Poesie di Simone Sabbatini

Research Fellow, nato martedì 11 agosto 1981 a Sinalunga (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simone Sabbatini

L'uccello dell'oltre cielo

Volando nel Buio Ultra Stellare
l'Uccello dell'Oltre Cielo
raggiunge il Fuoco Puntiforme della mia Concentrazione Sub-Conscia
ed urla sibili estasianti di Non-memoria,
squarcia il velo della Normalità col suo grido di ghiaccio:
Bellezza.

Mi accorgo d'improvviso di trovarmi altrove
che non ricordo più nemmeno rispetto a quale Dove
che la strada si consuma come fosse Vita
come fosse a una distanza sempre più impietrita
la fiamma che sa solo dove andare.
Il problema non è tornare:
ho imparato a perdere
lo sguardo nel Nero Vuoto, e ritrovare
tutto il Vero Dietro.
No, l'angoscia è ripartire
sognare senza dormire
farla finita e non morire...
Non basta un foglio bianco, o mezzo scritto:
passano Istanti di Secolo prima che ritorni
attraversando l'Oltre Cielo, le sue nubi storte,
e mi riporti le Note Assolute dagli Scarlatti Giorni
e le altre Dirompenti Cose, che già credi siano morte
o state mai.
Cosicché ti stupisci ancora
- ma in fondo ogni Mondo ha la sua Vita
ogni Vita la sua Regola, e i nomi -
di quel manto di morbide foglie gialle che ti ricopre la sera
e non c'è più spazio.
Simone Sabbatini
Composta venerdì 23 aprile 2010
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    Scritta da: Simone Sabbatini

    Senso

    Poesia.
    È un fremito mentale, una grigia giornata,
    il fumo dalla bocca sale,
    si disperde scuro nella nebbia.
    È la smania del corpo che vuole scrivere
    le foglie che cadono d'autunno,
    più vive di quelle che stanno sui rami
    a bruciarsi al tramonto.
    È la rabbia di sentirsi traditi
    abbandonati dagli amici più cari,
    è non capire che è solo stasera
    aver digerito male.
    Simone Sabbatini
    Composta sabato 31 dicembre 2005
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      Scritta da: Simone Sabbatini

      Batte

      Tanti piccoli fatti
      fermano il mio cuore e poi lo fanno ripartire.
      Tanti piccoli infarti
      cambiano l'umore e la vita, la mia vita e il mio umore,
      legati da un sottilissimo filo di diamante
      dove sempre inciampo e spesso cado,
      e vedo
      la vita da sotto, anche col naso
      rotto
      o un braccio, secondo il caso.
      Aspetto.
      Non mi alzo, ma resto,
      la mano sul petto,
      ad ammirare la vita da sotto,
      la mia vita da sotto
      e di traverso
      (ma poi mi rialzo sempre).
      Ritrovo, e lo tocco,
      qualcosa sovente scordato,
      ma vivo.
      E poi ancora in piedi, o sulle ali,
      solo o con l'aiuto di qualche eroe incontrato,
      più spesso inventato,
      a volte, purtroppo, comprato. E a caro prezzo.
      Peccato. Aspettando la prossima
      vita da sotto: sapendo
      che basta una mano sul petto.
      Simone Sabbatini
      Composta giovedì 1 luglio 2004
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        Scritta da: Simone Sabbatini

        Nuda sul prato

        La vita, la vita!
        La vita dolce e puttana!
        La vita che s'odia, e che s'ama...
        La vita che passa sotto ai ponti
        la vita che si butta dai ponti
        e la vita che vola sopra i monti,
        serena e felice. Assassina
        che mai non t'uccide
        la vita che continua, e sorride
        deride se stessa
        la vita ottusa e fessa.
        La vita spensierata che corre in riva al mare,
        la vita innamorata, che si lascia trasportare.
        La vita che galleggia sopra la corrente,
        la vita intelligente, la vita che va a fondo,
        che tra i pagliacci e i cani nuota tutto il mondo.
        La vita tranquilla, nuda sul prato,
        che brilla nel sole, la vita abbronzata.
        La vita stuprata, la vita emarginata,
        la vita ambiziosa, la vita sognata
        e poi delusa, la vita convinta
        e più che mai confusa...
        Simone Sabbatini
        Composta giovedì 13 marzo 2003
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