalza, s’allontana, indi, ritenta,
            con furiosa lena, di poi, si scaglia
            ma a contatto di quercia si frastaglia.

            Son radicata qui da trecent’anni
            immagina se temo te e i tuoi danni;
            così la quercia sussurra  all’udito
            mentr’esso di tal possa inorridito

            sen corre via sbuffando, indebolito.
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              Scritta da: Nello Maruca
              in Poesie (Poesie personali)

              La fede del pecoraro

              E, siede, infine, stanco al focolare
              mentre il rosario nonna sta a sgranare
              e, mamma, triste, intenta a cucinare
              che la famiglia tutta è da sfamare.

              Il fumo sale dagl'ardenti ceppi
              che di sovente danno i loro scoppi,
              del dì racconta dei suoi tanti intoppi
              e dei due agnelli, dice, nati zoppi.

              Pioggia cadeva turbinosamente
              col freddo nelle carni penetrante
              e il gregge di sgomento fu belante
              pel vento che ululava orribilmente.

              Se chetata non fosse la tormenta
              sarei con le mie pecore allo sbando
              e di mie forze avrei toccato il fondo
              e fin sarebbe stata triste e lenta.

              Ma il buon Dio che pare percuota e annienta
              alfin di Suo potere a tutti ammanta
              e quando già convinti di lor fine
              eccoli a casa coi suoi cari, infine.
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                Scritta da: Nello Maruca
                in Poesie (Poesie personali)

                Inno ai genitori

                È tempo dell'Avvento e in nostri
                cuor qualcosa di nuovo ora germiglia,
                lo sentiam Gianni e Lida amabil figlia
                stasera che pensosi miriam gli Astri

                che di brillanza son men di Voi lustri.
                D'antica quercia porta seco foglia
                lieve venticel che spinge e invoglia
                trarre dai cuori e tingere d'inchiostro

                fogli, per dire a Voi, nostri pilastri,
                un grazie per il Vostro grand'affetto,
                per le attenzioni e i sacrifici tanti

                che, da quando noi ancora maldestri,
                elargito ci avete a tutto effetto
                venerandoci qual fossimo santi.

                Grazie per tutto, nostra diletta mamma,
                e a te, padre, per lo core che infiamma.
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                  Scritta da: Nello Maruca
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Dal dentista

                  Tanta la gentilezza che m'avvolse
                  che assai confuso mi rimasi alquanto
                  e non capii perché così m'accolse
                  chi non degnava altri più di tanto.

                  Allorquando mi fui, poi, all'altro accanto
                  che già saldato avea da tempo il conto,
                  la mente mi s'aprì presto, qual lampo,
                  udendo: esser pur io seme del campo.

                  Questo non è l'ambiente che tu pensi
                  ma, di contro, è una fabbrica di soldi
                  che pure fuor di tempo trovi i saldi
                  e patteggiare puoi pure i compensi.

                  Il suo mestiere bene egli conosce
                  ma meglio ancor lo fa se lo compensi
                  che senza soldi, sai, perde li sensi
                  ma al solo puzzo più nulla capisce.

                  Non esser, quindi, pigro di tua mente,
                  nell'elargire mostrati eccedente
                  che assai maggiore avrà di dente cura
                  ed ancor più s' esente di fattura.
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                    Scritta da: Nello Maruca
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Amore di donna

                    Della sua infedeltà, donna, sapesti
                    e muta il patimento in cuor tenesti
                    e proseguisti a seminare amore
                    e a lungo celasti il tuo amore.

                    Dell’altrui duolo pur ti caricasti,
                    mai affaticata o stanca ti mostrasti
                    e grande donna sempre fosti in tutto
                    e nel lavor trovasti tuo costrutto..

                    Se stato anco solo quest’atto fosse
                    e nessun altro mai fatto n’avessi
                    sol per l’amore tuo che mai si cesse
                    e per bontate ch’altri ebbero eccessi

                    meriteresti posto in una icona
                    a simboleggiar madre e moglie buona
                    ed affermare che non è circostanza
                    mostrare che l’amore sia abbastanza.

                    Enumerar tue qualità non posso
                    che assai  furo, che parrebbero eccesso;
                    una sol cosa, voglio, però, dire:
                    da chi fu mai capito il tuo patire?
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