Poesie personali


Scritta da: dax
in Poesie (Poesie personali)

Libertario pensiero

Da questo silenzio eterno
dove l'anima riscopre
il suo passato, dove i ricordi
si schiantano con il presente,
dove la realtà nuda, vergognosa
dell'orrore del mondo appanna di menzogne
gli articoli dei giornali, i teleschermi
vividi di falsi pudori,
di menzogne veritiere.

Daquesto silenzio inumano
uomini ridotti a casacche comprate,
donne bardate d'inutili orpeggi
scintillanti di miserie,
vecchi sciolti nell'erotica
ammuffita sessualità,
giovani naufragati tra droghe
e alcol che bruciano il cervello,
tra vomito lamenti e grasse risate
foriere di perduta innocenza.

Da questo silenzio fragoroso
s'alzerà finalmente
il grido libertario,
contro l'arrogante violenza
del potere del profitto.

Contro i tiranni, i paternalisti
subdoli che si nutrono d'immagine
e scaricano letame, contro i moralisti
ipocriti benpensanti salottieri,
contro i talari che tradiscono il loro Dio
contro tutti coloro
che c'appiccicano addosso
i loro insulti borghesi
come marchio d'infamia.

Recuperare l'innocenza
correndo verso nuove albe,
nuovi orizzonti nuovi paradisi,
lì finalmente addenteremo
il frutto proibito, il frutto
che dona la vera conoscenza,
la verace essenza dell'umanità
una nuova naturale rivoluzionaria
libera umana generazione,
una nuova fronda d'univerale amore.
Composta giovedì 5 luglio 2007
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    in Poesie (Poesie personali)

    un giardino in giugno

    Persone,
    cani e bambini,
    animano il giardino.
    I tigli fanno sentire al mio naso che esistono,
    è il loro tempo.
    Il naso ringrazia.
    Preso dal mio sconforto
    condivido lo spazio con una panchina
    reduce
    dalle quotidiane battaglie con la maleducazione,
    due nonni viziano un fortunato nipotino.
    Io scrivo su pezzi di carta
    parole che non capirò,
    eterna guerra persa con l'ortografia,
    o con la testa.
    Ma intanto è giugno,
    come un anno fa,
    ed io non ho risolto niente.
    Composta domenica 5 agosto 2012
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      in Poesie (Poesie personali)

      Il villone

      "imperituro ardire meglio di un temporaneo..."
      il resto non si legge.
      è scritto col carbone
      sulla parete gialla del villone.
      Sapienza rinchiusa,
      follia non compresa
      parole grattate.
      Una macchia aggressiva
      vincente,
      ha preso possesso dei muri,
      e vetri rotti,
      sporco per terra,
      ricoprono la follia di ieri
      con follia peggiore,
      di oggi.
      Composta domenica 5 agosto 2012
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        in Poesie (Poesie personali)
        S'infrange nel tempo
        l'onda impetuosa
        del mare isolato
        mai così agitato
        da inverno profondo
        e d'amore trascorso
        del nostro passato.

        S'infrange nel tempo
        l'ombra latente
        sul nostro sentiero
        da distanze celata
        perché sperduta là dietro
        a una stagione morente.

        S'infrange nel tempo
        amor ch'è giunto
        ben presto in sua riva
        dopo che presto
        impetuoso con schianto
        impietoso s'è infranto
        sopra la roccia
        dello scoglio del tempo.

        Lì, ora finito
        dove pianta bandiera
        che sventola sola
        alla sera più nera
        su un isola che oscura
        d'esausto sole
        per sempre eclissato
        nel buio deserto
        di spazio infinito
        e solo abitato
        d'atavico silenzio.

        Tutto s'infrange
        addosso la roccia
        spietata del tempo
        che mostra alla fine
        tutta la forza
        nel distruggere amore
        e poi i suoi ricordi
        in sua che da sempre
        e'infallibile impresa
        tutto distrugge
        nella sua abile morsa
        memorie
        e vita compresa.
        Il suo scorrer dispiega
        l'interminabile corsa
        che sgretola tutto
        e ogni cosa lui piega
        sopra lo scoglio
        dove tutto s'infrange
        ma non il mio cuore
        perché lui se non muore
        lui non si arrende
        se lui oggi ancor piange.

        È l'immane sua forza
        più di quell'onda
        del mare in tempesta
        è potenza
        sul tempo ch'arresta
        che scavalca lo scoglio
        e il suo grande alleato
        del cielo nero da pioggia
        dopo che ha urlato
        l'ululo del vento
        per giungere quando
        per giungere dentro
        dove vince il ricordo
        sullo scorrer del tempo.

        Perché vince sul tempo
        il mio cuore che fa
        del ricordo che ha dentro
        il suo unico oro
        che solo in lui resterà
        anche dopo che muore.

        E solo in lui
        ora io credo
        se in lui
        vera luce rivedo
        se in lui il suo respiro
        sempre risento
        nel fulcro in cui ascolto
        il suo labile battito
        in fondo al suo centro
        nucleo di roccia
        che sfida e che batte
        la corsa del tempo
        e proprio lì
        s'infrange l'oblio
        nel ricordo mai spento
        dove ormai più non scorre
        l'immobile letto
        di fiume che stanco
        è sempre più lento
        finch'egli
        ferma e l'abbatte
        nel suo movimento
        l'inesorabile
        countdown
        dello scorrer del tempo.
        Composta domenica 5 agosto 2012
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          in Poesie (Poesie personali)

          Uno sguardo che bacia il cielo

          Ho uno sguardo che non sogna
          è come una menzogna
          che si mostra senza vergogna.

