Scritta da: Marco Bartiromo

La cruna dell'ago

Mi annodi decisa, alla cruna dell'ago
tenendo unita la mente ed il cuore
Passi e ripassi nel grande telaio
creando la trama del tuo destino
Tra baci, carezze, sogni e speranze
il tempo consuma le scene già viste
come le foglie ingiallite in autunno
che aspettano solo che si alzi il vento
Ma per cucire una storia d'amore
ci vuole ben altro che un dolce pensiero
serve pazienza, calma e ragione
che tendano insieme, senza paura
Afferro la presa con forza e vigore,
mi tengo ben saldo all'anello d'acciaio
cambiando il filo di queste emozioni
Per tessere insieme maglie infinite
e scendere al capo di questa matassa
dove ti trovo, legata alla vita
ed alle fibre della mia anima.
Composta venerdì 25 novembre 2011

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    Info

    Scritta da: Marco Bartiromo
    Ha partecipato al concorso
    VIIº concorso letterario internazionale di PensieriParole
    Ha partecipato al concorso
    VIIº concorso letterario internazionale di PensieriParole - Fase 2

    Commenti


    12
    postato da Anna Rita, il
    Ma per cucire una storia d'amore
    ci vuole ben altro che un dolce pensiero...un "8" solo per questi due versi...alla poesia voto "9" :)
    11
    postato da , il
    Dovrebbe finire oggi, Flavia, con la pubblicazione dei verbali.
    10
    postato da , il
    E'  davvero bella questa poesia, che si distingue per musica e ritmo.. e immagini positive. E' una ballata pittorica che coinvolge tutti i sensi e che produce, con la partecipazione del lettore, questa tela d'amore che può vestire di forza e dolcezza ogni amore.
    Bravo Marco.. e grazie per la tua sensibilità che sa sempre arrivare dritta al cuore.
    9
    postato da , il
    Pino,  questo VII Concorso Internazionale  è un tormentone.
    Credi che non sia ancora concluso?
    8
    postato da , il
    ...E certo che la ricordo, la mummia di piume che sfonda i muri. Ricordo anzi di più: di avere auspicato l'intervento di una erculea e manesca mummia di cemento armato,atta a rimettere a posto le cose... : ))
       Perciò - l'ho detto e ripetuto fino alla noia - non si può prendere un blocco di 2300 scritti e sottoporlo al giudizio di una composita e stupefatta giuria popolare, in cui il giudizio di un Franco Mastro*ianni, di  una Flavia Ricucci, di una Barbara Brussa, e di molti altri valga quanto quello di centinaia di Gennaro Esposito da Pollena Trocchia... Per forza che arriva in finale di tutto, e le cose migliori restano a casa.
    Occorre una cernita preliminare.
       Certo, se un giurato "qualificato" ha ritardato di 1 mese il voto su soli 10 componimenti, se ne avesse dovuti votare 2300 ci avrebbe messo esattamente 230 mesi, cioè circa 20 anni...
       Tuttavia esistono altre soluzioni: una prima è, in ogni caso, escludere dalla giuria "qualificata", de futuro, i non appassionati e le mummie alessandrine  che "sfondano" i tempi (quale si è palesato il giurato in questione, di cui sarebbe tanto di guadagnato conoscere il nome); una seconda, che io propongo, è scegliere tra gli iscritti al sito una cinquantina di "volontari" DI COMPROVATA PREPARAZIONE  E COMPETENZA che votino prima degli altri, con ammissione, al voto di tutti gli altri, dei soli primi 200 o 300 componimenti più votati dal gruppo dei cinquanta; ma gli esempi potrebbero continuare.
        Se le cose si fanno con passione e con amore, le soluzioni si trovano; ce ne sono a iosa. Se invece si fanno di corsa, raffazzonatamente e privilegiando l'immagine commerciale alla qualità delle iniziative, e insomma (come suol dirsi a Napoli e avviene oggi sempre più spesso) "a capocchia", l'unico risultato possibile è che ne sortisca qualcosa di molto simile al VII concorso internazionale, da cui prima se ne verrà fuori, meglio sarà.

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