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Poesie che hanno partecipato al concorso VIIº concorso letterario internazionale di PensieriParole - Fase 2

Frasi di questo concorso le trovi anche in Frasi & Aforismi.

Scritta da: Giuseppe Freda

L'amore che voglio

L'amore che voglio
è una fantasia viva
che riesca a vedere
senza bende sugli occhi.

La fantasia che cerco
è un sorriso di sole
che non si spenga
quando intorno c'è il buio.

Il sorriso che amo
è una sciarpa azzurra
calda intorno al cuore
nelle sere d'inverno;

una spina di luce
da portare nel petto
gridando di gioia.
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    Scritta da: ODIOSA

    Mio figlio

    Decanterete di amori perduti
    di grandi passioni assopite
    canterete di baci e carezze
    lasciate scivolare via dal tempo
    Racconterete di incubi in cui
    anime sperdute
    si cercano nella notte

    Io, canterò di un amore
    che non avrà confini
    un amore che supererà
    il sapere delle genti
    un amore che sorvolerà
    gli emisferi del mondo

    Canterò della gioia
    nel guardarne il sorriso
    e del dolore
    nell'asciugargli una lacrima
    canterò dell'amore
    più grande,
    l'amore per mio figlio.
    Composta sabato 3 dicembre 2011
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      Scritta da: Valentina

      All'amore mio mai nato

      Mi ruba la voce il cuore
      che a te si dona perso d'amore.
      Tu che nel mio passato non c'eri
      e rimani nascosto al presente.
      Gioia di una vita futura,
      tesoro che la speranza non concede.
      Ti confido il mio amore,
      intono melodico silenzio
      su note segrete
      intessute con fili di sogno.
      L'emozione che non ho,
      la tenerezza che non sai,
      le sensazioni che mi dai
      in uno scrigno son racchiuse,
      affidate al vento
      e alle onde del destino.
      Miracolo e magia,
      la tua paura è più la mia.
      Se la strada è ancora tanta
      e l'attesa si prolunga,
      non temere, non ti lascio.
      La tua mamma ti tiene stretto,
      forse per questo tu non nasci.
      Se la sorte ci separa
      e tra le braccia mai ti avrò,
      sarai sempre nel mio cuore
      e nelle carezze che farò.
      Composta domenica 4 dicembre 2011
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        Scritta da: Paola Melone

        Le cose che ti lascio

        Se mai saremo divisi
        dal tempo o dalla sorte,
        so cosa ti lascerò.
        Una parte di me
        o tutta me stessa
        verrà a cercarti,
        tormenterà i tuoi sogni
        e veglierà le tue notti.
        Ti porterò la mia follia,
        l'adagerò sul tuo cuscino
        e tu la coprirai di baci.
        Accarezzerai i miei tormenti
        e le mie infinite passioni,
        porterò con me
        pane e parole
        e divoreremo
        i nostri pensieri.
        Sarò il tuo cappotto
        e il tuo lino,
        scalderò il gelo dei tuoi giorni
        e assorbirò le tue ansie.
        E se mai
        troverai un silenzio,
        appoggiato teneramente
        sul tuo cuscino,
        sappi che sono io
        che sto accarezzando i tuoi sogni.
        Composta martedì 23 agosto 2011
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          Scritta da: Marco Bartiromo

          La cruna dell'ago

          Mi annodi decisa, alla cruna dell'ago
          tenendo unita la mente ed il cuore
          Passi e ripassi nel grande telaio
          creando la trama del tuo destino
          Tra baci, carezze, sogni e speranze
          il tempo consuma le scene già viste
          come le foglie ingiallite in autunno
          che aspettano solo che si alzi il vento
          Ma per cucire una storia d'amore
          ci vuole ben altro che un dolce pensiero
          serve pazienza, calma e ragione
          che tendano insieme, senza paura
          Afferro la presa con forza e vigore,
          mi tengo ben saldo all'anello d'acciaio
          cambiando il filo di queste emozioni
          Per tessere insieme maglie infinite
          e scendere al capo di questa matassa
          dove ti trovo, legata alla vita
          ed alle fibre della mia anima.
          Composta venerdì 25 novembre 2011
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            Scritta da: Tania Scavolini

            Appunti di un addio

            Prendi nota su un foglio sgualcito
            di parole che hanno avuto un senso
            e fanno ancora male
            come lame a ferire il cuore.
            Beffarde suonano false
            solo ora,
            che il tempo ha reso
            una straziante verità.
            Appunti di un addio,
            scritti con mano tremante
            e intrisi di inchiostro
            che si scioglie al pianto.
            Vedi quelle parole
            deformarsi in macchie
            sempre più estese
            e sparire inghiottite nel nulla.
            E riparti da lì,
            da quel vuoto di parole,
            sollevi il capo chino
            ribellandoti al dolore.
            Respiri la vita che non è finita
            come per riprendere fiato,
            più forte risorgi
            e te stessa ritrovi...
            Composta martedì 6 aprile 2010
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              Scritta da: Paola Ferrari

              A mio padre

              L'anno scorso, in questo stesso giorno,
              sei salito sul treno bianco dell'eternità.