          Ho parlato agli alberi di Agosto
          che aspiravo di andare via ad ogni costo
          ed separarmi da quest'arido posto.

          Ho una mano chiusa a pugno nella tasca
          ho l'anima che dice basta.

          Perché non si può continuare
          ai sogni non si può negare
          di librarsi ed attraversare
          uno sconosciuto mare
          ed affrontare tutto quanto il male

          Ma c'è una cosa che so fare...
          creare un canto leggero
          quando ho uno sguardo che bacia il cielo
          puoi ballare con me in mezzo la natura
          sentendo distante ogni paura.
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            Scritta da: margherita1
            in Poesie (Poesie personali)

            Amore cieco

            Ma cosa ci vedevo in te bellezza mia?
            Forse avevo in me una vena di follia!
            Eppure ti vedevo così bello,
            l'abito gessato, il garofano all'occhiello.
            Facevi il bagno nel Pino Silvestre
            io mi beavo di quel profumo agreste.
            Brillava nel tuo mignolo l'anello
            il bagliore ipnotizzava il mio cervello,
            ormai ridotto a gelatina
            sorridevo con lo sguardo da gallina.
            Certo l'alito non era alla menta piperita
            spesso restavo in apnea, tramortita.
            Non eri così alto da potermi baciare
            ero io che mi dovevo chinare,
            da lassù sentivo l'odore della brillantina
            su quei due peli che lisciavi sera e mattina.
            Tra spalle e ventre non c'era differenza
            per stringerti a me ci voleva pazienza
            non sapevo da che parte cominciare
            quando ti volevo abbracciare.
            Non mi portasti mai neppure un fiore
            credevo fosse per timore,
            invece eri taccagno come Zio Paperone
            perfino a Natale mi hai tirato il bidone.
            Ora ti guardo senza capire cosa mi abbia stregato
            visto che il tuo cervello è quello di un cartone animato.
            Composta domenica 5 agosto 2012
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              Scritta da: margherita1
              in Poesie (Poesie personali)

              Il prode guerriero

              Il mio amore ha un grande appetito
              primo e secondo ben condito.
              Preparo per lui tavola apparecchiata
              con cristalli, candele, tovaglia ricamata.
              Piatti di spaghetti con frutti di mare,
              vongole, cozze, gamberi da assaporare.
              Poi con fare ammiccante gli propino
              appena sfornato un bel branzino.
              Annaffio tutto con vino frizzante
              fresco, fruttato del Levante.
              L'insalata sul finire la più raffinata
              appena raccolta, tutta colorata.
              Il dolce poteva mancare?
              Crema, panna, cioccolato fondente
              ciliegine, meringa, sciroppo bollente
              sotto Pan di Spagna e Maraschino,
              è un po' magro il poverino!
              Infine un caffè forte corretto
              in tazza calda ben ristretto,
              con Brandy di marca, invecchiato
              in fine porcellata e zuccherato.
              A dirla tutta lo voglio viziare
              indurre la sua gola a mangiare,
              farlo sentire sazio e appagato
              so che lui dopo me ne sarà grato.
              Quindi mi attardo nella mia vestizione
              tra pizzi, merletti sarò un'apparizione.
              Mi rimiro fiduciosa del mio aspetto
              poi mi sdraio seducente sopra il letto.
              Lo chiamo con voce aggraziata
              suono melodioso di una donna innamorata.
              Non sente il mio Prode Guerriero?
              alzo un po' la voce con tono severo.
              che sia diventato sordo al mio richiamo?
              eppure lui sa quanto l'amo!
              Impensierita mi precipito di sotto
              sento uno strano rumore provenire dal salotto:
              un misto tra un grugnito e un fischio d'animale
              anzi un verso orribile e infernale.
              Oh Cielo! Mi spavento pensando a quale creatura
              misteriosa può aver prodotto la natura,
              invece giace allungato sui cuscini del divano
              il Prode Guerriero che scuoto invano.
              Russa e sbuffa come un trattore
              io grido Amore! Amore!
              Ma a nulla serve il mio gridare
              per stanotte mi devo rassegnare,
              domani sera, di primo un bel brodino
              di secondo soltanto un formaggino.
              Composta domenica 5 agosto 2012
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                Scritta da: margherita1
                in Poesie (Poesie personali)

                La mia casetta

                La mia casa
                è una favola.
                Con il tetto di Nutella
                sta seduta in mezzo
                al prato
                dove gialle margherite
                sembrano briciole
                di sole.
                Sui davanzali fiori
                danzano al ritmo
                del vento.
                Il comignolo tossisce
                al fuoco del camino
                a tempo di Jazz.
                La porta è alta
                quanto me perché
                solo io vi possa entrare.
                Da fuori la luce
                si diffonde nella notte
                posandosi sui rami
                dei peschi dormienti.
                Mentre il gufo
                spalanca gli occhioni
                alla luna,
                cantano i grilli
                alla luna come spicchio
                di frutta candita.
                Mi accoccolo
                sul cuscino di piume
                mentre tace
                la mia casetta
                che si addormenta
                con un sospiro.
                Composta domenica 5 agosto 2012
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