Scritta da: Renzo Mazzetti

Ignominia

Lo straniero non sapeva tutto
di quei monti e di quelle colline
non sapeva tutto di quelle pianure.
Lo straniero si smarriva
nei labirinti dei centri antichi
non trovava gli sperduti paesini.
Lo straniero non conosceva quel sentiero
né il sicuro nascondiglio
dove bambini giocarono e ragazzi si uccisero.
Il fascio littorio
Salò e le camicie nere
furono barbarie e distruzione.
Antigone salvò quei neri cadaveri
dalla furia dei perseguitati assassini
nell'aldilà dove non si perdona.
L'eterna oscurità detenga le spie
e i servitori dei tiranni dannati
nell'infernale pozzo dei traditori.
Nessun civile perdono sia concesso
al morto non uguale al morto
solo rigoroso ricordo.
Ancora sanguinano innocenti ferite
e cumuli di coscienze tremanti
testimonianze perenni
per non ricadere nell'ignominia.
Renzo Mazzetti
Composta sabato 25 aprile 2009
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    Scritta da: Renzo Mazzetti

    Vecchiano di marzo

    Il mare boscaiolo
    rumoreggia cupo
    inondando il territorio.
    Scomparsa è la spiaggia
    ricoperta di legname
    pare foresta rovinata.
    La nostra passata presenza
    nel selvaggio paesaggio
    risuona forte ricordo.
    Continuo è il vento
    bacia il salmastro
    sul viso resta umido.
    Il Serchio rinverdisce
    sugli argini ortiche
    gialle e bianche margherite.
    Raccolgo scultura lignea
    medioevale rocca turrita
    di servi schiacciati vestigia.
    Mistura di fango e ceneri
    fluttuando in solidi trasformati
    di antracite fondamenta diventati.
    Assorbo realtà originali
    leggero come quei gabbiani
    con elementi artistici simbiosi.
    Renzo Mazzetti
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      Scritta da: Renzo Mazzetti

      Davanti ai miei occhi

      Davanti ai miei occhi stupiti
      ci sono le sbarre
      e il paesaggio del mondo
      con le fitte ombre verticali
      continua a vivere
      per il battito di infiniti cuori.
      Gli aguzzi denti
      sorridono ad altri denti
      mentre l'acqua limpida degli occhi
      scende per l'altra acqua
      e dentro le membra
      risuona lo scricchiolio delle ossa.
      Delle calde labbra
      e le sensazioni animali
      umane vette della felicità
      vivono sopra un guanciale.
      Vita!
      Correre
      ma le gambe ferme
      lasciano andare i nervi
      e nelle orecchie
      risuonano parole stanche.
      Renzo Mazzetti
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        Scritta da: Renzo Mazzetti
        La società recidiva
        senza occhi
        senza voce
        senza orecchie
        reprime immensità di nuova vita
        in metafore di vista, di urli, di udito.
        La compagine povera che soffre
        percepisce ciò che nessun potente
        potrà mai imitare o soffocare.
        Una nuova èra avanza
        nell'aria e nel sangue
        già volteggia e pulsa.
        Nel sapere di chi non sa
        l'alba e il tramonto
        è ancora alba e tramonto.
        Ma se il tramonto
        si chiamasse alba?
        E se l'alba
        si chiamasse tramonto?
        E se la morte della ricchezza
        si chiamasse vita?
        Renzo Mazzetti
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