in Poesie (Poesie d'Autore)
Nero stellato
Muto chiarore,
di sogni nel sole.
Muti momenti,
ove anche il colore
del nero stellato,
può esser svelato
da un gesto d'amore,
che tinge e dipinge
di muto splendore.
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Muto chiarore,
di sogni nel sole.
Muti momenti,
ove anche il colore
del nero stellato,
può esser svelato
da un gesto d'amore,
che tinge e dipinge
di muto splendore.
Parole arroccate,
tra pendici e vallate,
su labbra socchiuse
e pensieri sognanti.
Non ho più parole
né vocali volanti,
che tagliano il suono
di un richiamo perduto.
Ma voci ascoltate,
ancora inzuppate
di cuore e perdono,
non sono che il dono
di stille profuse,
su labbra socchiuse.
Li senti se sali
sugli alti pensieri,
i battiti d'ali,
degli angeli veri.
Frementi, sottili,
leggeri, gentili,
ti sfiorano a pelle,
ma il vento ribelle
li spinge lontano
per giorni,
per anni
dal genere umano.
Se tendi la mano,
ritornino in te
e poi va da se
quel battito d'ali
e allora riprendi
e piano risali.
la fine degli occhi
l'inizio del mare,
non so individuare.
È fuso, conforme,
disciolto, uniforme
il vedere assoluto
voluto dal cuore.
Negli occhi il chiarore
e il profuso tepore
di momenti d'amore.
La fine degli occhi:
l'inizio di te.
Ode all'amore:
nulla possiedo
se non la tua assenza.
La sento insistente
e se tu fossi presente
non sarebbe lo stesso;
non ti avrei per possesso
ma per fugace realtà.
Innalzo per ore
ode all'amore,
che segna l'ardore
del mio tempo migliore,
di luce e calore
sentiti col cuore.
Ode all'amore
per tutte le stanze,
non son rimembranze,
ma soffi di vento
che toccano il fondo
e spalancano piano
finestre sul mondo.
Ricordi fioriti,
ricordi appassiti,
ricordi sbiaditi,
ricordi svaniti,
ricordi infiniti,
ricordi smarriti,
ricordi trovati,
ricordi sbagliati,
ricordi di ieri,
tra i miei pensieri:
bucano il sogno.
Scrivo perché
di un ricordo ho bisogno:
del ricordo di te.
Nuvole ferme
incorniciano il giorno:
vicino è il ritorno
di rondini scure,
vicino il tepore
vestito di sole,
vicino il germoglio
e il fiore vermiglio.
Quel vento lo voglio,
lo cerco e lo aspetto
e poi nel cassetto
lo vorrei conservare.
Soffio di vento
sull'argine del Po,
come un lamento
lo conosco e lo so
che trascina i pensieri,
scompiglia la mente
e ragioni non sente.
Non fa che rapire
i fantasmi vaganti
del nostro sentire.
Nuvole bianche
veleggiano stanche
sul ponte di barche:
il cielo è assetato
di luce e colore
ma solo rami secchi
abbiamo sul cuore.
Bruciano piano
i fantasmi vaganti,
ma scaldano ancora,
dal vento infiammati
e mai più scordati.
Non connetto,
non lo trovo quel cassetto.
In quest'istante
quel "file" mancante
mi dà problemi.
Non collego
e non lo nego
che ho bisogno
di quel sogno:
di parlare,
di chiarire,
di sentire
quel "file" volare,
di venire
e ritrovare
quella password per entrare
ancora nel tuo mondo.
Ogni cuore
ha una memoria particolare:
un "file" lo puoi spostare,
ma non è concesso cancellare.
Così puoi ripescare
un attimo, un ricordo
e poi ritornare
indietro nel tempo
e riprendere a sognare.
Si vede sempre
dove sposti una cartella
e talvolta è proprio quella
che ti manca, che riflette
gioia e che permette
di far battere il tuo cuore.