              I grilli e le cicale sono in concerto, come allora,
              nella brezza di agosto.

              Sono seduta sulla riva di quel mare, che tanto hai amato,
              dove il tuo sguardo si perdeva oltre l'infinito dell'orizzonte.

              In silenzio arrivavo al tuo fianco, in punta di piedi,
              per non disturbare i tuoi pensieri.

              Il solo starti vicino mi riempiva l'anima,
              il tuo calore, l'odore della tua pelle,
              l'arcobaleno sui ricordi dell'infanzia.
              La mia piccola mano, che stretta nella tua,
              mi faceva sentire protetta e sicura.
              Eri il mio mondo.

              La tua mano, che stringeva la mia,
              per scacciare la paura dell'inevitabile.
              Ero la tua forza.

              Ti ho visto cercare Dio, anche se non sapevi dove abitava.
              Sei riuscito a trovarlo nel giorno,
              senza perderti nella notte.

              Sei rimasto nella calma, sino a quando si sono accese le stelle
              ed è scesa la sera con l'ultimo messaggio per te.
              Composta martedì 22 novembre 2011
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                Scritta da: ENRICO DANNA

                L'amore tra i silenzi

                Un intarsio di parole mai dette.
                Un riassunto di promesse mai fatte.

                Urla nel vuoto
                in una notte afona.
                Sciamare di rondini
                sulla scia d'una lacrima.

                L'amore tra i silenzi
                è un coltello senza lama.

                Un livido sul cuore.
                Uno squarcio di marea
                tra le secche del deserto.

                L'amore tra i silenzi
                è il riflesso di emozioni
                disperse tra le ipotesi.

                Un lento scorrere di attimi
                che attraversano anime fragili
                per tuffarsi tra le onde
                di esistenze inutili.

                L'amore tra i silenzi
                è l'inganno della vita.
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                  Scritta da: Carmelo Cossa

                  Mamma

                  Nella casa dove un giorno guidavi le mie gesta,
                  mi mostravi il cammino della vita,
                  m'insegnavi ad aprire le ali per spiccare il volo,
                  oggi è per te un giorno speciale.

                  Vorrei gioire insieme a te, a tutti
                  ma nei tuoi occhi scorgo il rimpianto della giovinezza perduta
                  e l'insofferenza per ciò che un giorno sei stata ti addolora.
                  Non ti intristire.

                  La tua esistenza è stata e sarà ancora:
                  il dono della vita ai figli,
                  l'amore al tuo compagno,
                  al mondo e alla natura.

                  Hai pregato per un mondo migliore,
                  orgoglioso di te ti ammiro,
                  ti amo e ti abbraccio anche se
                  i tuoi occhi fissano solo il vuoto intorno a te.

                  Guardi il mondo senza vederlo
                  ascolti le parole senza sentirle
                  ma vedi me e mi scruti!
                  Io ti ho già visto? Chiede la tua bocca; ma forse è stato il cuore.

                  Anche l'anima potrebbe aver chiesto a te: ma lui chi è?
                  La mente stanca non riconosce più i tuoi figli.
                  Ma il tuo cuore sì! Lui batte ancora; per loro.
                  Ti adoro come i miei fratelli ti amo come loro, come tutti.

                  Sorridi senza rimpiangere il passato, accogli i novant'anni che bussano, falli entrare senza tristezza e senza rimpianti.

                  Sarò io, oggi, a guidare le tue gesta.
                  Abbracciami allora, perché se anche non mi riconosci...
                  Sono tuo figlio madre mia.
                  Composta martedì 1 novembre 2011
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                    Scritta da: Patrizia Cona

                    Rimmel sciolto

                    In questa notte ancora giovane
                    che si bagna in fretta,
                    sotto lo scrosciare irruento
                    di infinite gocce d'acqua arrabbiate.
                    Schizzi di pioggia
                    rigano il vetro delle bugie,
                    come i graffi rimasti sul cuore.

                    E tu come stai?...
                    Oggi senza il pensiero di ieri,
                    lontano da quelle emozioni
                    che fuggono alle catene di paura
                    che non sanno tacere,
                    ma non possono parlare.
                    Lenta si assottiglia
                    e diventa un tintinnio impalpabile
                    questa pioggia notturna.

                    E tu cosa fai?...
                    In questa stanza di rimpianti
                    che ci chiedono perdono,
                    ti siedi li nell'angolo e se aspetti
                    dimentichi.

                    Ed io dove sono...
                    come sto...
                    cosa faccio...
                    mentre il cielo si confida,
                    dentro un singhiozzo altisonante
                    che quando cade addosso
                    scioglie il rimmel....

                    Così distrattamente inciampo
                    sull'assenza che hai lasciato.
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