Questo sito contribuisce alla audience di

Poesie di Giorgio De Luca

Nato giovedì 27 luglio 1950 a Chieti (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Giorgio De Luca

Colpevoli di manifestare - Roma, mercoledì 7 luglio 2010

Si abbattono violenti sui loro volti
i manganelli.

Sangue!

Come quello sui corpi inermi
delle trecentootto vittime
rimaste intrappolate sotto le macerie
nel lungo ed interminabile boato della Terra
che ha ingoiato e sepolto vite, sogni, speranze...

Manifestano per una casa.

Invece...

Vengono oltraggiati, umiliati.

L'Aquila era viva,
il terremoto l'ha sepolta:

Oggi l'hanno uccisa!
Giorgio De Luca
Composta mercoledì 7 luglio 2010
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Giorgio De Luca

    Solitario va per aspre vie

    Fuggir vorrebbe dal perenne soffrir.

    Restio s'affretta al cammin,
    al triste penser che l'alma
    affligge.

    Solitario va per aspre vie.

    Nascosto a l'ombra del frondoso lauro
    che nascer vide l'amor suo,
    continua a lagrimar ferito.

    Guarda l'infinito...

    Altera la vede passeggiar
    nel Celeste Impero.
    Giorgio De Luca
    Composta lunedì 26 agosto 2002
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Giorgio De Luca

      Noi ragazzi della via

      Siamo nati in quella via
      noi bambini scanzonati.
      Per poterci divertire
      mille giochi abbiam creato.

      L'allegria accomunava,
      l'amicizia affratellava.
      Nelle piazze si giocava,
      si sfidavano i rioni.

      Noi ragazzi del cinquanta
      siamo amici ancora adesso.
      Ricordiamo con tristezza
      i bei tempi ormai passati.

      Soldi in tasca non ce n'eran,
      senza droga siam cresciuti.

      Voi ragazzi del tremila,
      se vorrete campicchiare
      come noi dovrete fare.
      Giorgio De Luca
      Composta sabato 26 ottobre 1991
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Giorgio De Luca

        L'italia contadina

        Pulcinella rimase imbronciato...

        Napoli, per un giorno non fu sua.
        L'allegria si riversò su di essa,
        colorandola di festa.

        In centomila marciarono sotto
        lo sguardo attento dell'eroe
        dei due mondi che, in groppa
        al suo cavallo, s'inchinò
        per ringraziare.

        Nella Città Reale,
        l'Italia contadina chiese
        a gran voce rispetto.

        Dalla roccaforte Angioina,
        palloncini colorati di speranza
        disegnarono il cielo...
        Vota la poesia: Commenta