Poesie di Simone Sabbatini

Research Fellow, nato martedì 11 agosto 1981 a Sinalunga (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simone Sabbatini

Come un gatto in mezzo al buio

Non ho chiamato questo vento di sale
ad asciugare la fiamma dal fuoco.
Non l'ho chiesto, ma è giunto. E non ricordo
gli anni impegnati per non accarezzarlo.
Forse era l'estate, o che speravo
d'abituarmi come un gatto a questa notte...
Raccolgo la legna ma mi manca l'accendino,
faccio tagli a punta quando viene il temporale,
e anche quando mi va bene,
e non è forte l'acquazzone
la luce è fuggita dal bosco.
Simone Sabbatini
Composta giovedì 21 giugno 2007
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    Scritta da: Simone Sabbatini

    Semi inutili

    Non c'è niente, credo, in tutto l'universo
    tanto perfetto e assoluto come la ragione
    che hai in questo momento.
    E allora perché
    piango, mentre non mi vedi?
    Perché guardo perché rimango
    i piedi sul cruscotto, le mani
    maledettamente inermi
    i denti fermi, le dita rotte
    a chiedermi la notte intera questi
    perché?
    Simone Sabbatini
    Composta domenica 19 luglio 2009
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      Scritta da: Simone Sabbatini

      Quando il cielo è una nuvola scura

      Camminare in riva al fosso,
      sopra il ciglio del burrone:
      sferza il vento, la bufera
      strappa gli occhi allaga il cuore.
      Già la terra si fa scura
      dove aguzzano gli scogli,
      e ogni passo è un'avventura
      incerto e accorto tra gli sbagli.
      Alzo il volto, e non lo so
      se mi conviene: vedo un lampo
      ed un'unica nuvola, il cielo
      che divora l'orizzonte
      - io vorrei ammirare il mare...
      Non c'è più, non appartiene
      che alla bruma tempestosa.
      Ma di tutte è la paura
      la peggiore tentazione,
      la curiosa seduzione
      di saltare oltre l'inganno
      oltre il finto appiglio al suolo.

      Il male maggiore e più grave
      che rischia di farci cadere
      sta dentro in silenzio, ed aspetta.
      Simone Sabbatini
      Composta mercoledì 15 aprile 2009
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        Scritta da: Simone Sabbatini

        Colazioni

        Questo nascere e non vivere,
        e poi rinascere in continuo:
        come un biscotto inzuppato
        voglio essere mangiato
        voglio diventare carne,
        e invece ogni volta mi asciugo
        e poi di nuovo affogo.
        Risurrezioni sprecate,
        neanche il gusto di morire...
        Già troppe briciole
        di volontà
        finite in terra o in chissà quali anfratti
        inesplorabili
        lontanissime
        assenze.
        Simone Sabbatini
        Composta sabato 15 gennaio 2011
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          Scritta da: Simone Sabbatini

          Peggio l'amore

          Scrutando a lungo nella nebbia
          per cercare di vedere dove andasse la mia strada
          noncurante degli inciampi del presente
          mi sono convinto
          di essere diventato cieco.
          Vorrei dovrei potrei riprendere a marciare
          semplicemente continuare, accelerare.
          Ma quest'aria al tramonto
          quest'odore d'intorno...
          e se ci fossero fantasmi vampiri licantropi
          freddo e sudore
          silenzio e mancanza d'amore
          o peggio, l'amore?
          Rumore, pioggia d'ardore...
          Non trovo l'ardire
          o non m'accorgo, che è uguale.
          Son cieco, è normale.
          Simone Sabbatini
          Composta giovedì 9 aprile 2009
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