Poesie di Simone Sabbatini

Research Fellow, nato martedì 11 agosto 1981 a Sinalunga (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simone Sabbatini

... phfffhh

Questa storia questa notte nel mio cuore fa paura
vado in giro ormai straniero per il mondo e per la gente,
e con l'anima che dentro puzza.
Sono solo con me stesso, col dolore e con l'angoscia
son tradito, abbandonato come un cane, e bastonato
anche se poi non è vero,
anche se poi non è così.
Ce l'ho con tutti e con nessuno,
questo sentimento nuovo
è così vecchio, troppo vecchio, troppo stanco per morire.
Simone Sabbatini
Composta domenica 18 febbraio 2001
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    Scritta da: Simone Sabbatini

    Letterature

    La vita è un libro lunghissimo e noioso
    mattone raccontato in ogni singolo minuto
    particolare.
    Maschere strane, singolari,
    un po' creature un po' invenzioni,
    un po' finzioni e un po' creatori
    protagonisti lettori
    mezze comparse e mezzi autori,
    viaggiamo.
    E andando decidiamo, o ci proviamo
    a spostare il punto, dove metterlo
    riempiendo il vuoto tra una riga e il sole,
    tra la vita e il dolore.
    Un piede sulla scena, l'altro tra le quinte
    c'è chi sfoglia e si fa vento
    che cancella le parole, o che le sfiora
    solo, o le innamora. E c'è chi fuma
    pagine incendiate del nostro tempo andato...
    chi copia incolla, e c'è chi taglia. Per paura
    rabbia distrazione calcolo o magia
    ci tuffiamo in certi casi gli occhi chiusi in qualche apnea
    pagine incollate, zone inesplorate,
    che in fondo è meglio il vuoto (o almeno
    ci piace attraversarlo).
    Così la storia
    viene fuori e si consuma insieme,
    nell'aria e nelle vene,
    incidente ed emozione.
    Simone Sabbatini
    Composta sabato 19 dicembre 2009
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      Scritta da: Simone Sabbatini

      Home sweet home

      Cercando lo schema ogni giorno migliore
      abitiamo vite sempre più piene
      fitte di griglie, tabelle e direzioni,
      precedenze, giustizie, noie ed eccezioni;
      al punto di sentirle creature,
      sapendole sempre prigioni.
      Finché stanchi soffiamo queste sbarre di fumo,
      ma tanta libertà in un respiro
      ci fa troppa paura. E allora
      aggiungiamo una freccia, domani una griglia
      cerchiamo uno schema migliore
      perché in fondo è accogliente
      la nostra prigione.
      Simone Sabbatini
      Composta lunedì 17 gennaio 2011
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        Scritta da: Simone Sabbatini

        Uguaglianza

        Scopriremo forse un giorno
        l'uguaglianza.
        Tanti cyborg vestiti da persone
        tutti in fila sulle panche della chiesa
        tutti in coda, sguardo a terra, camminare
        passo passo, dirigersi all'altare.
        Ma sotto sotto controllare
        il cappellino storto della signora accanto
        la scarpa sporca di chi torna già a sedere,
        perfino il prete ha lo sguardo stanco
        mentre dice, o almeno pare,
        Buon Natale.
        E ognuno è già più buono
        a non capire
        solo aspettare
        In nomine Patri,
        sequenza di zeri
        fuor di codifica
        "andiamo grazie a Dio".
        Allora
        campane solo come tortura
        latrati di povere bestie animate,
        e animali insipidi
        in coda per un pezzo di pane.

        Cimiteri astratti di pensieri sintetici
        rifugi artificiali senza inferni e paradisi
        di preghiere eteree verso tombe vuote.
        Cimiteri da schiamazzo il 2 novembre
        da strapazzare i morti di fiori e avemarie;
        da stramazzare morti tutto l'anno
        non più nel corpo, non nel cuore
        morti soli nell'oblio.
        Simone Sabbatini
        Composta martedì 16 novembre 2010
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          Scritta da: Simone Sabbatini

          Sudore

          Tanta fatica per nulla.
          Tanto rumore
          occluso
          nel tuo silenzio ottuso,
          infantilmente bello
          e terribile,
          e le mie brutte mani
          in questo stesso bivio
          di parole soscritte, che
          non so scrivere,
          modi difficili da dire
          ridere chiassoso da museo
          e sempre la stessa insoddisfatta fame.
          La strada intrapresa ci naviga un po' addosso,
          per forza o per rancore, asfaltata di tempo.
          Simone Sabbatini
          Composta domenica 10 febbraio 2008
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